GRILLI di Lou Mornero: un assaggio di autenticità

GRILLI di Lou Mornero: un assaggio di autenticità
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Lou Mornero è un musicista e cantautore milanese classe 1979. Lou imbraccia la chitarra elettrica poco più che adolescente e non se ne distacca più: negli anni suoni in diverse formazioni, tra cui Male di Grace ed i Paradisi. In quest’ultima conosce Andrea Mottadelli, con il quale collabora per entrambe le sue reazioni.

Nel 2017 infatti, per Cabezon Records, l’esordio da solista con l’omonimo EP comprensivo di 5 tracce. Un EP da recuperare e ascoltare, di percussioni e corde acustiche, ottave basse e intima atmosfera.

Il 22 gennaio 2021 esce il primo album completo GRILLI e noi abbiamo avuto l’occasione di ascoltarlo in anteprima. Il disco ci viene presentato come la natura evoluzione dell’EP nel quale Lou Mornero e Andrea Mottadelli, produttore, creano una vera e propria opera a quattro mani.

Il disco

Testi, musiche, voci e chitarre di Lou Mornero; arrangiamenti, strumentazioni, produzione e mix di Andrea Mottadelli. La coppia produce 8 tracce per un totale di 30 minuti circa. Il disco apre con GRILLI, un intro alla Alt-J che presenta le corde, gli effetti e l’atmosfera del disco, un trip-hop dagli hi-hat veloci e voce psicheledica.

La Cosa Vuota unisce una chitarra folk e una voce che ricorda Samuele Bersani e che viene riverberata al punto giusto. Due, invece, unisce una cassa dritta, corde acustiche ad una voce sospirata. Questi prime tre tracce ci ben descrivono GRILLI nella sua interezza: brani folk, trip-hop, che incontrano il blues con tocchi tribali dati dalle percussioni.

Al centro del disco Happy Birthday Songwriter vede il featuring di Paolo Saporiti, una dedica ai musicisti e al loro tormento, tra distorsioni e archi che si distendono a fine brano. Tra i temi trattati, infatti, Lou non è esplicito: si abbandona a metafore, a testi ragionati che non si perdono in banalità. Piccolo Tormento, ad esempio, affronta temi come debolezza e fallimento, e in un crescendo musicale si realizza come un “mio piccolo tormento / farà di me un rimpianto” e dunque va affrontato.

In musica, l’ouverture (apertura) normalmente è un brano orchestrale che si esegue a sipario chiuso prima dell’inizio di un’opera lirica. In GRILLI Ouverture è l’apertura che chiude il disco, un brano più energico che si apre alla vita

“Giorni trasparenti ormai
ripari il grosso come puoi
l’istinto è un gioco che conosci
cambia la dose day by day”

La copertina del disco

La recensione

Il disco ha un’idea chiara: suoni e tematiche rendono il prodotto coerente, in cui nulla è fuori posto. Non vuole essere pop né troppo facile, vuole essere sé stesso anche andando contro qualche corrente. Le chitarre e i riverberi dominano la scena, spaziando dal folk al trip-hop ma sempre mantenendo un’atmosfera buia (come il cielo nella copertina del disco) ed intima, come i sentimenti che traspaiono da tracce come Caro Mio o Due.


Il disco è ben mixato, la scelta di rendere la voce eterea e riverberata la fa mescolare con corde ed archi rendendo i brani un tutt’uno, senza far risaltare uno strumento a discapito di altri. Come detto, il disco è disponibile dal 22 gennaio.

Nel mezzo del pop, del rap, del flusso di musica che ci inonda (e che a tutti piace), può essere interessante regalarsi una parentesi diversa. GRILLI in questo senso è una piacevole scoperta. Lou Mornero non cerca scorciatoie, non vuole essere appariscente, violento, si fa strada rimanendo sé stesso. E questo lo rende interessante.

a cura di
Nicolò Angel Mendoza

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