La Dub in Italia esiste e lotta insieme a noi: City Lights di Lion Warriah

La Dub in Italia esiste e lotta insieme a noi: City Lights di Lion Warriah
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Non chiamatelo reggae, il nuovo ep City Lights del producer italiano Lion Warriah ha tante anime che si fondono. La scena dub incontra l’elettronica ed esce fuori questo progetto dalle venature internazionali.

City Lights fotografa concetti più intimi e personali dell’aspetto musicale del producer. Un ep che sperimenta e che come afferma lo stesso Lion Warriah abbraccia le novità con una vorace voglia di scoperta.

Noi di The Soundcheck l’abbiamo intervistato ed è venuta fuori una gran bella chiacchierata, da leggere tutta di un fiato, si ci riuscite. Lion ci ha raccontato la sua passione viscerale per la musica e per il suo genere d’appartenenza, facendoci immergere in una cultura musicale dal respiro internazionale, ne avevamo davvero bisogno.

Qual è stata la genesi del tuo ep City Lights” ?

Non è più scontato in questi tempi, City Lights è un ep nato per un’esigenza artistica-espressiva. Il seme o i semi primari sono frutto dei miei ascolti e del produttore (Bassliner) negli ultimi due anni. Artisti e produttori francesi come Blundetto, Biga Ranx, Stand High Patrol, The Blaze, la dub techno dei Rhythm & Sound, Babe Roots, i samples delle drum e dei bassi trap ci hanno influenzato senza dubbio.

Agli ascolti e le influenze si aggiunta l’innata attitudine al forward thinking che accomuna me e Bassliner, il voler lasciare una traccia distintiva nel suono che produciamo e se possibile innestare uno spunto che guardi al futuro e al mix di generi. I nostri background musicali sono molto variegati ed è questo che ci porta sempre a ricercare la soluzione inattesa, sorprendente che si integri nell’anima peculiare di una traccia.

Infine c’è stata la mia esigenza di voler esprimere concetti più intimi, più personali, fotografie musicali situazionistiche e di concedere loro la giusta forma musicale per valorizzarle al meglio.

Come nasce il tuo sound, quali sono le tue influenze?

Alla domanda precedente ho risposto elencando alcuni artisti che mi hanno ispirato per questo ep. Da sempre sono attratto dai bassi profondi e tutto ciò che all’ascolto ti fa immaginare uno spazio con luci basse, un sound che vibra e persone di ogni età ed estrazione sociale ballare insieme. Ho tante anime e di conseguenza sono attratto da differenti stili, generi e culture.

Potrei dirti che i suoni che arrivano da Bristol mi hanno sempre coinvolto in maniera totalizzante, Napoli è una città che continua ad ispirarmi e farmi scrivere e comporre, la golden era del reggae giamaicano (un profondissimo pozzo a cui attingere costantemente), i ritmi e i suoni del continente africano, le giornate piovose nella Londra dai mattoni rossi e un dubmaster che fa andare all’infinito il delay, l’hip hop, la trap, l’elettronica, il jazz, credo di conoscere benissimo la scena dub e dubstep internazionale…

Difficile riassumere tutto, la musica per me è fondamentale e cerco di esplorarla quanto più possibile senza limitarmi negli ascolti, abbracciando le novità con una vorace voglia di scoperta. 

Un album che ti ha cambiato la vita?

Cambiato la vita non saprei, ce ne sono tantissimi che mi hanno insegnato tanto dal punto di vista umano. Vorrei solo citare Prince Far I Musical History della Trojan Records perché a mio avviso è una pietra miliare. Da quell’album puoi iniziare un viaggio che ti può letteralmente cambiare la visione della vita, lo consiglio a tutti. 

Com’è trattare un genere come il vapor dub in Italia?

È pionieristico, una missione kamikaze 🙂 La nicchia della nicchia della nicchia. In realtà anche la definizione Vapor Dub può contenere in sé diverse sfumature e interpretazioni. Parliamo di un’evoluzione o meglio di un percorso parallelo alla strada maestra del Dub, che prova ad innestare suoni ed effetti peculiari di altri generi, che assorbe il mood di questi anni anche nel processo di composizione e produzione.

Quella sorta di malinconia, accompagnata alla nostalgia degli ’80 e dei ’90, che a mio avviso vengono percepiti come periodi in cui tutto era più semplice, più ‘reale’. L’era della post-verità che stiamo vivendo, lascia in un ognuno di noi un fondo di insoddisfazione dovuto alla progressiva assenza di contatto umano, di empatia, di una felicità genuina non a favore della camera di uno smartphone.

Il Vapor Dub è un percorso che fonde diverse esperienze musicale da ogni parte del mondo, sicuramente ha un imprint moderno nelle sonorità senza la pretesa di essere il 4k dei generi musicali, lo sporco, il fruscio, il reverbero che simula una nebbia acustica sono accettati ed esaltati, in fondo il DIY è ciò che ci smuove e fa produrre. 

Progetti futuri? 

Vorrei tanto risponderti suonare live al più presto! Portare questo ep in giro ci preme tanto. In un primo momento abbiamo posticipato l’uscita a causa del Covid, ma poi avevamo troppo la voglia di far ascoltare ciò che in un anno e mezzo avevamo concepito.

L’istantanea non andava sbiadita e abbiamo deciso di uscire a prescindere del momento particolare. In studio continueremo con Bassliner ad approfondire questa wave che ci ha davvero coinvolto tantissimo, provando ad andare ancora più in là con la sperimentazione e le contaminazioni.

Questo per noi è solo l’inizio di un percorso, anche se abbiamo già collaborato a differenti progetti dal 2015, come il Melody Riddim su cui abbiamo ospitato Tippa Irie, Sista Awa e molti altri o l’ep B.A.S.S in cui abbiamo provato a slegare il suono dalle immagini secondo una visione iconoclasta.

Personalmente sto lavorando ad un ep con i Subvivors, band francese di Bordeaux e a dei singoli in napoletano con il produttore Dubline che mirano a raccogliere un’eredità di dub partenopeo e mediterraneo che abbiamo sempre avuto come punto di riferimento. A breve ne sentirete parlare.

Fare musica in questo periodo non è facile, ma è sempre la musica che ci ha tenuto vivi e produttivi durante mesi non facili e per questo vale sempre la pena celebrarla e valorizzarla.

A questo proposito spero che anche in Italia chi lavora e opera nel settore musicale, dagli artisti ai tecnici, abbia maggiore considerazione e supporto, provate ad immaginare un solo giorno della vostra vita senza musica e poi realizzate quanto essa e l’arte siano fondamentali nelle nostre esistenze.

Ringrazio voi di Soundcheck per le domande e la crew di 4Weed Records che è la nostra famiglia. 

a cura di
Giulia Perna

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