Matteo Faustini: “Il mio personaggio preferito Disney è il Gobbo di Notre Dame”

Matteo Faustini: “Il mio personaggio preferito Disney è il Gobbo di Notre Dame”
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Matteo Faustini ha 25 anni, vive a Brescia e nella vita fa il maestro alle elementari. Il suo sogno però è quello di fare musica, ha partecipato alle 70esima edizione del Festival di Sanremo nella categoria Giovani con il brano “Nel bene e nel male”. Crede nelle favole, gli piacciono i bambini, il suo personaggio preferito è il Gobbo di Notre Dame ed è riuscito a farsi spazio nel panorama musicale con entusiasmo e dedizione. Ecco cosa ci ha raccontato dopo l’esperienza sanremese…

Matteo Faustini, nessun nome d’arte, semplicemente il tuo nome e cognome come specchio anche di quello che è il tuo genere musicale. Se avessi dovuto scegliere invece un nome di fantasia quale avresti usato?

Ci ho pensato tante volte, avrei voluto trovare un nome efficace ma alla fine ho deciso di mantenere il mio perché mi riconosco. Nemo mi piaceva tantissimo, è anche l’anagramma di nome ed è un nome adatto alle favole. Però poi ho scelto il mio nome e cognome perché mi sembrava più immediato.

Mi ricordi un po’ il personaggio di una favola. Sarà per il tuo essere sognatore, beh allora dimmi qual era il tuo cartone animato preferito da bambino (o da adulto)?

Questo è un gran complimento! Uso il tema disney come metafora per comunicare contenuti e valori in cui credo tantissimo. Il mio personaggio preferito è il Gobbo di Notre Dame perché è una forza della natura, che non si fa abbattere da nessuno.

“Nel bene e nel male” è il titolo del brano con cui hai partecipato a Sanremo Giovani. Che storia vuoi raccontare?

Sicuramente è una canzone a cui voglio molto bene, è un omaggio alle persone che abitano in modo permanente le stanze del nostro cuore, quante persone sono davvero disposte ad amare il bene e il male di una persona? Il male va anche risolto, non solo perdonato o accettato. Se trovi persone che ci sono davvero anche nel male, allora l’insieme va celebrato. Una canzone che parla dell’esserci ma per davvero.

 Raccontaci i vari step di Area Sanremo e quando hai deciso di volerci provare.. 

Sono stati step intensi e lunghi ma molto formativi, mi hanno aiutato nel mio approccio sul palco davanti alle giurie. Ci tengo a sottolineare che da quest’anno sono gratuiti e questa cosa è bellissima. Ho deciso di provarci perché Sanremo è sempre stato un mio sogno, quest’anno mi sono ritenuto all’altezza e quindi l’ho fatto.

 Cosa consigli a chi, come te, vorrebbe realizzare questo sogno?

Seguire i propri sogni ma solo se cantare o scrivere canzoni è una cosa di si ha estremamente bisogno allora bisogna dannarsi per cercare di farcela, sacrificarsi sempre con costanza negli anni. Alla lunga questo ripaga sempre.

Su Instagram stai facendo una specie di storytelling dei brani che faranno parte del tuo album. C’è un filo conduttore? Una storia dentro la storia?

Sicuramente la Disney e le favole mi hanno trasmesso tanti valori e quindi ho voluto utilizzarle in chiave etica e morale per trasmettere valori in cui credo fermamente. In quasi tutte le canzoni del disco ci sono citazioni Disney, si affrontano diversi temi come la celebrazione della vita, di bullismo, razzismo, omofobia.

Come ti sei preparato ad affrontare i giorni del Festival e cosa ti aspetti una volta uscito da questo vortice?

Per me è stata una grande opportunità, tutti avremmo voluto vincere ma ci sono tante cose dentro ed è in mutamento. Io ho portato me stesso sul palco nella maniera più pura e sincera.

Lasciamoci con un motto, con la frase che Matteo Faustini vuole dedicare a chi ha iniziato ad ascoltare le sue canzoni…

Io dico spesso questa frase alle persone che ascoltano le mie canzoni o alle persone che hanno un sogno: “tra il dire e il fare non c’è di mezzo il mare ma il coraggio di provare”. Grazie per il vostro tempo!

a cura di
Giulia Perna

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