Sound of Metal, il suono del silenzio

Sound of Metal, il suono del silenzio
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Sound of Metal è una pellicola del 2019 co-scritta e diretta Darius Marder. Narra la storia di Ruben, un batterista metal (interpretato da un bravissimo Riz Ahmed), che da un giorno all’altro inizia a perdere l’udito, e si ritrova a dover affrontare una crisi che andrà a toccare ogni aspetto della sua vita.

Il film, che nel 2021 è stato candidato a 6 Oscar (tra cui “Miglior film” e “Miglior attore”), si è portato a casa la statuetta per la categoria “Miglior sonoro”. Oltre a questo ha ricevuto il plauso quasi unanime della critica, e nel 2020 è apparso nella top-ten di 52 critici cinematografici di livello internazionale.

Sound of metal è una storia di lotta, di perdita e privazione, ma anche un inno all’accettazione di se e all’amore. Un racconto di come la brutalità della vita possa entrare prepotentemente nel nostro quotidiano, stravolgendolo. Di come il desiderio di stare insieme di una coppia possa dare la forza per superare anche gli ostacoli più difficili. Uno sforzo vano forse, ma mai inutile, se è fatto per amore.

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Ruben e Lou, due personaggi dal difficile passato

Ruben vive in un camper motorhome insieme a Lou, la sua compagna. La loro è una vita on the road, insieme infatti formano il duo metal “BlackGammon”, con il quale girano l’America dando concerti. Le loro performance sono intense e struggenti, e c’è un motivo: Ruben è un ex addict, con un passato da eroinomane, mentre Lou soffriva di depressione cronica.

Entrambi si sono conosciuti quattro anni prima degli eventi narrati, e veniamo a sapere che è stato proprio l’amore provato l’uno per l’altra a salvarli dai propri demoni.

Successivamente, durante un’esibizione, Ruben comincia ad avere dei disturbi all’udito. Dopo pochi giorni, il problema peggiora, e sente a stento le voci degli amici e i vari rumori ambientali. Preoccupato per la sua salute, si rivolge quindi ad un medico specializzato nella cura delle patologie dell’orecchio.

Questi gli riferisce che in poco tempo sarà destinato a perdere più del settanta per cento della sua capacità uditiva. Viene fatto cenno anche alla possibilità di un impianto cocleare, una procedura chirurgica che richiede dai 40.000 agli 80.000 dollari, che lui ovviamente non può permettersi.

Ruben a questo punto è sempre più angosciato e incredulo, e insieme a Lou decide di rivolgersi a una comunità di non udenti, cercando supporto psicologico per affrontare il suo dramma. Il problema più grande di Ruben sembra infatti quello di non accettare la sua condizione, con il rischio di poter tornare di nuovo nel tunnel della droga.

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Sound of Metal, dalla tossicodipendenza all’accettazione di se

Analizzando il film, da un lato vediamo i problemi personali di Ruben, alle prese con l’accettazione della sua disabilità. Egli è stretto dal desiderio di ritorno a una condizione precedente, ovvero la sua dimensione di musicista e soprattutto, di uomo e compagno. Sente che senza l’udito la sua vita sarà finita: non potrà più suonare, e forse nel profondo teme di non essere accettato da Lou.

Il suo comportamento quindi è a tutti gli effetti quello di un tossicomane nei confronti di una sostanza. Solo che qui quello che Ruben ricerca è una qualità esterna, ovvero l’udito, che gli permette di essere come gli altri, e di essere amato. Non riesce a capire che quello di cui ha bisogno è incontrare se stesso, volersi bene, e accettare la perdita di qualcosa di importante.

Non fraintendiamo, il percorso del protagonista è difficile e accidentato, e non sarebbe facile da affrontare per nessuno. Ruben è in questo caso vittima di una società che pone il disabile ai margini, che non lo riconosce, che lo vorrebbe uniformare a un modello di efficienza a cui non può in nessun modo arrivare.

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Marginalità e privazione, grandi temi affrontati anche agli ultimi Oscar

È un grande tema, quello della marginalità, a cui si si sono dedicati molti film recenti, tra i quali molti apparsi agli Oscar 2021. Basti pensare a Nomadland, o a Judas and The Black Messiah, ma anche alla Cassie di Promising Young Woman. Tutte queste opere tratteggiano figure rese silenti dalla storia, sociale o privata che sia.

Sound of Metal non è da meno. Il percorso di Ruben, che vuole a tutti i costi ricucire lo strappo dolente che la realtà della malattia gli ha inferto, verrà compreso da chiunque abbia vissuto un momento “spartiacque”, una frattura nella propria cronistoria che ha imposto un prima e un dopo nel conteggio degli anni.

Oltre a questo, l’opera descrive la comunità dei non udenti con garbo e sensibilità, introducendo con gentilezza a una dimensione dove non esiste il rumore. L’epopea del protagonista sembra quindi trasformarsi in una sorta di iniziazione alla quiete e al silenzio.

Questo sembra ancora più vero dal momento che, dopo il bellissimo finale, arriviamo a chiederci chi sia il non udente, tra noi, spettatori subissati dal chiacchiericcio e dal fragore del mondo, o Ruben: un uomo in definitiva incapace di percepire con l’orecchio le vibrazioni dell’aria, ma forse (e non riveliamo oltre per evitare spoiler), d’ora in poi aperto a sentire qualcosa di più importante e prezioso.

a cura di
Marco Manto

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