Réclame, voci di corridoio dicono che siano interessanti

Réclame, voci di corridoio dicono che siano interessanti
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Opera prima della band romana, Voci di Corridoio è un disco interessante, nonostante l’iniziale approccio un po’ ostico

Il termine réclame riporta il sottoscritto ai primi Anni ’90, quando coi suoi capelli a caschetto chiedeva alla nonna se potesse guardare i cartoni animati. “Aspetta un po’, mo che fa la réclame cambiamo”.

Un aneddoto, questo, che c’entra quasi assolutamente nulla con la band in questione, se non per il fatto che qualcosa in effetti mi ha riportato indietro nel tempo.

Réclame dal passato, voci di corridoio del presente

Voci di corridoio mi dicono che i Réclame ci sappiano fare. Poetica che prende a piene mani dal cantautorato italiano, lo rielabora e lo fa proprio. Musicalmente è interessante la scelta stilistica di rimanere “un passo indietro” rispetto al leitmotiv degli ultimi anni, che vede tastieroni in primo piano e refrain esplosivi.

Prendiamo per esempio Fra Le Braccia Di Un’Altra. C’è del Tenco, ma anche l’influenza dell’indie/cantautorato degli ultimi dieci anni, Brunori Sas in primis. Il tutto, però, condensato in uno stile sommesso, non facendo esplodere la drammaticità, ma propagandola per tutto il brano, creando un senso di melanconica tensione.

La Casa d’Infanzia è un misto di Battiato e Claudio Rocchi nel cantato, con un climax molto ben studiato: il lamento delle chitarre stride con l’ariosità delle tastiere, creando un vortice di sensazioni e ricordi vividi, nonostante la patina opaca lasciata inesorabile dal tempo.

Ascolta qui Voci di Corridoio, il primo album dei Réclame
Non per tutti, ma non cambiate canale

Voci di Corridoio non è il disco ideale per una serata a base di Campari Spriz e ballo facile, né per un altezzoso e post cena a base di brandy e sguardi snob.

Il primo disco dei Réclame necessita di essere ascoltato per bene, davanti alle casse di uno stereo ben equipaggiato o con delle buone cuffie (per favore, non quelle che avete rubato dall’uovo di Pasqua di vostra nipote – ma lei non sospetta ancora nulla).

I testi affrontano amori vissuti, vicissitudini, situazioni sempre avvolte da un leggero velo di melanconia, accompagnamento perfetto durante quei tramonti rossi, col sole che si infrange nelle montagne mentre delle nuvole grigie tentano timidamente di sovrastare il nostro sguardo.

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I Réclame, i cui esseri senzienti rispondono ai nomi di Marco Fiore (voce) e dei fratelli Edoardo Roia (batteria), Gabriele Roia (basso), Riccardo Roia (tastiere), ci propongono dunque una opera prima impegnativa, ben composta e pensata, dal difficile approccio. Ma in tempi di semplificazione è, a suo modo, un piacevole andar controcorrente.

Voci di corridoio dicono che sia piaciuto al sottoscritto. Ma non ditelo troppo in giro.

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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