“Crudelia”: il clichè che può piacere

“Crudelia”: il clichè che può piacere
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È arrivato dalla Disney, il 26 Maggio, il nuovo film intitolato “Crudelia”.

Dalla regia di Craig Gillespie, viene scelta come interpretatrice del ruolo di Crudelia (nel film viene chiamata “Cruella”, il suo nome inglese) la bella e brava Emma Stone. Insieme a lei vediamo anche la famosa attrice Emma Thompson nel ruolo dell’antagonista.

“Crudelia” è tratto, come avrete capito, dal cartone “La carica dei 101”, il carinissimo film del 1961 che tutti da bambini abbiamo visto almeno una volta nella vita.

La trama

Ambientato negli anni ’60 “Crudelia” parte come un’autobiografia della protagonista, raccontata appunto, da Crudelia stessa. Cose già viste insomma.

Già visto anche come viene dipinto il personaggio di Crudelia. Il suo vero nome è Estella, un piccolo genio della moda, logicamente, con una personalità particolare che viene mal compresa.

Il film mostra già all’inizio il rapporto di Crudelia/Estella con i cani, che è dolce e amichevole con ogni razza tranne una. Sì, avete indovinato: i Dalmata.

Per una serie di peripezie Crudelia/Estella finisce a vivere con un duo di ladruncoli imparandone l’arte del mestiere. Gli anni passano e riesce, grazie ad uno dei due birbanti, ad ottenere un posto di lavoro nel grande magazzino più in voga di Londra.

Se stavate aspettando la vera Crudelia dovete avere pazienza perché fin qui c’è solo Estella, una ragazza che ne ha passate tante ma che resta cordiale con tutti.

Al grande magazzino Estella/Crudelia si fa notare e viene assunta dalla più grande stilista dell’epoca, la Baronessa. Donna non certo amabile.

Da qui parte la fase del film che sembra “Il Diavolo Veste Prada”: la ragazza che si rivela promettente e che diventa il braccio destro della boss fredda e cattiva. Questa cattivona, la Baronessa, si rivela strettamente collegata alla sua infanzia. E voilà signori, Estella diventa definitivamente Crudelia.

Il resto del film mostra come una persona non possa negare la sua vera natura e al tempo stesso come la società forgi il carattere di una persona. Attraverso gli altri noi diventiamo ciò che siamo ma anche ci adattiamo, in una certa misura, a quello che gli altri pensano di noi.

Cosa non ci piace

“Crudelia” è quindi l’ennesima storia che va molto di moda ultimamente su come nasce un cattivo delle favole.

Non fraintendete: è originale mostrare il lato oscuro della favola, personalmente la trovo una cosa bellissima. Ci fa capire come, nella società, qualcuno si sia svegliato e abbia capito che nessuno è totalmente buono o totalmente cattivo ma che tutti compiamo delle scelte, spesso giustificate da vari accadimenti.

Speriamo però, che dopo aver passato al vaglio tutti, ma proprio tutti i cattivi Disney non si diano una calmata e si inventino qualcos’altro…

Le colonne sonore di “Crudelia” sono pazzesche e bellissime. Sentirete Nancy Sinatra con “These Boots Are Made For Walkin'”, The Doors “Five To One”, Nina Simone “Feeling Good” o Blondie con “One Way or Another” tra le tante.

Non tutte però sono azzeccate alla scena, perchè mettere i The Clash con “Should I Stay or Should I Go” all’ennesima apparizione di Crudelia in pubblico per rubare lo spotlight all’antagonista? Volevano dirci che Crudelia voleva restare ancora per godersi la faccia livida della cattiva? Se lo avete capito ditemelo, vi prego.

Ho piacere di avvertirvi che verso la fine troverete anche qualche scena da sticom del pomeriggio.

La maggior parte del film è quindi un clichè. Abbiamo già visto molto di quello che mostrano: la cattiva-che-possiamo-compatire contro la cattiva-e-basta, le operazioni da “Charlie’s Angels” per rubare tutto il rubabile, tra cui la notorietà della cattiva-e-basta e la genialità impeccabile di questa ragazza.

Qualcosa di carino?

I vestiti! Stupendi gli abiti che, come una sfilata, passano tra i minuti del film! Un applauso a Emma Stone che ha retto benissimo il film con le sue capacità di cambiare personalità facilmente, le espressioni da femme fatale e l’eleganza del portamento.

I richiami al “dopo” della storia, cioè a “La Carica dei 101” ci sono nella narrazione e giustificano bene il comportamento di Crudelia nei confronti dei Dalmata. Già in questo “prima”, Crudelia mostra “interesse” per il manto dei Dalmata attraverso la frase “ci farei una pelliccia”.

Tutto, dalla metà del film in poi è un richiamo alla sua cattiveria, dal suo nome alla sua magione. Lascio a voi scovare le altre connessioni.

Per questo e per i vestiti a “Crudelia” va il premio creatività. Ma solo per questo.

Il finale, in questo film, è ovvio e nuovo al tempo stesso: simbolicamente e letteralmente Crudelia seppellisce Estella e…in parte ce lo aspettavamo ma lo vediamo di certo con occhi più compassionevoli e anche un po’ divertiti.

Conclusioni

La storia è dunque perfetta per chi ha voglia di farsi coccolare dal clichè, dalla comfort zone del prevedibile. È carino, leggero, scorrevole e anche un po’ commovente ma per la maggior parte è un insieme di scene che vanno di moda da qualche periodo a questa parte nel mondo del cinema.

a cura di
Sara Sattin

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