ROvigo REgeneration, il festival di rigenerazione urbana colora Rovigo

ROvigo REgeneration, il festival di rigenerazione urbana colora Rovigo
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Eccomi qui, dopo due settimane passate a trotterellare per il centro storico di Rovigo, a parlarvi del RO-RE Rovigo Regeneration, un festival di arti urbane rigenerative che ha portato nella piccola città veneta due artisti di fama mondiale, i loro colori e la loro arte: Fabio Petani e Skolp.

Rovigo, come anticipato nell’articolo di presentazione al festival, uscito qualche giorno fa, è una città che avrebbe tantissime potenzialità ma che un po’ si perde, come succede agli studenti che “hanno le capacità ma non si applicano”. In effetti Rovigo è davvero uno studentello svogliato e un po’ pigro che “se la sfanga con il 6” ma che se volesse farebbe scintille.

Ogni tanto, però, la città si risveglia da questo letargo mentale e si attiva.

RO-RE oltre ad aver creato qualcosa di fisicamente tangibile nella città, i murales di cui vi parlerò tra poco, ha risvegliato dal torpore chi la vive.

Dovendo realizzare un servizio fotografico sono stata a contatto con gli artisti, per tutto il tempo della realizzazione delle opere, e questo mi ha dato modo non solo di veder nascere cose stupende ma di poter anche studiare la reazione delle persone. Entrambe le opere, seppur molto diverse tra loro e nonostante siano state realizzate in posti estremamente differenti, sono riuscite a far scattare qualcosa in chi passava e guardava.

Butylene Glycol

Butylene Glycol, il murales creato da Fabio Petani, è stato realizzato in pieno centro storico, esattamente dietro ai resti del castello estense di Rovigo, in quella che tutti hanno sempre chiamato “Ex Casa dei Gatti” perché fino a qualche anno fa era una vecchissima dimora semi abbandonata che ospitava una colonia felina.

“Ex Casa Dei Gatti” è stata ripresa e riqualificata, rendendola un grande casone bianco e anonimo sede della Polizia Municipale, dell’Università Popolare e, soprattutto, dell’Auser, un’associazione che riunisce un gruppo di anziani che si ritrovano a giocare a carte, chiacchierare e bere “un’ombra”.

Ora, riflettiamo un attimo, vi immaginate andare dagli avventori dell’Auser e dire “Stiamo per fare un murales nel vostro centro ricreativo”? Poteva rivelarsi un bagno di sangue e invece, nonostante un primo approccio freddo e sospettoso, i vecchietti che, inizialmente osservavano il lavoro di Fabio con aria un po’ scocciata, hanno iniziato ad apprezzarlo. I loro sguardi diffidenti, alla fine, si sono trasformati in sorrisi.

Le reazioni

Stessa reazione nei passanti che, ad alta voce, dicevano “Rovigo dovrebbe essere tutta così, tutta colorata. Era proprio ora”. Questo non lo dicevano i ragazzini ma gli adulti che sono stati spesso i più restii ad accettare le opere sui muri. Adesso sanno che i murales non sono solamente le scritte a bomboletta fatte a caso, il più delle volte contenenti insulti random, ma sono anche, e soprattutto, opere d’arte che elevano il quartiere in cui si trovano.

Ora non si passerà più davanti alla “ex casa dei gatti” guardando altrove, adesso la si osserverà e ci si fermerà un attimo per perdersi in quel nebbioso e rilassante paesaggio che Fabio Petani ha realizzato per noi.

“Butylene Glycol” Fabio Petani per RO-RE
Quarantotto

Quarantotto è titolo dell’opera di Skolp. L’artista ha lavorato sul pavimento di un cortile che fino a qualche tempo fa era il parcheggio del Liceo Celio, scuola che è stata purtroppo chiusa e trasferita pochi anni fa.

Quando l’istituto ha chiuso, una parte di Rovigo è morta ma, un anno fa, è avvenuto un piccolo miracolo: grazie al Comune di Rovigo che ha vinto un bando regionale con fondi europei, l’ex liceo è stato tirato a lucido ed è rinato come una fenice dalle ceneri.

Ora l’intero palazzo è sede dellUrban Digital Center – Innovation Lab, un luogo aperto a tutti, totalmente gratuito, con spazi di co-working, corsi che vanno dalla stampa 3d alla fotografia ed anche sede di un corso magistrale dell’Università di Padova per studenti in lingua inglese: trovate tutte le info sul sito.

Qui, considerata la posizione del parcheggio rispetto alle strade, c’è stato meno via vai di curiosi ma chi passava una volta continuava a tornare anche nei giorni successivi per vedere il work in progress. A quel punto la zona ha iniziato ad animarsi.

Ecco gli anziani che si fermano a parlare con Skolp ed i suoi assistenti, Michele e Biagio, ecco le baby-sitter che portano i bambini, ecco i curiosi che arrivano e fanno foto. Ed ecco anche che, cosa assurda, molte persone hanno scoperto uno scorcio di Rovigo in cui non erano mai stati. Fatto che è davvero assurdo se si considera la “grandezza” del nostro centro.

Riscoperte

Ci voleva la realizzazione di un murales per far riscoprire ai cittadini un luogo della loro città. Questo lo ritengo un po’ un miracolo. Ora, il pavimento coloratissimo creato da Skolp diventerà un luogo che ospiterà un giardino verticale (ecco perché la decisione di fare il pavimento e non i muri) e sarà una zona di relax per tutti gli utenti e gli studenti che verranno all’Innovation Lab.

Poteva esserci un modo migliore per “ringraziare” un luogo che ha dato così tanto ai rodigini?

“Quarantotto” Skolp per RO-RE. (immagine con drone di DigitalAvio)
Non solo murales

RO-RE non è stato solamente un colorare due muri, cosa che di per sé avendo gli artisti giusti non è così difficile, è stato un momento in cui la gente si è incuriosita, ha fatto domande e ha vissuto la città in modo sano.

Non solo murales, appunto, ma anche visite guidate in due dei luoghi iconici ma difficilmente visitabili: Torre Donà, una delle torri più antiche e alte d’Italia da cui si vede tutta la città (non per chi, come la sottoscritta, soffre di vertigini) e Palazzo Venezze, sede del prestigiosissimo Conservatorio.

Laboratori con gli studenti

Quando ricapita ad uno studente di grafica di poter fare un workshop con degli artisti, Skolp e la sua ciurma in questo caso, fatto di studio del lettering, graffiti, storia del writing e uso delle bombolette? Un corso davvero interessante che avrebbe incuriosito anche i meno giovani.

Laboratorio di Lettering e Graffiti per RO-RE.


RO-RE Rovigo Regeneration è stato quindi un festival immersivo, fatto di tante cose e che alla città ha regalato tanto e continuerà, si spera, a regalare tanto.

A cura e foto di
Anna Bechis

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