Gente ci fa ballare sul suo cuore spezzato

Gente ci fa ballare sul suo cuore spezzato
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Gente, cantautore bolognese d’adozione, ha pubblicato da poco il suo nuovo singolo dal titolo “Mi manca mancarti” per Fonoprint Records.

Una storia che finisce, un amore intenso, un inno generazionale: Gente ci fa ballare sulle sue delusioni amorose grazie ad un sound ritmato. “Mi manca mancarti” è un auto-tutorial su come cadere, un appunto per me stesso per ricordarmi come attutire meglio le cadute

Con Gente abbiamo parlato di relazioni, dimenticare il passato, di Bologna e di cosa sia voglia dire essere giovani.

Cominciando dall’inizio, il brano si apre con tu che canti “nella confusione trovo la pace, e nella pace l’insoddisfazione“. Pensi quindi che l’insoddisfazione sia data da uno stato di “pace“ che ci spinge continuamente verso altro, a fare sempre di più?

Sì esatto! E quindi, però, la pace raggiunta è fittizia, è tutta una rincorsa che diventa un loop. Credo sia una caratteristica del mio carattere, non riuscire mai dire ok va tutto bene, però cerco di sfruttarla come cosa positiva per non fermarmi mai ed evolvere il più possibile.

E credo che si percepisca anche nel mio percorso musicale: sono partito da suoni elettronici, per poi passare a cose più acustiche. Provo a non dimenticarmi da dove vengo, tenendo ben a mente dove voglio andare, anche se non so bene come si fa, ma in qualche modo ci sto riuscendo.

Quando canti “Per cambiare il corso degli eventi, per cancellare i sentimenti e il ricordo di te”,  mi fa pensare alla reazione di Clementine in the Eternal Sunshine of the Spotless Mind (Se mi lasci ti cancello) davanti alla fine di una relazione, quindi ti chiedo: se ti dessero la possibilità di cancellare i ricordi legati ad una persona che ti ha fatto soffrire in amore, accetteresti? Perché?

Che film pazzesco. Tra l’altro un titolo in inglese originale bellissimo e tradotto malissimo in italiano sminuendo quel capolavoro, ma polemiche cinematografiche a parte.

Penso che non accetterei, perché comunque nel bene e nel male il vissuto è fondamentale, anche se a volte ti fa arrabbiare e vorresti che non fosse mai esistito, ma alla fine no, non cancellerei.

Per i motivi che si legano alla risposta della prima domanda, anche le cose negative possono diventare positive in qualche modo se ci credi e ti sbatti. È tutta una questione di forza di volontà come con tutto. Non è mai facile ma alla fine ti ritorna tutto.

Gente mi manca mancarti
Benchè l’argomento della canzone, cioè la fine di una relazione, sia triste e nel ritornello tu dica addirittura “mi ammazzerò“, il sound del pezzo è molto allegro. Ascoltando le tue altre canzoni su Spotify si può dire che questa sia una costante. Come mai questa scelta?

Perché la musica per me è terapia: è il mio inconscio che viene fuori e mi parla chiaro e quasi sempre l’ispirazione me la da qualcosa che fa soffrire me (o le persone a cui “rubo” una storia per metterla in musica) e che io voglio tramutare in spensieratezza e leggerezza.

Credo di poter affermare che questa cosa è veramente il mio manifesto inconsapevole: va tutto male? Eh vabbè! Andrà meglio! Balliamoci su! Spero che arrivi a chi ascolta, anche se nei live la risposta è positiva, quindi sono molto fiducioso!

Il tuo nuovo pezzo è un po’ un inno generazionale, già nel titolo “mi manca mancarti“, ma anche quando parli del desiderio di avere sempre qualcosa che non sia e nello stare dove non sia.è un testo che parla esplicitamente delle esperienze delle sensazioni dei giovani. Credi che vivere a Bologna, città nota per la vita giovanile e soprattutto universitaria, ti abbia influenzato nello scrivere qualcosa che ci accompagna tutti in questa fase della vita?

Bologna è sempre nei miei pensieri e nella mia vita appunto, ma credo che in questo brano non c’entri più di tanto, anche se mi ispira sempre anche non in maniera didascalica. È veramente impossibile camminare per Bologna e non rimanere ispirati dai minimi dettagli, amo profondamente questa città.

Per quanto riguarda la giovinezza la reputo uno stato mentale, non anagrafico. Quindi anche se non sono più un diciottenne continuo a sentirle quelle sensazioni lì, le vivo e le sento affini, quindi escono fuori anche in maniera involontaria nelle mie canzoni.

Questa è la tua prima canzone del 2022, cos’altro dobbiamo aspettarci quest’anno?

Altra musica per forza, ci sto lavorando con tutto me stesso, e poi live dopo live dopo live dopo live; sennò come si fa a vivere?

A cura di
Alessia De Santis

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