Il Festival delle serie tv: Il racconto

Il Festival delle serie tv: Il racconto
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Dopo aver assistito alla conferenza stampa di presentazione, siamo finalmente pronti a raccontarvi la nostra esperienza al FeST – Il Festival delle serie tv, che si è svolto alla Triennale di Milano dal 23 al 25 Settembre 2022.

Mi piacerebbe molto poter dire di aver assistito a tutti i panel del Festival ma, purtroppo, non ci sono riuscito.
Perciò mi limiterò a raccontare la mia esperienza descrivendo gli eventi ai quali ho avuto il piacere di partecipare.

Questa quarta edizione del festival aveva come tema ‘Reframing Nature‘, ovvero dare una nuova cornice al concetto che abbiamo di natura, anche riferito al tema della serialità, in tutte le sue sfaccettature.

Le masterclass

La prima giornata del Festival era dedicata a Masterclass gratuite a cui si poteva accedere attraverso una semplice iscrizione attraverso il sito dell’evento.

Sfortunatamente sono riuscito a seguirne solo 3, ma sono state tutte estremamente interessanti.

Gli effetti visivi nel cinema e in tv – il ruolo del VFX Supervisor

La prima lezione aveva come speaker Sergio del Prete (Direttore Anica Academy ETS) e Francesco Grisi (ACCAEDI l’Accademia di EDI Effetti Digitali Italiani) e ha trattato dell’importanza degli effetti visivi nel cinema e nelle serie tv e di come si sono evoluti nel tempo.

Inoltre è stato approfondito il ruolo del VFX Supervisor e sono stati mostrati, attraverso un video, i magnifici risultati che si possono ottenere con degli effetti visivi ben studiati e ben realizzati.

Questo ha dimostrato che anche in Italia abbiamo esperti del settore che non hanno niente da invidiare all’estero.

Don’t believe the hype

Lorenzo Picchiotti (Chief Creative Officer & Partner at DUDE) ci ha spiegato come si trasforma l’uscita di una serie tv in una notizia, come si usa l’hype dei fan per geniali trovate di marketing.

Come esempio è stato mostrato il lavoro dietro la pubblicizzazione di Stranger Things, Black Mirror e Love & Gelato.

Affascinante il modo in cui si attinga alla cultura locale per fare breccia nel cuore dei fan.

Come si scrive una grande storia – Il pitch e il concept: come vendere le vostre idee

Qui Francesco Trento (scrittore e sceneggiatore), ci ha mostrato alcuni esempi pratici su come si può vendere un’idea per una sceneggiatura.

Con alcuni consigli su metodi efficaci per rendere la nostra storia interessante ed errori da evitare nella presentazione, Francesco è riuscito ad aumentare le nostre possibilità di essere considerati da potenziali produttori.

Giorno 2

Il meteo dell’iphone mi ha svegliato dicendomi che ci sarebbe stata una ‘Minaccia significativa per la vita‘ a causa dei forti temporali previsti.
Questo non mi ha impedito, però, di recarmi alla triennale per godermi la seconda giornata del Festival.

Con grande sorpresa ho notato che molte altre persone avevano sfidato la sorte come me, quindi o non avevano un’iphone o erano tutti molto coraggiosi.

Maccioverse

Nel primo evento della giornata Maccio Capatonda (comico, attore), accompagnato da Giada Biaggi (scrittrice, stand up comedian), ha presentato, tra uno scambio di battute e l’altro, la sua nuova serie ‘Maccioverse‘ in uscita su Elivision il 26 settembre.

La prima serie in cui Maccio interpreta sé stesso e che lo vedrà alle prese con un metaverso interattivo.

Corpi, astri e anelli (del potere):

In questo dibattito Andrea Colamedici – Tlon (Filosofo e scrittore), Maura Gancitano – Tlon (Filosofa e scrittrice), Wintana Rezene (Creativa), Nina Segatori – Oroscopo Letterario (Astrologa e floriterapeuta) e Giulia Paganelli – Evastaizitta (antropologa e storica), hanno affrontato l’argomento razze all’interno dei film e delle serie tv fantasy, cercando di trovare un legame con la storia umana.

