Kublai: “Facciamo musica come manifesto della nostra identità”

Kublai: “Facciamo musica come manifesto della nostra identità”
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Kublai prende le mosse dalla collaborazione fra Teo Manzo, autore dei testi e delle musiche, e Filippo Slaviero, che ha curato produzione, registrazione e mixaggio, oltre a essere coautore delle musiche. Le registrazioni sono avvenute a Milano, da poco è uscito il primo capitolo che si intitola Orfano e creatore ed ecco cosa ci hanno raccontato.

Chi è Kublai e chi è Teo Manzo? E chi ha la meglio quando litigate?

Teo sono io, piacere. Kublai è un’idea, un manifesto. In poche parole, consiste nella voglia di fare musica contaminandosi, non nel senso passivo e inflazionato che spesso ha questo termine, ma in maniera volitiva. Perciò non litighiamo… ci alleiamo per litigare con altri, al limite.

Questo primo assaggio del tuo progetto, questo brano Orfano e Creatore, ci preannuncia un mondo pieno di citazioni e metafore. Non pensi che questo possa in qualche modo filtrare il vero messaggio di Kublai?

Ne sono certo. “Filtrare” è l’occupazione principale di qualunque artista; citazioni e metafore sono il combustibile della creazione, dunque non posso temerle, le accolgo a braccia aperte.

Che, a proposito, qual è il vero messaggio? Cosa volevi comunicare?

Non c’è un messaggio, e se ci fosse non lo direi. Come detto, c’è un’idea, un programma, un sentimento. Tutto il resto è un corollario.

Psichedelia, cantautorato, post-punk… che altro c’è nella tua musica?

Direi melodia, una voce ben disposta al canto arioso. Poi senz’altro ci sono decine di altre cose, ma c’è anche volontà di incompiutezza, di non approdare, ancora, su nessuna spiaggia. C’è la deriva.

Ci racconti in che modo il video e il brano sono collegati?

Il pezzo è diviso in due momenti: il primo è un abbandono, forse materno, il secondo un amore ritrovato; l’orfano e il creatore alludono a queste due immagini, che nel video ritroviamo incarnate nei due protagonisti, Kublai e Marco Polo. La cosa bella del videoclip che uscirà prossima settimana, realizzato da Elena Meneghetti, è che conserva una vita autonoma dal brano, essendo largamente ispirato a Le città invisibili di Calvino.

E adesso, cosa succederà?

Molto presto arriverà un album, e le canzoni saranno un po’ la continuazione di questa storia. Poi sto già lavorando a brani nuovi e non so dirti che strade prenderanno. L’unica cosa che tengo ferma, al momento, è l’incertezza.

a cura di
Giulia Perna

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