One Republic – Mediolanum Forum, Milano – 31 ottobre 2022

One Republic – Mediolanum Forum, Milano – 31 ottobre 2022
Condividi su

Dopo la data saltata al Carroponte, i One Republic, band americana composta da Ryan Tedder (voce), Zach Filkins (chitarra, viola), Drew Brown (chitarra ritmica, pianoforte, percussioni), Brent Kutzle (basso, violoncello, tastiere), Eddie Fisher (batteria) e Brian Willet (tastiere e violino), tornano a Milano per rendere la notte di Halloween un po’ meno spaventosa e all’insegna della musica!

Quello del 31 ottobre è stato davvero un concerto intenso e pieno di momenti emozionanti e divertenti perciò, dato che sono sprovvisto del dono della sintesi, provvederò a raccontarvi lo show dei One Republic a modo mio, senza ulteriori preamboli.

You DON’T make me feel like it’s Halloween

In quella che dovrebbe essere la notte più spaventosa dell’anno, il concerto dei One Republic ha portato gioia e divertimento, senza neanche un momento di terrore.
Alcune persone erano vestite a tema Halloween, pronte a correre a festeggiare la serata con gli amici, ma altre erano semplicemente venute a godersi lo show come se fosse una serata tra tante.

Un concerto la sera di Halloween puoi aspettartelo da band come i The Cure (e infatti la stessa sera suonavano all’Unipol Arena di Bologna, potete leggere il report sul nostro sito) o da artisti come Ozzy Osbourne o Alice Cooper, ma di certo non dai One Republic.

Infatti la cosa più terrificante accaduta ieri è stata la fila post concerto per raggiungere la metropolitana.

Ad aprire il concerto c’era il giovanissimo e talentuosissimo chitarrista Marcin, che è riuscito a intrattenere il pubblico da solo con la sua chitarra e i suoi incredibili arpeggi con cui riusciva a suonare qualunque canzone senza far sentire la mancanza degli altri strumenti. Se non lo conoscete andate a cercarlo sui social perché è un fenomeno.

Poi, alle 21 in punto, è arrivato il momento della band principale.

Per introdursi, i One Republic hanno scelto l’opposto del terrore: immagini rilassanti, di un’estate americana ormai passata, proiettate su schermo.

Poi, finalmente, le prime due canzoni: si parte con Kids, tratta dall’album “Oh My My” del 2016 e si prosegue con Good Life, tratta da “Waking Up” del 2009, durante la quale sono state proiettate immagini di attività come viaggiare, fare surf, andare in bici, lanciarsi col paracadute etc.

A che servono le sedie?

Il pubblico fa già fatica a stare seduto ed alcuni lasciano addirittura il proprio posto per avvicinarsi il più possibile alle transenne.
E non è difficile capirne il motivo. La musica dei One Republic ti prende proprio fin dentro le ossa, costringendoti a provare qualcosa, che sia gioia, voglia di ballare o di piangere.
Con l’arrivo delle canzoni seguenti la storia non è cambiata.

Arriva il momento di un’altra hit della band, tratta dal loro primo album “Dreaming Out Loud” uscito nel 2007, ovvero Stop and Stare.

Poi si prosegue con Rescue Me, durante la quale, sullo schermo, appaiono immagini della natura terrestre, per mandare un messaggio di quanto sia importante proteggere il nostro pianeta.

A seguire, uno dei momenti più magici di tutta la serata con una delle canzoni migliori della band: un bellissimo interludio fatto con violino e violoncello ha introdotto la bellissima Secrets.

“I need another story
Something to get off my chestM
My life gets kinda boring
Need something that I can confess”

Secrets – One Republic

A concludere questo lungo blocco di canzoni ci sono state Wherever I Go e Love Runs Out.

Il ragazzo sa scrivere canzoni!

Prima del blocco successivo, il frontman Ryan ha deciso di dedicare un po’ di tempo ad alcune canzoni che ha scritto per altri artisti, nel corso della sua carriera, e che sono diventate hit mondiali.