Non sono mancati i riferimenti alle proteste per l’elfo di colore ne ‘Gli anelli del potere‘ e alla reazione delle bambine di colore al trailer del live action de ‘La Sirenetta‘, che si sono emozionate perché si sentivano rappresentate.

Turismo seriale:

Eva Carducci (Giornalista), Roberta La Brocca – Roberta cacciatricediset (Content creator), Jessica Matarelli – seriallyblonde (Content creator), Brando Pacitto (Attore), Clara Ramazzotti (Docente di giornalismo e critica tv) e Chiara Cecilia Santamaria – Machedavvero/boomfiction (Content creator) hanno parlato dei luoghi più iconici delle serie tv.

La villa dei Cohen in The O.C, il castello di Game of Thrones, la casa di Walter White in Breaking Bad, tutti questi e molti altri luoghi sono impressi nella nostra memoria.
Ma in quale dei luoghi iconici delle serie tv ci piacerebbe vivere?
Questa è una delle domande che sono state poste durante il panel.

Alcuni di questi luoghi sono diventati meta di pellegrinaggio da parte dei fan di tutto il mondo, ecco perché si parla di ‘turismo seriale‘.

Cibo dentro e fuori dallo schermo

Sofia Fabiani (Cucinare Stanca), Francesca Fariello (Cibo Supersonico), Edoardo Mocini (Medico specialista in alimentazione), Aya Yamamoto (Chef), Chiara Ratti (Cibo Supersonico) e Roberta Abate (Deputy Editor VICE) ci hanno fatto venire fame parlando del cibo legato alle serie tv.

Che cosa mangiamo mentre guardiamo le nostre serie preferite e quali sono i cibi che ci fanno venire sempre fame quando li vediamo in tv?

Ma sono stati affrontati anche argomenti più seri, come il trattamento di alcune patologie tipo l’anoressia e l’obesità e anche la scarsa rappresentazione dello stile di vita vegano e vegetariano nelle serie tv.

Ultimo giorno

Con il rammarico di essermi perso tutta la mattinata arrivo a quella che si prospetta essere la giornata più interessante delle 3.
Infatti gli eventi da seguire sono molteplici ma, non avendo il dono dell’ubiquità, mi rassegno all’inevitabile: dovrò rinunciare ad alcuni eventi.

Questo è, purtroppo, l’unico lato negativo del festival, ovvero la contemporaneità di alcuni panel.

Poliamore, coppie aperte e gelosia

Da monogamo convinto mi reco al panel per rappresentare quella che è, ormai, sempre più una minoranza, ma anche per ascoltare punti di vista diversi dal mio e comprendere di più su questo argomento.

Gli ospiti erano Momoka Banana (Content creator), Andrea Dodero (Attore), Patrizia Falcone (Content creator), Alessandro Piavani (Attore), Dania Piras (Psicologa clinica, esperta in sessualità, divulgatrice) e a presentare c’era Vincenzo Ligresti (Head Author FeST ed Editor VICE).

Durante questo dibattito si è parlato della definizione di poliamore e di coppia aperta, ma anche della rappresentazione di queste ultime nelle serie tv odierne.

Sono stati apportati diversi esempi, uno su tutti quello di Blocco 181, serie sky, data la presenza di due degli attori protagonisti.
Nella serie, infatti, viene rappresentata una relazione a 3.

Per quanto io non fossi d’accordo ho trovato l’argomento comunque interessante, perché mi ha fatto capire che ormai mi devo rassegnare al fatto che al giorno d’oggi questo tipo di relazione è la normalità.

Perdersi in mondi infiniti: videogiochi e serie open world

In questo panel, Virginia Gambatesa – Kafkania (Twitch streamer), Davide Mancini (Scrittore), Jessica Giorgia Senesi (attivista e content creator), Giulia Trincardi (Editor di Motherboard (VICE) e Lorenzo Fantoni (Giornalista e autore) hanno fatto un interessante paragone tra il mondo videoludico e quello seriale.

Alcuni videogiochi sono talmente vasti da sembrare infiniti, con missioni secondarie che portano il tempo di gioco ad aumentare in modo significativo.

Ci sono serie che hanno deciso di seguire il sistema narrativo di alcuni tipi di videogioco come, per esempio, The Mandalorian: ogni episodio il protagonista affronta una nuova missione e aumenta l’efficacia della propria attrezzatura.

