“Sopra Bologna”, il nuovo singolo di Braschi

“Sopra Bologna”, il nuovo singolo di Braschi
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Uscito lo scorso 18 novembre, l’ultimo pezzo del cantautore romagnolo immerge chi lo ascolta in una profonda riflessione su temi tanto importanti quanto delicati come quelli della depressione e della solitudine.

Nascita, crescita e morte di un momento di crisi personale. Questo il sunto di “Sopra Bologna” il nuovo singolo di Braschi. Una canzone in grado di descrivere senza troppi fronzoli uno stato dell’essere che fa paura a molti: la depressione. Un piccolo ma doloroso sasso nero che, dopo essersi incastonato nel petto, fa fatica a staccarsi.

Giunti in un momento storico in cui il contatto e il calore umano stanno diventando concetti sempre più evanescenti, ansia, solitudine e depressione sono ormai il pane quotidiano per sempre più persone.

“Nell’era della condivisione totale e della pseudo interconnessione volevo scrivere qualcosa che parlasse di solitudine, di quello che può generare, dell’incomunicabilità, di ogni malessere silenzioso e intimo ma enorme e totalizzante”

Sensazioni orribili, spesso invisibili a chi ci sta intorno, che possono crescere fino a divorare chi ne viene colpito portandolo verso una via senza ritorno. Proprio come raccontato da Braschi nel suo ultimo brano, per uscire da questi momenti bui bisogna avere una grande forza di volontà. Decidere e soprattutto voler chiudere un capitolo per liberarsi di un peso diventato insopportabile e volare verso un nuovo inizio. Magari aprendosi e parlandone con qualcuno vicino a noi.

Born in the U.S.A.

Quella di Braschi è una carriera che parte da un luogo visto da molti artisti emergenti come un punto di arrivo: gli Stati Uniti. Nel 2014, il cantautore romagnolo registra infatti “Richmond”, il suo primo EP registrato nell’omonima città della Virginia. Un lavoro che vede la collaborazione di due artisti di grosso calibro come i Calexico – grandi fan dell’artista – e JD Foster, che oltre a essere stato il produttore della band di Tucson ha anche lavorato con Vinicio Capossela e Marc Ribot.

Dopo aver portato i brani di “Richmond” in giro per gli States, Braschi torna in Italia dove, nel 2017, partecipa al Festival di Sanremo nella sezione “Nuove proposte” con la canzone “Nel mare ci sono i coccodrilli”. Il brano è inoltre il singolo di lancio del suo disco d’esordio Trasparente”. 

Il cantautore romagnolo si imbarca in un lungo tour di supporto all’album che lo vede esibirsi per ben due volte al concerto del Primo Maggio a Roma, rispettivamente nel 2017 e nel 2018. Oltre al palco di Piazza del Popolo, apre anche concerti di artisti di prim’ordine nel panorama musicale italiano: da Le Luci della Centrale Elettrica fino a Diodato, passando per Francesco Gabbani e Fabrizio Moro.

Nel 2020, dopo aver pubblicato altri due singoli – “Il cuore degli altri” (2019) e “Il cane e la mia ragazza” (2020) – decide di prendersi una pausa per lavorare al suo nuovo album. A causa della pandemia e del conseguente lockdown, le registrazioni subiscono un netto rallentamento. Nel 2022, assieme al produttore Giordano Colombo, Braschi torna in studio per completare la sua seconda fatica discografica. “Sopra Bologna” anticipa di qualche mese l’uscita del disco prevista per l’anno prossimo.

Ciao Braschi! È un piacere averti qui a The Soundcheck. Nel tuo ultimo singolo “Sopra Bologna” ti sei concentrato su stati d’animo profondi e, soprattutto oggi, assai comuni come quelli della depressione e della solitudine. È stato difficile affrontare queste tematiche durante la lavorazione del pezzo?

Ciao, piacere mio! No, non direi che è stato difficile perché è quello che avevo dentro ed è stato naturale buttarlo fuori. Ho cercato di parlarne con dolcezza senza pietismi inutili.

Il Covid-19 e il lockdown, che hanno causato non poche complicazioni durante la lavorazione del tuo prossimo album, hanno influito sulla tua scrittura?

Qualche complicazione logistica ovviamente, perché sono per il contatto diretto e il lavoro in studio di registrazione dal vivo, fatico un po’ nel lavoro a distanza a tenere viva la fiamma della creatività. Invece per quanto riguarda l’influenza della pandemia sulla scrittura non saprei, forse qualcosa è entrato nelle canzoni, ma niente di voluto. Tutto casuale e istintivo.

Le problematiche da te raccontate in “Sopra Bologna” stanno sempre più uscendo alla luce del sole: se ne parla molto più liberamente rispetto a qualche anno fa. Credi che la musica abbia portato le persone ad avere una maggiore consapevolezza di questi fenomeni?

Se ne parla più liberamente sì, ma in realtà noto che socialmente sia ancora un mezzo tabù, qualcosa che ti allontana dagli altri al posto di avvicinarti. Io, ad esempio, ho “perso” diversi amici per questo motivo.

La tua carriera si è sviluppata attorno a tre luoghi principali: gli Stati Uniti, l’Emilia-Romagna, e Milano. Quali sono i ricordi e le esperienze che questi tre luoghi così diversi ti hanno lasciato?

L’America è stato un incidente di percorso, ci sono capitato per un incrocio di destini, ma ho imparato tanto soprattutto per quanto riguarda l’attitudine al lavoro in studio di registrazione e l’approccio alla vita di un musicista, che è considerato un lavoro come tantissimi altri.
Ho realizzato un ep li quando avevo 20 anni o poco più insieme ai Calexico e inevitabilmente porterò questa cosa per sempre dentro di me.

L’Emilia-Romagna mi ha dato la consapevolezza che se non sei sopra una certa linea di successo o realizzazione sei un “patacca” che non ha voglia di fare un lavoro vero, ma di contro mi ha dato anche la voglia di rivalsa verso un mondo che mi voleva sconfitto in quella che sentivo la mia partita. Poi, e non è poco, mi ricorda ogni volta dove sta il mio cuore.

Milano invece mi dà la spinta propositiva, la propulsione insomma. Non mi interessa niente della competizione che c’è in questa città, qui c’è gente che potrebbe anche calpestarti se ti trovi sulla stessa linea che c’è tra loro e la loro meta ma proprio questa cosa, inconsapevolmente, mi spinge ad andare avanti.

Nel 2017 hai partecipato al Festival di Sanremo nella sezione “Nuove proposte”. Ti piacerebbe ritornare sul palco dell’Ariston?

Però non adesso, ora voglio occuparmi di questo disco, farlo uscire un brano alla volta e fare sapere alla gente di queste canzoni.

Quest’anno, dopo la pandemia, sei tornato in studio per finire di registrare il tuo nuovo disco. Tra quanto potremo ascoltarlo?

A fine inverno usciremo con il secondo brano e via via, il disco intero uscirà a cavallo dell’estate.

a cura di
Luca Barenghi

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