“Sottocultura” è l’inno underground dei Re del Kent

“Sottocultura” è l’inno underground dei Re del Kent
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Sottocultura” è il grido rock dall’underground milanese dei Re del Kent, nonché anche il primo disco della band, uscito l’11 dicembre 2020 in maniera del tutto autoprodotta.

Chi sono i Re del Kent?

Non c’è bisogno di tracciare necessariamente un albero genealogico perché i nostri artisti dal sangue blu nascono in una contea…milanese nel 2019 inizialmente dall’incontro di Dario (voce e chitarra) e Omar (Basso), a cui poi si sono aggiunti Massimiliano (batteria) e Daniele (chitarra). In questo simposio dalla reminiscenza cinquecentesca prendono vita forti influenze grunge e alternative rock.

Bianco e nero

Questo il titolo del loro singolo d’esordio che ha fatto da prequel al disco “Sottocultura”, e che diventa uno degli identikit della band milanese: yin o yang, bene o male, rock o niente. Non esiste per i Re del Kent possibilità di trovare una sfumatura nella vita quotidiana così come nel mondo della musica.
Bianco e nero”, brano che ritroviamo tra le tracce dell’album, diventa così un’invettiva al conformismo da mediani, ai pastiches e alle ibridazioni forzate.

Ribelli e vivi

Riprendo sempre i titoli di due tracce che a mio avviso ben descrivono la scelta stilistica e musicale della band tanto devota a Sant’Etelberto (sì, è proprio il nome proprio del re del Kent a cui si ispirano), per dire che sono ribelli proprio perché vivi. Quest’ultima potrebbe essere ancora un’altra declinazione che ben si applica ai quattro ragazzi che celebrano la sottocultura undergound.

Fare del vero rock nel 2021 è mio avviso un atto di coraggio e amore verso uno dei generi che ha tenuto in vita la generazione degli anni Novanta.

Prendiamo Il teatro degli Orrori o i Zen Circus, scaviamo tra i loro testi sovversivi e alziamo al cielo tutte le chitarre (spesso grunge, molto più spesso punk) e riportiamo tutto ciò nel 2021: ecco che abbiamo creato il mood nudo e crudo del rock professato dai nostri Re del Kent nel lor ultimo album “Sottocultura”.

a cura di
Ilaria Rapa

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