“Siamo in attività da 15 anni ormai, la maggior parte delle band dura 5 o 6 anni, quindi per noi tutto questo è un bonus, tempo in più che ci è stato donato. Ma ci piace quello che facciamo, ci piace viaggiare e venire in posti come Milano.
Quindi per 15 anni abbiamo scritto canzoni come One Republic, ma per 18 anni io ho scritto canzoni anche per altri artisti, come Ed Sheeran, Taylor Swift, Ozzy Osbourne, U2 e altri.
Di solito facciamo solo una canzone di quelle che ho scritto per altri, ma stasera ne voglio fare qualcuna in più, quindi per i prossimi 7-10 minuti suoneremo alcune di queste canzoni. Siete venuti per vedere questo concerto e noi vi daremo un concerto dentro al concerto.”

Poi Ryan sfoggia anche il suo talento di comico, che mostrerà svariate volte nel corso del concerto, per introdurre la prima canzone:

“Questa canzone l’ho scritta per una delle artiste che amo di più, una delle migliori del mondo, e riguardava un relazione in cui lei si trovava, non voleva dirmi di chi si trattasse, così sono andato su internet e ho scoperto che era Jay Z.
Quindi questa canzone è più o meno la MIA lettera d’amore a Jay Z.”

Ovviamente si riferiva a Beyoncé e la canzone era Halo.
Chiaramente queste parole hanno scatenato risate fragorose tra il pubblico.
Ma Ryan ci ha preso gusto e ha continuato.

“Allora ne facciamo un altro paio velocemente e poi torniamo alla nostra musica.
Questo momento è un po’ come quando vai a cena in un ristorante e il cameriere ti porta una cosa che non avevi ordinato e dice ‘è da parte dello chef’ (detto in inglese con accento italiano ndr), e tu fai ‘ha un aspetto molto strano ma lo mangio comunque’.
La prossima canzone è la prima che mi ha cambiato la vita, l’ho scritta dopo Apologize ma è uscita prima di questa, ed è stata quella che ha fatto dire alla gente ‘oh, sa scrivere canzoni, figo!’.
Questa è la canzone che mi ha permesso di trasferirmi da il mio appartamento con due letti con 5 ragazzi. Due letti, cinque persone.”

Quella canzone è Keep Bleeding in Love, scritta per Leona Lewis.
Poi è andato avanti suonando anche Burn, portata al successo da Ellie Goulding, e un altro paio di canzoni che però non conoscevo e di cui non so il titolo.

“Ah comunque, ho scritto io Yellow dei Coldplay *stupore e urla collettive*. Scherzavo, ovviamente non l’ho fatto, è una cavolata. Ve lo immaginate tutti che fanno ‘Non posso crederci!’.”

Ryan Tedder è un comico nato.

Interazione col pubblico voto: 10!

Finalmente si ritorna al repertorio dei One Republic e ascoltiamo altre hit come Run e Sunshine, ma a un certo punto sullo schermo appare un volto decisamente conosciuto e inaspettato: Tom Cruise ha regalato un breve video alla band per introdurre la loro canzone, scritta appositamente per il film Top Gun: Maverick! Durante la canzone, infatti, sono state proiettate sullo schermo alcune immagini del film.

Ma ecco che al centro dello schermo compare un cuore pulsante, vediamo Ryan che torna al pianoforte e gli archi iniziano a suonare le note introduttive della canzone che ha lanciato i One Republic verso il successo: Apologize.

Immediatamente il pubblico inizia a cantare la canzone insieme alla band così Ryan, prima di concluderla, decide di approfittarne per un piccolo esperimento:

“Proviamo a fare una cosa molto velocemente: se potete cantare…ma certo che potete, l’italia sa cantare, si sa. Faremo il più grande coro armonico a 4 parti nella storia di Milano. il più grande dopo quelli che facevano nel duomo nel 1600. Lo sarebbe sul serio, con tutte queste persone, e lo faremo in circa 90 secondi. La prima volta che l’abbiamo fatto eravamo in Belgio, se non ci credete andate su Youtube e cercatelo!

Io ci ho creduto ma sono comunque andato a cercarlo su Youtube per farvi vedere di cosa si tratta, vi lascio il video qui sotto.

