Refo: “Vi parlo della relazione con il mio alter ego”

Refo: “Vi parlo della relazione con il mio alter ego”
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Alessandro Del Freo aka Refo nasce a Lucca il 4 ottobre 1997. Si appassiona fin da piccolo alla musica partecipando a diversi concorsi canori. Dopo un primo approccio alla chitarra, capisce presto che il suo mondo è anche dietro la consolle e sarà proprio questa esperienza a portarlo definitivamente nel mondo della composizione e di tecnico del suono.

Nel 2019 fonda e costruisce il Creative Hub, il suo studio di registrazione, che diventa subito un punto di riferimento per gli artisti della zona. Nel frattempo inizia a lavorare come insegnante di Music Production, a scrivere brani per il suo progetto e studiare pianoforte e canto.

A ME è il suo primo singolo, una canzone pop elettronica dalle sonorità americane ma con un cantato italiano. Refo si confronta con il suo Alter Ego che, sistematicamente, cerca di contrapporsi alle sue azioni quotidiane, mettendo tutto in discussione. Per tutto il brano regna un clima di tensione in cui l’Alter Ego parla attraverso la base e i sintetizzatori. Alcune volte prende addirittura il sopravvento modificando la voce di Refo stesso. Nel ritornello, però, il protagonista prende consapevolezza di se stesso e ammette la sua convivenza con questa figura.

A ME è il primo e unico singolo dell’imminente EP, CAPITOLO 0. Scritto e prodotto da Refo, con l’aiuto dell’autore Alessandro Dinelli. L’abbiamo intervistato ed ecco cosa ci ha raccontato…

Domanda di rito, chi è Refo e cosa vuole trasmettere con il suo progetto musicale?

Refo è un ragazzo che vive di musica. La studia fin da piccolo e ad oggi è diventata il suo lavoro quotidiano.

Con il suo progetto Refo vuole far entrare il suo pubblico nella sua mente, a primo impatto semplice e decisa, ma nel profondo contorta e confusa.

“A ME” è il tuo primo singolo, che storia racconta?

A ME introduce la relazione di Refo con il suo Alter Ego. È una dura lotta che va avanti da anni. L’Alter Ego prende il sopravvento con i suoni di sintetizzatori e alle volte prendendo possesso della voce di Refo. Nel ritornello però, Refo prende coscienza di questa lotta e prova a dominarla.

Quali sono gli artisti che maggiormente ti hanno influenzato?

Nominarle tutte sarebbe da pazzi. Tra i big sicuramente i Tool, Pink Floyd, Flume, Tyler The Creator. Se dovessi nominarvi qualcuno di italiano Frah Quintale e Venerus!

Prima scrivevi in inglese, come mai questo cambio di rotta?

La lingua è stata sicuramente uno scalino…ma vi assicuro che ci sono voluti anni per trovare la giusta rotta in italiano. Per quanto riesca a parlare bene in inglese la difficoltà principale è proprio quella di pensare a un concetto in una lingua diversa.

Ad oggi sarei curioso però di riprovare a farlo.

Il brano anticipa un EP che immagino uscirà entro la fine dell’anno, il tuo progetto è totalmente autoprodotto?

Le canzoni sono state scritte e prodotte da me. I testi sono stati poi revisionati e completati con Alessandro Dinelli, autore con cui collaboro da ormai due anni. E Stefano Pedone, ingegnere del suono con cui lavoro da svariati anni, che ha curato tutta la postproduzione.

Cosa pensi della scena emergente in Italia? Pensi che ci sia spazio per tutti?

La scena ha tantissimi talenti pronti a sfondare. Io faccio musica per necessità di farlo, non punto a diventare nessuno, solo al benessere delle mie personalità e delle persone che mi stanno accanto.

Saluta gli amici di thesoundcheck con un buon motivo per iniziare ad ascoltare la tua musica…

Ciao a tutti ma soprattutto a te che hai letto tutto fino a qui!

Su Spotify trovi il mio nuovo singolo “A ME”: un’esperienza che mi ha portato a navigare verso nuove sonorità che spero possa convincerti ad entrare nel mondo di Refo!

Grazie a TheSoundCheck e a voi, alla prossima!

a cura di
Giulia Perna

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