In alcuni casi questa scelta ha funzionato, in altri un pò meno.
Ma la parte più complicata sarà sempre quella di provare a riportare la complessità di un videogioco all’interno di una serie tv.

I migliori anni della nostra vita, e le loro serie tv

Un bellissimo viaggio nel passato, alla ri-scoperta delle serie tv della nostra infanzia e della nostra adolescenza e che ci hanno lasciato ricordi indelebili.

In questo panel c’erano Marina Cuollo (Scrittrice ed editorialista), Naomi Di Meo (Attivista e scrittrice), Alessandra Patitucci (Redattrice Deejay Chiama Italia) e Pierluca Mariti – Piuttostoche (Comico, autore e content creator).

Durante questo panel abbiamo provato anche a immaginare dei remake, degli spin-off o dei sequel di alcune di queste serie, come Friends, Buffy, Streghe, Malcolm e molte altre.

Alla fine c’è stato un divertente gioco in cui si cercava di cambiare il titolo originale di una serie con uno in italiano, un pò come si usava anni fa, in cui avevamo il tremendo vizio di dare titoli ridicoli ai film, solo perché dovevano essere in italiano.

Addio Vecna: incontro con Nora Felder

Arriviamo finalmente al panel più atteso della giornata: l’incontro con la Music supervisor di Stranger Things e fresca vincitrice dell’Emmy, Nora Felder.

Tutti noi eravamo curiosi di scoprire di più sul ruolo del Music supervisor e avevamo molte domande sulla serie, una su tutte era ‘Come hai fatto a sapere che “Running up that hill” di Kate Bush era la canzone perfetta per QUELLA scena del quarto episodio della quarta stagione di Stranger Things?’

A quanto pare Nora si è ascoltata canzoni del 1986 per giorni e ne aveva selezionate diverse, ma ha pensato che quella sarebbe stata la più adatta e i Duffer Brothers hanno concordato con lei.
Chiaramente non poteva sapere che avrebbe riscosso tutto questo successo.

Il ruolo del Music Supervisor è molto complesso e pieno di responsabilità, e c’è una grande differenza tra farlo per un film e farlo per una serie tv, specialmente quando questa serie è composta da 9 episodi che durano in media 90 minuti l’uno.

Ma quale sarà la canzone che salverebbe Nora da Vecna?
A quanto pare ne ha troppe per poter scegliere, e io la capisco benissimo perché avrei lo stesso problema.
Questo significa che avremmo più possibilità di scappare oppure che non ne avremmo affatto?

Vorrei aggiungere che ho avuto l’onore di incontrare Nora dietro le quinte e di parlare un pò con lei, ed è stata davvero gentile e disponibile, cosa che non bisogna mai dare per scontata.

Conclusioni

Posso affermare con assoluta certezza che questo festival me lo ricorderò per sempre.
È stata una delle esperienze più belle ed emozionanti che abbia mai fatto.
Nelle masterclass ho arricchito la mia cultura in ambiti che non conoscevo e nelle varie giornate ho incontrato persone che ammiro, avendo persino la possibilità di scambiarci due parole.

Ogni panel trattava di argomenti estremamente interessanti e ogni ospite era più che competente nei temi che venivano affrontati.
Le conversazioni erano stimolanti e il tempo passava molto in fretta.

Questo festival ha avuto solo due difetti: uno l’ho già citato prima ed è la contemporaneità di alcuni panel, e l’altro è che nella maggior parte degli eventi non c’è stato il tempo di ascoltare le domande dal pubblico.

Infine, voglio ringraziare lo splendido staff del FeST, composto da persone bellissime e gentilissime, che mi hanno sopportato per tutti e tre i giorni e che sono felicissimo di aver incontrato.
Vorrei nominarle tutte ma, se stanno leggendo questo articolo, sanno che sto parlando di loro.

Un plauso dunque a Marina Pierri, alla Triennale di Milano e a tutta l’organizzazione del Festival per il magnifico lavoro fatto.

A voi lettori non posso che dire: se non avete mai partecipato a un’edizione del FeST, vi consiglio di provvedere l’anno prossimo.

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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