Malika e le polemiche

Malika e le polemiche
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Nelle ultime ore i social e le maggiori testate sono tornate a parlare di Malika Chalhy. Per chi non avesse memoria Malika è una ragazza che è stata allontanata dalla famiglia per via del suo orientamento sessuale. Fatte le giuste premesse per rinfrescare la memoria, torniamo a quel che è accaduto.

L’intervista della Lucarelli

Si sa, Selvaggia Lucarelli in un modo o nell’altro riesce sempre a far parlare non solo di sé ma anche di chi è nel suo mirino. Caso vuole che questa volta il radar delle stranezze abbia individuato Malika.

Dopo mesi passati da quando ha commosso tutta Italia, sorge spontanea la curiosità di sapere come se la stia passando, se dopo quel momento di abbandono da parte delle persone che dovrebbero essere le più care, le minacce e il dolore qualcosa sia mutato realmente.

Questo ci porta all’intervista che ha scoperchiato il vaso di Pandora. A quanto pare la ventiduenne dopo una iniziale ritrosia con annesse menzogne, ha vuotato il sacco ammettendo che ha cambiato l’auto perché la sua non era più funzionante e funzionale. Passi la scelta di farlo con una Mercedes usata di 17mila euro, una automobile deve servire per gli spostamenti di lavoro e piacere, ma molti si chiedono perché tra tanti posti Malika abbia scelto di trasferirsi a Milano

Milano e l’affitto

Passi pure il trasferimento a Milano, si sa che sul territorio milanese c’è una forte comunità LGBTQ+, ma perché ha scelto di non investire acquistando un monolocale o un bilocale, magari in periferia o a qualche chilometro dal centro cittadino?

Andare in affitto è un azzardo e una spesa non indifferente se si considera l’affitto e le utenze, passi la giovane età e l’inesperienza, ma scegliere una città così cara e non sfruttare al meglio i fondi ricevuti con i crowdfunding fatti per aiutarla a vivere, il naso lo fa storcere e non poco.

Con i due crowfunding creati a suo nome dalla cugina e da un ragazzo si è raggiunta una cifra che, agli occhi di una ragazzina da poco maggiorenne possono sembrare infiniti, ma 140mila euro finiscono in fretta se li si sperpera senza un minimo di raziocinio.

Il cane acquistato come “necessità

Uno degli altri punti che ha scatenato la polemica nasce da un post su Instagram dove la ragazza mostra un cucciolo di french bulldog pagato ben 2500 euro. Con tanti cani abbandonati, non solo meticci, ma anche di razza, perché spendere soldi per uno di allevamento?

Se devi dare amore e riceverne lo puoi fare anche salvando un cane che nessuno vuole, i capricci così costosi inevitabilmente fanno storcere il naso e far puntare il dito, perché tra l’altro, da persona che ne possiede due di cani, vi assicuro che non sono gratis, hanno spese e costi non indifferenti. Se sei stata cacciata di casa senza nemmeno un cambio di mutande è necessario questo acquisto?

Il crowfounding e la sua nascita

Il crowfounding era nato in teoria per darle la possibilità di trovare una casa, di ricominciare una nuova vita e di pagare uno psicologo che l’aiutasse ad affrontare questo abbandono e rifiuto subito.

Quindi se da un lato è vero che i soldi ricevuti sono i suoi e può farci quel che più le aggrada, dall’altro penso sia normale l’indignazione se poi vengono fuori bugie e mezze verità per nascondere i capricci di una ragazzina che, nonostante un manager, non ne ha fatta una giusta in questi giorni.

Il manager e i provini per Uomini & Donne e la Boldrini

Un altro degli elementi oggetto di polemica è stata la presenza del manager. Effettivamente ha senso se si considera il numero di follower che la seguono sui social, ma questo manager non può indirizzarla verso scelte più ponderate e mature? Non poteva dirle di non mentire o ostentare palesemente questi acquisti che di necessario hanno ben poco?

A tutto ciò si aggiunge la notizia di un provino per Uomini & Donne, giustificato con un “mi hanno iscritto gli amici”. Personalmente alzo le mani, per me resta libera di fare quel che le pare coi soldi che le hanno donato e per il suo tempo, ma credo sia doveroso ricordarle che la “fama” ha vita breve. Prioritario dovrebbe essere mettere le basi per una vita serena e onesta.

Onestà non pervenuta, al momento, stando a come la Boldrini abbia preso le distanze da alcune affermazioni fasulle che volevano una parte dei soldi ottenuti dal crowfounding donati in beneficienza per la creazione di una raccolta fondi o associazione per le vittime di discriminazioni.

La comunità LGBTQ+

Sarebbe carino se Malika chiedesse scusa alla comunità di cui fa parte. Avrebbe potuto essere una voce, la giusta rappresentazione di tutti quei ragazzi e ragazze che affrontano situazioni come la sua, che vengono bullizzati, maltrattati, minacciati, offesi, derisi, allontanati e abbandonati da chi dovrebbe amarli incondizionatamente e dalla società in genere.

Tutti si aspettavano quello, ma è evidente che a 22 anni in una società dove un numero di like e follower ha un peso maggiore della morale e degli insegnamenti che si possano diffondere gratuitamente sui propri canali hanno una importanza differente. Quindi penso sia doveroso scindere le due cose, una ragazza immatura non definisce tutta una comunità. L’aiuto offertole è stato uno dei gesti più belli del periodo pandemico, evitiamo quindi di fare di tutta l’erba un fascio.

Ci sono figure importanti nella comunità che mantengono viva la loro voce e il bisogno di essere rappresentati meglio di come possa averlo fatto Malika. Supportate chi ha bisogno, non lasciatevi frenare se in questo caso ha vinto la mediocrità del singolo.

Malika Ayane non è Malika Chalhy

Piccola precisazione, nelle ultime ore molti hanno mandato messaggi poco simpatici alla bravissima Malika Ayane, ecco magari evitate, perché non è la Malika di cui parliamo in questo articolo e di cui si parla da ore.

a cura di
Iolanda Pompilio

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