“Questo non è un cane”: il nuovo disco di Claver Gold

“Questo non è un cane”: il nuovo disco di Claver Gold
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Il 16 settembre è uscito l’attesissimo album di Claver Gold , “Questo non è un cane”

Sono passati ben cinque anni dal suo ultimo lavoro “Requiem”, uscito nel 2017. Dopo “Infernum“, una stupenda collaborazione con il collega e amico Murubutu in onore del sommo poeta Dante, Claver Gold torna sulle scene con “Questo non è un cane“.

Prodotto da Gian Flores, “Questo non è un cane” è un disco corposo, dove la firma del rapper marchigiano continua a lasciare il segno in tutte le 17 tracce: una lettura decadente e introspettiva della vita, con la quale Claver Gold riesce a sbatterti in faccia la realtà, anche quella più difficile. Questa volta lascia spazio alla sua voce, accompagnato solo da poche collaborazioni.

Presenze già conosciute all’interno dei suoi album, come Davide Shorty e i due rapper File Toy e Stephkill. Altre invece da scoprire.

Artwork: Lorenzo Anzini
Raccontare e raccontarsi: la vita descritta da Claver Gold

Questo non è un canemantiene saldo lo stile old school e underground del rap di Claver Gold, mai banale e sempre azzeccato nel raccontare la vita in ogni sua sfaccettatura.

L’album si apre con “Intro”, unico pezzo non rappato ma recitato, come una poesia. La giusta introduzione con la quale tornare alla ribalta, offrendo il proprio punto di vista sui temi più ostici degli ultimi tempi: politica, religione, arte e amore.

Con “Quelli come noi” ci si immerge nel mondo di Claver Gld, fatto di malinconia, difficoltà e passato. Il racconto di chi, nonostante stia cadendo giù riesca comunque a trovare la forza necessaria per restare in piedi, affrontando la vita a muso duro.

Quelli che il vеnto li ha piegati come rami, mami
In una vita dove non finiscono gli esami
Distesi come corpi esanimi tra quei rottami
Noi che piangiamo da soli, noi che parliamo coi cani

Quelli come noi Claver Gold

Insieme alla bravura e alla voce di Bader Dridi, musicista e cantante di origine tunisina, Claver Gold regala una dedica a una città importante del suo passato. Con un’atmosfera un po’ jazz, in “Boloricordo” si alternano immagini malinconiche e ricche d’amore dei luoghi e dei momenti trascorsi a Bologna.

Il racconto del rapper marchigiano continua con “Malastrada e “Mai più”, i due singoli che hanno anticipato l’uscita del disco. Il primo è uno spaccato sociale degli anni ’90, dove tra le strade della periferia si insidia sempre di più la criminalità, e chi ci vive molto spesso non può salvarsi.

Nel secondo, la bellissima voce di Davide Shorty accompagna i rimorsi di Claver Gold, di chi non ha avuto il coraggio di dire davvero è l’ultima volta.

Dopo le numerose immagini evocative e metaforiche che si intrecciano in “Horro Vacui” e in “Nak Su Kao”, tra paura del vuoto e il mondo del rap che incontra quello del Muay Thai, l’amore inizia ad essere il protagonista.

Le mille facce dei sentimenti

Tre storie d’amore si susseguono una dopo l’altra. Sono le storie di “Josephine”, “Rainbow” e “Gitana”. Dalla ricerca della “donna perfetta”, alla storia difficile tra un ragazzo di città e una ragazza gitana, si incastra anche l’amore verso la propria libertà e i propri ideali.

In “Sapori e sostanza”, tra amore e verità, qui insieme a Tormento, Claver Gold racconta e critica quale piega ha preso la scena rap e hip hop italiana.

Due storie all’apparenza diverse, ma allo stesso tempo simili, sono quelle descritte in “Fragole e miele” e in “Domenica”. Chi si ama ma non può essere felici insieme, e chi felice lo è solo sotto un costrutto sociale: la domenica.

Ma può bastare un giorno per salvare un coppia?

Quando i rimpianti son più grandi dei sogni
I desideri, i bisogni
In quel momento siam vecchi anche noi

Domenica – Claver Gold

Il disco va verso la conclusione con due vecchi e storici amici: File Toy e StephKill accompagnano Claver Gold con uno dei pezzi meglio riusciti dell’album. “Il cuore di un cane” continua i mille riferimenti alle figure del cane, che si trovano in primis nella fisicità dell’album (titolo e copertina), poi nelle tracce come “Malastrada”.

La fine del nuovo lavoro del rapper marchigiano si conclude con una domanda: cosa ci sarà “Dopo di noi”? Nella penultima traccia, Claver Gold vuole rispondere alle domande esistenziali, che ognuno di noi almeno una volta si è posto.

E se c’è un intro, allora a chiudere il cerchio non può che esserci un “Outro”: mix e scratch di DJ FastCut mettono insieme delle frasi più potenti raccolte nell’album.

Rap e poesia

Pochi, a mio parere, i rapper che riescono con i loro testi a coccolarti e rappresentarti con tanta verità, e sì, diciamolo, delicatezza. Anche se il rap molto è tutt’altro che delicato e dolce, Claver Gold ti abbraccia con i suoi testi, e non ti fa sentire solo. Perché c’è davvero la persona nei suoi album, e in “Questo non è un cane” più di tutti: Ascoli, Bologna, tra nostalgia e disillusione, tra passato e presente, e forse anche un po’ del suo futuro.

Un album dove il rap, in sole 17 canzoni e 49 minuti diventa la terapia, grazie alla poesia che solo GoldOne riesce a creare con la sua penna.

E se non l’avete ancora ascoltato, beh fatelo ora!

a cura di
Martina Giovanardi

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