Post Malone si racconta con “Twelve Carat Toothache”

Post Malone si racconta con “Twelve Carat Toothache”
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Il re delle hit hip-hop torna nelle nostre cuffiette con “Twelve Carat Toothache” un nuovo disco per continuare a confermarsi come uno degli artisti di più successo degli ultimi anni

Twelve Carat Toothache” esce a tre anni di distanza dall’album precedente, “Hollywood’s Bleeding”, certificato triplo disco di platino e in vetta all’esordio della Billboard Top 200. Dietro il progetto “Post Malone” si cela Austin Richard Post, classe 1995, un personaggio difficile da inquadrare e proprio per questo affascinante. Post Malone ha trovato il suo sound, incantando da anni tramite un progetto musicale frutto di un abile mix fra rap, R’n’B, rock, metal e folk. Lo stesso artista tende da sempre a definirsi come

Un progetto hip-hop creato con una chitarra folk.

Il singolo uscito lo scorso inverno, “One Right Now” con la partecipazione di The Weeknd, poteva far prospettare un album pieno delle solite hit ballabili e cariche, pronte a spaccare ogni cosa. “Twelve Carat Toothache” sembra invece tutt’altro, qualcosa di insolito rispetto agli album ordinari creati da Post Malone.

“Twelve Carat Toothache” per raggiungere la maturità musicale

L’artista pare abbia voluto fissare una pietra miliare della propria carriera. L’album risulta da una parte una sorta di recap del percorso musicale di Post Malone, mentre dall’altra una volontà di stabilire un punto fisso della sua vita. Ascoltando e seguendo il percorso dell’album si possono vedere lati più introspettivi e personali al di fuori della figura dell’artista.

Anche gli album precedenti presentavano alcuni pezzi definibili più “tranquilli”, ma non in questa misura. “Twelve Carat Toothache” si candida a essere un album “maturo” per Post Malone, un disco per tirare le somme su una carriera breve già piena di gioie e soddisfazioni accompagnate però da lati oscuri.

Love/Hate Letter To Alcohol” è emblematico di questo “equilibrio” tra lato chiaro e scuro nella vita di un artista, e non solo. Il brano racconta infatti delle “disavventure” alcoliche vissute e di come questo mostro distrugga la persona (Hate), ma allo stesso tempo l’alcool rimanga comunque un mezzo di conforto nelle giornate più buie per continuare ad alimentare l’artista (Love).

Ascolta l’album su Spotify.

This is like when i was sane, before the fame

Post Malone, The Kid LAROI – “Wasting Angels

La conferma di un album più intimo lo si può vedere anche dal brano con The Kid LAROI. Da questa collaborazione ci si poteva aspettare un brano più simile a “STAY“, alle vette delle classifiche con Justin Bieber nel 2021.

La collaborazione è invece sfociata in un brano dal ritmo più pacato e dalle parole malinconiche. In un periodo storico diverso della carriera di Post Malone questo brano, con sonorità e strofe differenti, sarebbe potuto diventare una nuova hit nel repertorio dell’artista. Rimane comunque un pezzo tra i più apprezzabili in questo album.

La stessa “Reputation” usata come intro, traccia straziante grazie al piano usato come strumento principale e le parole scelte dall’artista, non può che prospettare un album più cupo e oscuro del solito.

Post Malone è qui

Non preoccupatevi, le solite hit “alla Post Malone” sono presenti. “Cooped Up” con Roddy Ricch e “I Like You” con Doja Cat sono sicuramente, assieme a quella con The Weeknd, le tracce più “classiche” con cui Post Malone ha conquistato il pubblico mondiale.

Cooped Up” è la solita trappata, a cui possiamo associare anche la traccia “I Cannot Be” con Gunna.I Like You” è invece qualcosa di più catchy che si fissa in testa e rimane incollata mentre “One Right Now“, a parte essere una collaborazione pazzesca, è una traccia più elettronica e dance.

Euthanasia“, “Lemon Tree” e “Waiting For A Miracle” sono dalle tracce dai sound eterei. Le sonorità delle tre, seppur proposte in salse diverse, portano a inquadrarle come tracce fluide pronte a farci viaggiare con la mente dal punto di vista strumentale e a sbatterci a terra con le loro parole nude e crude.

Se volete qualcosa di più leggero non potete invece perdervi l’ascolto di “Wrapped Around Your Finger“. “Insane” è una trappata “dura”, abbastanza trascurabile, mentre “When I’m Alone” è un’altra traccia che si aggiunge al team del mood negativo generale di questo album.

E allora questo Post Malone?

New Recording 12, Jan 3, 2020” usata come outro per l’album, è una registrazione raw di un breve pezzo di “Euthanasia” e seppur non sia eseguita perfettamente a livello tecnico, conclude in maniera azzeccata in qualche modo la crudità di questo album.

Purtroppo lo sappiamo, dietro a grandi artisti talvolta si nascondono lati oscuri ed esperienze poco piacevoli, non trascurabili. Post Malone ha deciso mostrarsi a 360°, aprendosi e raccontandosi.

È un album rispetto ai lavori precedenti che “arriva dopo”, vanno infatti svolti più ascolti sentiti per carpire l’essenza di questo disco. Questo dimostra come le emozioni e i sentimenti sfogati nella creazione di “Twelve Carat Toothache” siano più profondi e ricercati rispetto ai lavori precedenti. Post Malone sta proseguendo la sua strada e lo sta facendo nel modo corretto.

a cura di
Luca Montanari

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