“Encelado” il nuovo EP di Leonus

“Encelado” il nuovo EP di Leonus
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Con Encelado Leonus ci porta dritti dritti nello spazio, su un altro pianeta o galassia. Insomma, lontano, molto lontano.

Una lontananza quella di Leonus e del suo EP “Encelado” che spera di favorire un’osservazione e una riflessione profonda da parte di tutti. Uno sguardo verso la terra e i suoi problemi con un occhio differente.

Leonus ci accompagna in un piccolo viaggio, o meglio, cinque piccoli viaggi quante sono le sue canzoni, in un tragitto di andata (ma anche di ritorno) verso il pianeta Encelado che ha la caratteristica di riflettere il 100% della luce solare.

Noi cosmonauti di The Soundcheck, per entrare meglio in questo mondo o cosmo che dir si voglia, lo abbiamo incontrato e gli abbiamo fatto qualche piccola domanda.

In un panorama musicale dove generalmente si predilige un canto che sembra quasi “svogliato” e lento, questo stile è una ventata d’aria fresca. Qual è il tuo rapporto con la musica e quanto spazio occupa nella vita di tutti i giorni?

Vi ringrazio per il complimento innanzitutto. La musica è sicuramente ora parte fondamentale della mia vita. Proprio due anni fa scelsi di lasciare l’università dopo essermi preso una laurea triennale per intraprendere il percorso della musica in maniera più strutturale e definitiva.

Anche prima in realtà era parte integrante, ma non come ora che ho fatto delle scelte, di cui forse un giorno mi pentirò, ma di cui ad oggi sono orgoglioso. Lavorare con la musica è ciò che voglio fare e lo perseguirò fino a che mi sarà possibile.

Il tuo EP è quasi un concept album, senza il “quasi”. quale pensi che possa essere il principale filo conduttore di tutti questi pezzi?

Sono perfettamente d’accordo sulla definizione di Concept, che è forse una delle poche cose premeditate fin dall’inizio. Per il resto è stato un aggiunta di pezzi in itinere. Infatti se c’è un filo conduttore, questo è il viaggio. Viaggio metaforico nella nostra epoca e nel nostro mondo, e viaggio fisico, fatto di distanze tra pianeti, stelle, galassie e universi.

Anche l’ordine dei brani non è casuale: Ho pensato ad un allontanamento graduale, da una piattaforma di lancio terrestre, fino alle origini dell’universo, dove in realtà ritroviamo noi stessi, l’amore, le distanze, le sofferenze, quindi si ritorna al punto di partenza. 

Quanto racconta di te e della tua vita questo EP?

Tantissimo. Forse il miglior autoritratto che abbia mai fatto. Ci sono dentro i miei sogni di bambino, quando alle elementari veniva un tizio che portava a scuola un enorme planetario gonfiabile e ci raccontava le stelle.

Ci sono dentro le emozioni e le sofferenze che ho provato personalmente, anche in tempi recenti. Il mio intento era quasi di fare una fotografia della nostra epoca dallo spazio, e dentro a questa epoca ci sono anche io, quindi perché non parlare anche di me?

ENCELADO è un pezzo che al suo interno ha una dicotomia importante: da una parte un titolo che richiama qualcosa di extraterrestre, ma dall’altra parte ad un certo punto compare addirittura un pezzo di una telecronaca della squadra della Roma durante una partita. In questo brano quanto è voluto questo distacco in termini?

E’ una dicotomia che in realtà permea tutto l’EP. Le distanze tra gli eventi astronomici degli ultimi anni e gli eventi della nostra (e della mia) quotidianità si assottigliano in questo EP, fino a sparire. E’ un tutt’uno.

Così l’ultima partita di Totti, il mio essere di nuovo single e nuove importanti scoperte sul satellite Encelado diventano un’unica cosa, partecipano tutti della medesima realtà.

Non c’è nessun intento didattico in “Encelado”, c’è solo il bisogno di astrarsi e tentare di trovare un senso a tutto questo, con uno sguardo privilegiato dall’alto.

Quali sono gli artisti che ascolti più di frequente e quali sono quelli che invece hanno in qualche modo nel bene o nel male è influenzata la tua musica?

Nel mio pantheon della musica, la divinità suprema è sicuramente Lucio Dalla. Grazie a lui ho cominciato a scrivere canzoni, grazie a lui ho cominciato a studiare il jazz e a suonicchiare il sax. La sua opera artistica ha esercitato un enorme influenza su di me.

In generale ovviamente i cantautori italiani sono stati per me un grande punto di riferimento da de Gregori a Guccini, da de Andrè a Capossela. Un altro che sicuramente ha contribuito alla mia formazione è Sergio Caputo, sottovalutatissimo ma geniale. 

Il jazz ovviamente ha giocato anch’esso un grande ruolo, più per lo studio: Duke Ellington, Charlie Parker, Miles Davis, John Coltrane…Poi ci sono le influenze “postume”, cioè quelle più recenti che mi hanno portato a creare questo progetto.

Essi sono ovviamente i fautori della nuova scena quindi in primis Calcutta, Cosmo, i Coma Cose, Frah Quintale e Liberato; ma anche nel versante più Trap, Ghali, Izi, Rkomi, Tedua e altri internazionali come Kendrick Lamar o Travis Scott. Anche la mia musica è in continuo divenire, e si colora dei generi e degli stili che via via incontro sul mio cammino.

In quanti luoghi terrestri speri di poter portare questo ep?

Bè, avendo scelto l’Italiano come lingua per comunicare con i terrestri, direi che già avere un bel grappolo di ascoltatori in Italia non sarebbe male! Ovviamente è un messaggio che, a parte le barriere linguistiche, è rivolto a tutta l’umanità senza alcuna distinzione.

Mi auguro più che altro che questa voglia di evasione che c’è in quest’album, non sia vista come una voglia di scappare dalla Terra, ma come una maniera per voltarsi indietro e guardarla da un’altra prospettiva, soprattutto ora che sta vivendo un momento così difficile…

a cura di
Sara Alice Ceccarelli

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Sara Alice Ceccarelli

Giornalista iscritta all’ODG Emilia Romagna si laurea in Lettere e Comunicazione e successivamente in Giornalismo e Cultura editoriale presso l’Università di Parma. Nel 2017 consegue poi un Master in Organizzazione e Promozione Eventi Culturali presso l’Università di Bologna. Sebbene sia la “senior” del gruppo talvolta è realmente la più VEZ. Nel 2017 e 2018 si occupa dell’Ufficio Stampa degli eventi di LP Rock Events come Bay Fest, Rimini Park Rock e Sullasabbia e durante lo stesso periodo segue l’ufficio stampa del Vidia Club di Cesena. Ama il viola ma solo per le calzature e sulle pareti di casa, vive in simbiosi con il coinquilino Aurelio (un micetto nero) e per amore del fidanzato ora ama anche le moto. La sua religione è Star Wars. Che la forza sia con voi.

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