Diamine, che scoperta!

Diamine, che scoperta!
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Il duo Electro-pop si racconta in un’intervista anomala e divertente. Scoprite anche voi il mondo di Diamine!

Electro pop. Di solito penso a qualcosa di danzereccio, da tardo pomeriggio con un cocktail in mano e infradito che va a ritmo. Invece è molto di più, come mi insegnano i Diamine, duo proveniente da Roma e con in testa un bel progetto.

Un progetto con una struttura bella solida, con brani non pensati per un concept album, ma che vivono di vita propria, sulle proprie gambe. Anche per questo Che Diamine, più che album vero e proprio, può essere inteso come una raccolta di sensazioni e percezioni condensate in musica, unite da uno stile riconoscibile e robusto.

Ascoltare Che Diamine per la prima volta in autostrada, nel buio della mezzanotte e con poche, flebili luci che di tanto in tanto compaiono sull’altra carreggiata, è un’esperienza particolarissima, un trip a mente lucida. E quelle sensazioni si ripetono anche tramite un più comodo stereo casalingo.

E che diamine, lo ammetto: è stata una bella scoperta musicale. È stata una bella scoperta anche constatare che i Diamine sono fuori di testa come due cavalli che vanno al trotto sulla statale adriatica. Praticamente come il qui presente scribacchino.

Vi lasciamo dunque a questa intervista un po’ particolare, dai toni che traslano con assurda naturalezza tra la supercazzola mascettiana (eppure logica) e il piglio serio, tra l’apparente assurdità e la viva sincerità. Il qui presente ammette di essersi esaltato non poco: non mi sento più solo nel non-sense-ma-con-un-senso.

Ciao Ragazzi, benvenuti su The SoundCheck. Partiamo dalle origini: come, dove e perché nasce il progetto Diamine?

Hello, grazie Andrea, che bel nome. Noi andrei abbiamo sempre questa grande possibilità di andare. Beh…

Dunque è nato come nascono i bambini: due persone pensano di divertirsi un po’ senza precauzioni poi si svegliano dopo 9 mesi e c’è un piccolo diaminino da curare.

Per il dove direi Roma, anche se i primi incontri sono avvenuti tutti in una casa al limite con l’Abruzzo in cui ero andato a rintanarmi. Sul perché nasce questo progetto ho parecchi dubbi esistenziali, ci devo pensare. Ti scriverò.

Ricordate un momento in particolare che possa essere considerata la scintilla che vi ha convinto a creare e modellare questo progetto?

Mi piacerebbe tanto dirti che un giorno mi apparse in sogno un vecchio indiano, o che dopo il Vietnam una luce ci disse cosa esattamente dovevamo fare, ma l’unica cosa che mi viene in mente è la faccia di Nico e lo sfregamento delle sue mani durante l’ascolto del primo brano che abbiamo tirato su: Da Qualche Parte.

Domanda secca: perché diamine avete scelto Diamine come nome?

Si tratta di un errore, noi dovevamo chiamarci: I Vermi simpatici Di Dio o I piccoli Werther. Solo successivamente pensammo a varie imprecazioni e scegliemmo la più consona alla nostra madre lingua.

Il vostro stile è inscrivibile nell’Electro-pop, ambito in cui, diamine, vi destreggiate decisamente bene. Quali sono i vostri mentori, i vostri punti di riferimento?

Ercole e Maciste con una schizzatina di Mirko del Bar di Sambuci vicino Mandela che salutiamo.

Descriveteci come nasce una diamine di canzone dei Diamine: partite dal testo, dalla musica, da un’intuizione

Noi preferiamo affidarci ad una sana depressione cronica, solida e coerente.

Ascolta qui l’album Che Diamine
A proposito di canzoni e di come nascono, come diamine è nato Che Diamine? Poco per volta, raccogliendo brani creati e registrati in diversi tempi, oppure avevate già in mente un album nella sua interezza?

No, noi non riusciamo ad avere in mente neanche cosa fare questa sera quindi figurati un concept album. Non ci sono neanche molto simpatici i concetti, semplicemente ci siamo messi sotto e poi abbiamo fatto ascoltare tutto a Gno.

Quale è il brano di Che Diamine di cui andate più fieri? E, di contro, c’è per caso un brano che avete deciso all’ultimo momento di estromettere?

Sì, abbiamo scritto tantissimi brani e abbiamo evitato di pubblicare i migliori. Volevamo rendere più difficile ed eroica l’ascesa e abbiamo avuto successo. Abbiamo escluso dal disco circa una ventina di brani ma noi siamo parecchio esperti nel creare brani dal difficile ascolto per esseri umani sani. Siamo molto fieri di Chiunque Tu Sia e Isolamento.

Avete anche a cuore il connubio musica-video, dato che in poco tempo sono stati pubblicati ben quattro video prima del lancio di Che Diamine. Di solito avete già un’idea da discutere col regista o ricevete proposte e storyboard dall’esterno?

Di idee da discutere ne abbiamo, anzi si direbbe che preferiamo discutere che girare il video. Ogni volta dobbiamo mettere ai voti le decisioni ma essendo in due la cosa è matematicamente complicata. Ci siamo quindi spesso confrontati sulle idee proposte tranne nel caso di Brancato per Via del Macello. Quello che ha disegnato era perfetto così.

Diamine, facciamo un gioco: un piatto, un’opera visiva e un paesaggio che possono essere paragonati alla vostra musica.

Mettiamoli insieme: Fettuccine con i fughi sopra uno scoglio pieno di alghe,  dietro il paesaggio marino di Gioia Tauro

Convincete qualcuno che non conosce Diamine ad ascoltare la vostra musica (sono concesse anche minacce).

Non ascoltare Diamine, mai. Non farlo mai, non devi farlo. Fai tutto ma non ascoltare mai Diamine, neanche una canzone. Soprattutto non ascoltare mai Chiunque Tu Sia o Via del Macello o tutto il disco Che Diamine. Fidati, te ne pentiresti. Non lo devi fare!

(dovrebbe funzionare, il divieto alimenta il desiderio)

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

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