Biba: “Scrivo per prendere a calci qualcosa di grande”

Biba: “Scrivo per prendere a calci qualcosa di grande”
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Biba è una giovane cantautrice romana: studia visual design e odia il mare ad agosto. Inizia a suonare la chitarra con il sogno di diventare una rockstar tipo quelle degli anni ’90, ma crescendo si accorge che scrivere è una necessità che va ben oltre il bisogno di farcela, diviene piuttosto la maniera più immediata di dire la sua ad ogni costo.

Le canzoni per lei servono a prendere a calci qualcosa di grande. Anche quando sono delicate. Sonorità elettroniche e dure si contrappongono alla trasparenza di testi prettamente cantautoriali, con l’intenzione netta di rompere qualsiasi tipo di schema.

Il primo ottobre Biba ritorna a mettersi in gioco con il brano “Le cose che non mi dici”, distribuito da Pirames International, prodotta da Aurelio Rizzuti per Il Cubo Rosso Recording, scritta e composta da lei stessa.

Il brano è tutto ciò che rimane incastrato tra gli angoli della bocca e della pelle. È il bisogno di urlarsi in faccia tutto quello che spesso non si ha il coraggio di dire per paura di essere lasciati soli con se stessi; nato da una riflessione personale sulle difficoltà di comunicazioni odierne all’interno di una relazione, Biba, nel suo singolo, traspone le ultime battute di un storia esprimendo il bisogno viscerale di ricevere delle risposte dritte in pancia, chiare e taglienti.

Parlaci del tuo singolo “Le cose che non mi dici”

È stata paradossalmente una delle ultime canzoni che ho scritto. Di getto, come spesso mi accade. Avevo il bisogno di dire tutto ciò che non avevo mai detto all’altra persona, e anche un po’ a me stessa. Per paura di perdere l’altro e perdermi.

Preferisci una bella bugia o una dolorosa verità?

Decisamente una dolorosa verità, anche se credo che una tantum in alcune situazioni una bella bugia può aiutare. Anche s sin modo palliativo, purtroppo, o per fortuna, la verità viene sempre a galla. Scoprirla dopo una bugia fa ancora più male, quindi credo che una dolorosa verità viene sempre ripagata nel tempo.

Qual è il tuo background artistico musicale?

Suono da quando ho 14 anni, la musica è sempre stata una costante nella mia vita. Ho studiato chitarra, poi canto, e poi ho suonato tanto e ovunque. Suonare davanti alle persone è la vera benzina di tutto questo, è la cosa che più mi fa sente viva e che mi dà la spinta per non abbandonare mai.

Playlist o album? Perché?

Album. In un album conosci l’artista in, quasi, tutte le sue sfaccettature. È come un primo appuntamento, e più lo ascolti e più potresti innamorartene cogliendone i lati più particolari.  Playlist fatte bene ce ne sono ben poche, prediligo quelle tematiche che raccolgono brani per similitudine in modo da mantenere un filone comune.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Il primo album, che uscirà nel 2021, e tanti tantissimi concerti con la mia band.

a cura di
Giulia Perna

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