Antartica – Sherwood Festival – 9 luglio 2021

Antartica – Sherwood Festival – 9 luglio 2021
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Venerdì 9 luglio alle 21 allo Sherwood Festival di Padova, si teneva il concerto di tre gruppi: i Mother, gli Antartica e Yotam. Io entro in anticipo perché prima del concerto ho un appuntamento con la band per cui sono venuta: gli Antartica.

Gli Antartica sono un gruppo indie-pop di Vicenza indipendente composta da quattro membri: Francesco Cappellari (vocal), Marco Fongaro (Basso), Simone Mattiello (chitarra) e Samuel Sarappa (batteria). Collabora ai loro pezzi Simone Sproccati della Crono Sound Factory.

Sono usciti con il loro ultimo brano “Mr. Wolf” in collaborazione con il rapper Cogito, il 29 aprile. Sono rimasti per molto tempo sulle playlist di streaming con il loro penultimo pezzo “Clinica”. Nelle loro canzoni tutti possono ritrovarsi. Parlano dei piccoli problemi quotidiani, di storie di tristezza e malinconia ma soprattutto di ragazzi che vivono.

Appena entro gli Anartica mi vedono e mi riconoscono, salutandomi. Sono ragazzi sorridenti, semplici e molto felici nella più che normale agitazione pre-concerto.

Entriamo nel backstage dove ci sediamo e tra qualche risata parliamo.

Come siete diventanti amici? Lo eravate già prima di diventare band? Sapevate dove volevate arrivare?

Eravamo poco più che conoscenti prima che si formasse questa band. Io (parla Simone) Samuel e Marco ci “conoscevamo” già dai tempi delle scuole e avevamo in mente di scrivere e suonare in italiano. Siamo quindi andati alla ricerca del resto della band e Francesco è arrivato quasi per caso.

Tutti e quattro volevamo suonare e con un obiettivo comune siamo diventati amici. Il nostro obiettivo è quello di vivere la musica, di portare anche un po’ di punk nell’indie italiano e sta andando molto bene anche per quanto riguarda l’interesse delle persone. Ci siamo divertendo. (ride)

Quindi, in un certo senso, vi lasciate tutte le strade aperte e vedrete dove arriverete?

Sì, esatto. Noi siamo ancora all’inizio, dobbiamo ancora conoscerlo a fondo. Quello che ci è capitato finora è stato molto bello.

Qual è la vostra canzone preferita e perché?

(Parla Francesco) La canzone preferita di gruppo è “Savoia” (ridono). Non è vero, è quella che odiamo di più.
(Parla Simone) per me è “Tornerà”. È stata la prima canzone ed è andata bene, abbiamo vito che piacevamo con “Tornerà”. (Anche per Francesco). (Samuel) Per me “Clinica”, ha qualcosa che non va e per questo mi piace. (ridono).

(Marco) per me “Ikigai”. Per motivi personali.
(Simone) in generale “Tornerà” perché è la prima canzone e “Clinica” perché abbiamo capito che forse potevamo ambire a qualcosa di più, che siamo in grado di farlo.

“Mr. Wolf” è stata la vostra ultima canzone, perché avete deciso di chiamarla così? E perché avete aggiunto un libretto alla canzone?

Il titolo “Mr.Wolf” è una citazione da Pulp Fiction, Mr. Wolf è il personaggio che risolve i problemi e sarebbe bello esistesse un Mr. Wolf anche nella realtà. Il libretto invece è un’idea di Samuel.
(Samuel) Con il libretto volevamo creare un contenuto non necessariamente legato alla musica.

Cercavamo di tirare fuori qualcosa che si sviluppasse su più livelli. Pensavamo ad un gadget che tutti potessimo avere, gratis e facilmente intascabile. Arrivavamo dal video di clinica che è stato molto sudato e allora volevamo qualcosa di ugualmente interessante ma diverso.