E come un vero direttore d’orchestra, tra un momento comico e l’altro (come vedete nel video), Ryan ci ha guidati in modo che ognuno di noi cantasse le note dell’armonia più congeniali alla nostra estensione vocale e ci ha fatto realizzare un bellissimo coro da pelle d’oca. E, dopo aver mostrato i suoi ‘goosebumps’ sul braccio, ha chiuso sfoggiando tutta la sua estensione vocale.

Subito dopo, il frontman ha letto il cartello di un bambino che diceva “sono il tuo fan più giovane, mi puoi abbracciare?”

“È la richiesta più semplice del mondo, certo che sì!”

Quindi è sceso dal palco ed è andato ad abbracciare il bambino. Poi, dopo avergli chiesto nome ed età (aveva 9 anni), gli ha fatto dire il nome della canzone successiva e la sua tenera vocina ha detto: I Lived!

“Hope that you fall in love
And it hurts so bad
The only way you can know
You give it all you have
And I hope that you don’t suffer
But take the pain”

I Lived – One Republic

Encore e conclusioni

Dopo essere scesi dal palco, come consuetudine di ogni band, i One Republic sono ritornati dopo pochissimo tempo per suonare gli ultimi due brani: Counting Stars e Lose Myself.

Questo concerto ci lascia due certezze: la prima è che i One Republic sono una delle migliori band pop rock degli ultimi 15 anni, lo dimostrano i continui successi, la quantità di hit sfornate e soprattutto la longevità, e la seconda è che Ryan Tedder sa intrattenere il pubblico come pochi.

Un altro motivo per apprezzare questa band è sicuramente la profondità dei testi scritti da Ryan. Non è un caso che io abbia deciso di citare alcuni estratti dei brani, perché apprezzo molto la ricercatezza e la poetica che c’è dietro molte parole. Spesso nel pop si penalizzano i testi per provare a creare una struttura musicale da hit, ma non è il caso dei One Republic.

Unico difetto di questo concerto è stata la mancanza di alcune canzoni molto amate, come per esempio Let’s Hurt Tonight della quale, grazie al cartello di una fan, abbiamo potuto ascoltare almeno il ritornello: “Non è in scaletta ma per te lo faccio”.

“Oh, I know that this love is pain
But we can’t cut it from out these veins, no
So I’ll hit the lights and you lock the doors
We ain’t leaving this room ‘til we both feel more
Don’t walk away, don’t roll your eyes
They say love is pain, well darling, let’s hurt tonight”

Let’s Hurt Tonight – One Republic

Ci sono diversi modi per capire se un concerto ti ha lasciato qualcosa, specialmente quando lo si segue da soli, e uno di questi modi è vedere quanto sei felice subito dopo, quanta carica ti ha dato.

Vi dico solo che io avevo dormito poco, mi ero fatto 4 ore e mezza di viaggio (più l’ora che mi ci è voluta per raggiungere il forum), avevo mangiato poco ed ero mezzo malato, ma nonostante ciò ho comunque festeggiato Halloween con gli amici tornando a casa alle 6 del mattino.

Quindi direi che la carica, i One Republic, me l’hanno data eccome!

Di seguito la scaletta del concerto.

Scaletta
  1. Kids
  2. Good Life
  3. Stop and Stare
  4. Rescue Me
  5. Run
  6. Secrets
  7. Wherever I Go
  8. Love Runs Out
  9. Halo (Beyoncé cover)
  10. Bleeding Love (Leona Lewis cover)
  11. THATS WHAT I WANT (Lil Nas X cover)
  12. Lose Somebody
  13. Run
  14. Sunshine
  15. I Ain’t Worried
  16. Apologize
  17. I Lived
    Encore
  18. Counting Stars
  19. If I Lose Myself

a cura di
Edoardo Iannantuoni

Seguici anche su Instagram!

LEGGI ANCHE – “Midnights”, il decimo album di Taylor Swift
LEGGI ANCHE – Gli Arctic Monkeys ci portano in The Car…

Condividi su
Edoardo Iannantuoni

Edoardo Iannantuoni

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *