Gurioli: “Vi racconto la riviera degli ultimi 30 anni”

Gurioli: “Vi racconto la riviera degli ultimi 30 anni”
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Stefano Gurioli è un giovanissimo cantautore di Ivrea, classe ’96, con alle spalle una pregressa esperienza discografica e l’occasione di suonare al Modena Park in occasione del concerto di Vasco Rossi, condividendo in seguito il palco con artisti del calibro di Vittorio De Scalzi, Ivana Spagna, Giusy Ferreri e Stash dei The Kolors.

Il 27 marzo scorso esce il suo primo brano per il GRM management, intitolato Stelle Cadenti, e a poco tempo di distanza torna con il brano Chiude il Cocoricò, l’ultimo singolo fuori il 3 luglio, prodotto interamente da Leo Pari, distribuito da Artist First, edito nuovamente da GRM Management.

È un brano difficile da incasellare in un genere ben definito: la produzione frizzante ed elettronica firmata Leo Pari conduce certamente l’ascoltatore in uno splendido frangente dance particolarmente scoppiettante, la scrittura e l’interpretazione, invece, riconducono ad un universo sonoro incasellato a cavallo tra il rock cantautorale e l’inconfondibile penna di Stefano Gurioli.

Il brano ha tutte le peculiarità del classico “tormentone estivo”, creando così un ironico bipolarismo che richiama a gran voce diversi fattori essenziali per la comprensione e l’approfondimento del testo: un’esclusione categorica di qualsivoglia moralismo, l’utilizzo di immagini con cui è facile empatizzare molto, il racconto senza veli del cambiamento economico e socio-culturale che ha visto l’Italia dei fantomatici anni ’80 vivere una luce dettata da

Ecco cosa ci ha raccontato.

Parlaci del tuo ultimo singolo Chiude il Cocoricò, com’è nato? 

Ho covato l’idea di questo testo per molti anni, e ogni volta che tornavo a Riccione diventava sempre più nitida. La strada tra Rimini e Riccione, tra alberghi e locali in disuso, racconta davvero tanto del cambiamento economico e socio-culturale che ha visto l’Italia negli ultimi trent’anni, di una società che nonostante tutto cerca di continuare a vivere nell’edonismo dei fantomatici anni di boom economico in  Italia, ma che in realtà è profondamente cambiata. Quando nel 2019 è chiuso il Cocoricò ho trovato l’immagine e la melodia giusta per raccontare questo sentimento, sicuramente meglio di come stia facendo adesso a parole. 

Parlaci invece della scelta circa la produzione affidata sapientemente a Leo Pari. 

Ho scelto di cercare di affidare la produzione a Leo Pari perchè cercavo delle sonorità che potessero avere qualcosa in comune con Hotel Califano, su una canzone però scritta con uno stile molto diverso. 

Trovavo che il suo nome impreziosisse anche in qualche modo il significato stesso della canzone, che cerca di raccontare l’edonismo decadente di oggi, e da questo punto di vista i testi di Leo Pari sono sempre molto espliciti.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento in questo preciso momento della tua vita? 

In questo precisissimo momento sto ascoltando molto artisti della scena attuale romana, da Scarda a Leo Pari stesso, ma in ogni caso i miei punti di riferimento tornano poi sempre ad essere i “grandi cantautori”, e penso che in effetti questa canzone debba anche molto a “Rimini” di De Andrè, che tratta di un tema totalmente diverso, ma che, anche in quel caso, racconta di Rimini per raccontare molto di più. 

Se dovessi scegliere tre oggetti da portare su un’isola deserta, quali sceglieresti? 

Mi viene un po’ da ridere a rispondere a questa domanda perchè ho in mente molte risposte date nei provini commentati dalla Giallapa’s del grande Fratello, comunque, ammesso che su questa isola deserta ci siano le risorse necessarie per vivere, direi sicuramente una chitarra, uno stereo e un dispositivo con Spotify !

Progetti futuri? 

Adesso sono totalmente preso dall’uscita di questa canzone, poi molto dipenderà anche dallo sviluppo dell’epidemia, spero davvero di poterla suonare presto.

Poi potrebbe esserci un’altra collaborazione con Leo Pari, chissà.

Grazie mille per l’intervista!

a cura di
Giulia Perna

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2 pensieri su “Gurioli: “Vi racconto la riviera degli ultimi 30 anni”

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