The Plane: Un aereo particolarmente sfortunato

The Plane: Un aereo particolarmente sfortunato
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Il 25 gennaio uscirà nelle sale “The Plane”, il nuovo film action dai produttori di “Attacco al Potere 3” e “Greenland”, per la regia di Jean-François Richet e con protagonista Gerard Butler. Noi abbiamo avuto l’opportunità di vederlo in anteprima.

Sinossi

Durante una violenta tempesta, il comandante Brodie Torrance (Gerard Butler) salva i suoi
passeggeri con un atterraggio di emergenza. L’aereo plana però su un’isola devastata dalla
guerra e per il gruppo, preso in ostaggio da pericolosi ribelli, è l’inizio di un vero e proprio
incubo.

L’unica persona su cui Torrance potrà contare è Louis Gaspare (Mike Colter), un uomo
accusato di omicidio che l’FBI stava trasportando sul suo volo. Riuscirà il nostro capitano a
portare in salvo i passeggeri e fuggire dall’isola?

Basse aspettative

A essere onesti non avevo grandi aspettative per questo film, ho pensato che sarebbe stato il classico blockbuster americano nello stile dei precedenti “Attacco al Potere” e “Greenland“…e così è stato.
Devo dire però che nel complesso mi sono trovato davanti un film godibile e sicuramente non noioso.
Raggiunge lo scopo di intrattenere senza troppa fatica e anche quello di trasmettere una certa “ansietta”.

Gerard Butler è perfettamente a proprio agio in questo tipo di ruolo e lo dimostra anche in questo film, risultando credibile come “eroe per un giorno”.
Certo fa un po’ storcere il naso il fatto che l’eroe in questione sia un pilota d’aereo (con tutto il rispetto per i piloti) che non si fa problemi a imbracciare un’arma e andare a salvare i propri passeggeri insieme a un presunto omicida, da soli contro decine di pirati assassini armati fino ai denti.

Ma è un film americano, quindi va bene così.

Quando la sfortuna ti colpisce

Molti di noi si saranno reputati sfortunati in diversi momenti della vita, chi più chi meno tutti ci siamo lamentati almeno una volta di quanto male ci stessero andando le cose.
Ecco, pensate al povero Brodie e ai passeggeri del volo 119: voli la seria di capodanno, a bordo ti ritrovi un’omicida scortato da un’agente dell’FBI, vieni colpito da un fulmine e, con tutti i posti dove potevi fare l’atterraggio d’emergenza, ti capita proprio una delle isole più pericolose del mondo. Direi che ho visto persone più fortunate.

Diciamo che tutti questi eventi catastrofici consecutivi sono credibili solo quando si ha necessità di creare una storia per un film action catastrofico. Ma se una roba del genere succedesse davvero penso che a quel punto persino l’universo preferirebbe ucciderti direttamente.

Cosa ha funzionato

La parte sull’aereo durante la turbolenza, ma anche in tutta la fase di atterraggio, è stata girata in modo piuttosto realistico e devo dire che per me ha funzionato molto. Si aveva la sensazione di essere a bordo dell’aereo e trasmetteva il disagio e l’ansia di star precipitando e del non sapere se ne uscirai vivo o meno. Inoltre ci sono molti riferimenti alla struttura dell’aereo e al suo funzionamento che ho apprezzato non poco.

I pirati assassini di Jolo sono un’altra cosa che ha funzionato all’interno del film, perché hanno portato quell’elemento di caos e imprevedibilità che ha fatto rimanere gli spettatori in allerta per tutto il film.
Inoltre il personaggio di Datu Junmar è proprio cattivo fino al midollo, la perfetta antitesi dell’eroico Brodie che rischia la sua vita per salvare quella di persone che neanche conosce.

Ottima anche la decisione di avere solo 14 passeggeri a bordo, in questo modo ognuno dei personaggi, chi più chi meno, ha avuto spazio all’interno del film e alcuni di loro sono stati anche caratterizzati un minimo.

Note negative

Oltre alla serie di sfortunati eventi che ho già citato prima, che fa perdere un po’ di credibilità al film, abbiamo diversi altri problemini.

Gli effetti visivi non sono sempre di alto livello, spesso infatti le inquadrature esterne dell’aereo facevano perdere quell’immersività e quel realismo che si erano creati nelle riprese interne, durante la tempesta.

Un paio di buchi di trama lasciano lo spettatore un po’ interdetto su alcune cose, che non spoilererò, e pongono delle domande a cui non avremo mai risposta.

Il pilota d’aereo non può improvvisarsi soldato, a prescindere da quanta voglia abbia di salvare le persone, ecco perché la figura eroica di Brodie non funziona poi così bene.
Bastava scrivere il personaggio in modo da fargli avere esperienza di combattimento o un qualche tipo di addestramento militare che aveva fatto prima di diventare pilota e il gioco era fatto. Cliché? Sicuramente, ma sempre meglio che far credere alle persone che chiunque può essere un soldato.

Conclusioni

Come ho già detto prima, The Plane non è un pessimo film, ma di certo non può definirsi un capolavoro. Gli amanti del genere, però, credo che apprezzeranno particolarmente questa pellicola, non restandone delusi.
Sta di fatto che il film si fa guardare e non sfigura rispetto ai suoi predecessori sopra citati.

Prendo in prestito le parole del regista per concludere:

“Questo film chiede di essere visto su uno schermo molto grande con un fantastico sistema audio, necessita di una visione immersiva da parte del pubblico. Abbiamo reso THE PLANE un’esperienza da vivere nel miglior modo possibile”

Ecco, vi dico che potete tranquillamente vedervelo anche sul divano di casa vostra.
Ovviamente lo sconsiglio a tutti quelli che hanno paura di volare.

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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