L’ordinario mondo straordinario di Blumosso

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TGè l’ultimo singolo pubblicato da Blumosso, brano che inoltre va a chiudere in un trittico perfetto quello che prende il nome di “Di questi e d’altri amori”, l’EP uscito sempre per Luppolo Dischi. In questo ultimo lavoro, Blumosso ci racconta e si racconta sia in situazioni amorose impossibili, sia difronte allo schermo della televisione, quando, durante il periodo di pandemia, l’unico appuntamento fisso diventava quello col Tg.

Affascinati dalla sua visione della vita oltre che della musica, non abbiamo perso tempo, intervistandolo in occasione della sua ultima uscita.

Ciao Blumosso, bentrovato dopo tempo sugli schermi di The Soundcheck, in questo anno i tuoi lavori hanno contribuito a comporre il trittico di “Di questi e d’altri amori” in cosa ti senti diverso e in cosa credi di essere rimasto sempre uguale finora?

L’unica cosa che sento è il bisogno di rimanere fedele a quello che provo, che sento. Quello che compongo non deve essere in alcun modo influenzato dalle logiche discografiche. Questo è sempre stato così da quando Blumosso esiste. Per cui non è cambiato nulla. Ho tagliato i capelli, quello sì.

A proposito del nuovo EP, chiuso con il tuo ultimo singolo “TG”, quali sono le caratteristiche che accomunano quest’ultimo agli altri tre brani precedenti?

Sono tre brani molto diversi, estranei tra loro forse. Come tre bisognosi d’amore ognuno a suo modo che si incontrano in una camera scura e provano ad andare d’accordo. Spero ci siano riusciti, perché sono molto differenti. Solo il bisogno d’amore li accomuna.

“TG” potrebbe essere definito come un’apologia delle piccole cose: quali sono gli elementi della vita ordinaria che inserisci nelle tue canzoni rendendoli poi straordinari?

Bah, negli anni credo di aver valorizzato e idealizzato ogni aspetto della vita quotidiana. Dallo stendere i panni al sole ad asciugare, al guardare appunto il telegiornale. Forse non ho mai parlato di quando vai al bagno…mh…bella idea. Mi manca.

Potremmo descrivere la tua tendenza musicale come un “pop cantautorale”: in che modo ti senti più vicino al mondo cantautorale e in che modo a quello del genere pop?

Forse “pop d’autore” … meglio. Mh…non so, io in questo momento mi sento solo vecchio e ho una paura terribile di passare per un boomer. Ahaahah.

Ci spieghi il sottotitolo di “TG” che recita “canzone rimedio contro tempi strani”?

L’ho scritta durante la pandemia. Quando la quasi totalità di noi odiava stare chiuso in casa, sopraffatti da una nuova quotidianità. Per cui magari una canzone del genere attiva il sistema parasimpatico e fa rilassare i nervi, le tensioni, e l’insopportazione generale che stiamo vivendo un po’ tutti. Magari eh…

Salutiamoci con un album e un libro che può descrivere al meglio il mood del momento!

Soffocare di Palanuk

Il disco… non so se descrive il momento, il mio senza dubbio. “Tutto l’amore che mi manca” di Nada.

a cura di
Ilaria Rapa

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