Comunque è stato complicato, abbiamo fatto un grande set fotografico e le foto sono citazioni ad altre band. Il montaggio poi l’ho fatto io.

“Clinica” sembra parlare di una storia vera, lo è? Se sì perché avete scelto di raccontarla?

Sì, il pezzo parla di una ragazza che abbiamo conosciuto ma abbiamo cercato di portarci anche fuori dalla storia reale, non volevamo parlare di lei in tutto e per tutto, ci sembrava strano.

Ci siamo buttati molto anche sulla situazione pandemica, la lontananza e il discostarsi dalla realtà quando ci si aliena troppo.
(Francesco) Clinica, come bozza e demo è nata prima della quarantena ma poi quest’ultima ha influenzato molto sul completamento della canzone.

Sappiamo che avete lo studio a Milano ma voi siete di Vicenza, quanto tempo state nello studio a Milano e Vicenza non vi sta un po’ stretta?

Vicenza ci sta un po’ stretta. La sala prova di Vicenza è in centro e siamo tutti provenienti da paesini fuori il centro. È il classico momento in cui ti scontri con la realtà.

Non possiamo prendere tutto e trasferirci direttamente a Milano. Lì andiamo con le canzoni pronte per essere registrate e prodotte con il nostro produttore, Simone Sproccati, le ultimiamo. Anche a Milano ci sono dei cambiamenti, ovviamente, spesso cambiamo parte del testo o della melodia lì.

Siete qui allo Sherwood Festival per la prima volta, come state? com’è il mood?

Essere allo Sherwood per noi è un piccolo sogno che si avvera. È un posto in cui tutti quanti siamo stati almeno una volta nella vita e che ci è piaciuto moltissimo. Se ce lo chiedevi due anni fa non lo avremmo mai immaginato. Noi adesso saliremo sul palco e saremo come sempre: emozionati. Non sappiamo quanta gente attireremo qua.

Molti sicuramente non saranno per noi. Noi stiamo negativi così al massimo vedremo le nostre aspettative superate. (ridono). Siamo comunque felicissimi, il palco è bellissimo e sarà la prima volta che suoneremo tutti i nostri pezzi perché prima suonavamo solo inediti ai live.

Finisce la chiaccherata in un coro di saluti e ringraziamenti e io mi metto comoda per assistere al concerto… sotto il palco.

La vista è perfetta e come me moltissimi altri ragazzi si radunano là sotto quando le luci si spengono.

Alle 21:30 parte la prima band, i Mother, un gruppo di Venezia e mezz’ora dopo attaccano gli Antartica.

Gli Antartica salgono sul palco e ci restano come i ragazzi con cui ho parlato nel backstage: felici ed energici.

Ogni canzone viene accompagnata da qualche interazione con il pubblico dove si mostrano molto naturali e simpatici. Sembrava che conoscessero ogni persona che li stava ascoltando.

La loro presenza scenica è stata una piacevole sorpresa: erano a loro agio, nonostante fosse un palco mai affrontato prima. Sicuramente erano emozionati ma sono stati bravi a non dimostrarlo.

I momenti più belli li abbiamo avuti quando hanno suonato il loro terzo pezzo nella scaletta: “Clinica”. Hanno reso partecipe il pubblico a battere le mani a ritmo per tutta la canzone e subito dopo, con “Mr. Wolf”, il pubblico iniziò spontaneamente a battere le mani a tempo dimostrandosi molto coinvolto dalla band.

Chiudono dopo sei pezzi con la loro canzone di debutto: “Tornerà” che come abbiamo appreso, è cara a tutti i membri degli Antartica. Il loro turno si è consumato in un lampo, non vedo l’ora di sentirli più lungo. Lasciano poi spazio al solista Yotam.

Così si conclude il concerto di quattro ragazzi che aspirano solo a rincorrere il proprio sogno: la musica.

a cura di
Sara Sattin

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