WENDY NIGHT – Monk Club, Roma – 1 novembre 2022

WENDY NIGHT – Monk Club, Roma – 1 novembre 2022
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Un format inedito, due ore di musica emo-zionata. La Generazione Z, da TikTok allo storico Monk Club di Roma

Al Monk di Roma, il 1° novembre 2022, ha debuttato il nuovo format per la scena emo-trap e pop-punk della capitale: Wendy Night, Roma da urlare.

Il nome e l’estetica dell’evento hanno preso ispirazione dal personaggio immaginario di “Wendy”, dal romanzo horror Shining di Stephen King. Per questo nome è perfetto cominciare in clima halloweeniano.

In realtà, è “Roma da urlare” la cosa veramente importante e non casuale. Solo chi c’è stato può coglierne a pieno il senso. Urlare, pogare: tutte quelle cose che dai social e Spotify non si possono fare. Questa è la musica live, o almeno quella che ci piace vivere e portare in giro. 

Sul palco di questo format inedito sette progetti, undici esseri umani: Giorni Tristi, Spidy&Biso, In6n, Decrow, Uale, XDiemondx, Suicide Gvng.

L’idea, nata da Giorgio di Mario e Luca Sernesi, consiste nel portare dal vivo, per la prima volta, una nuova realtà di artisti che viaggiano su alt(r)e frequenze.

Negli anni 90, fino all’inizio dei 2000, la sottocultura emo si è diffusa in tutto il mondo. A distanza di decenni, oggi l’emo- punk sta tornando di moda: merito soprattutto dei social che ne hanno riscoperto il genere e i look.

Ecco perchè il merito di Wendy Night è soprattutto quello di portare fuori dai social, nel mondo reale, fatto di strumenti, urla, stonature, sudore e lividi, questo genere di musica. Di portare nuovamente sui palchi artisti che di solito stanno dietro gli schermi. E, soprattutto, di portare sotto i palchi, nei live club, tutti quei ragazzi che non l’hanno ancora mai fatto. Che fin ora sono stati protetti, o rinchiusi, nelle loro camerette.

Il lavorone di backstage all’evento è stato assolutamente ben fatto: l’organizzazione, impeccabile, è riuscita a gestire e mettere in piedi da zero un’idea tanto ambiziosa, dando vita ad uno spettacolo effettivamente unico. Un evento dove nessuno è al centro, tranne la musica. Tutti gli artisti sono amici, parte di una grande famiglia romana: si sorridono e collaborano. 

Proprio questi aspetti vengono sottolineati più volte nel corso dalla serata dai ragazzi che si alternano sul palco: sono amici, fanno featuring per questo. Sono romani e ripetono più volte il loro entusiasmo per il nuovo format di Wendy: “perché queste cose non ci sono solo a  MIlano”, dicono.

Lorenzo Manenti, chitarra. Foto di Daniele L. Bianchi
Luca Sernesi, betteria. Foto di Daniele L. Bianchi

Doveroso, poi, sottolineare la performance live di Luca Sernesi (alla batteria) e Lorenzo Manenti (alla chitarra) che hanno accompagnato tutti gli artisti, dimostrando ampiamente la loro esperienza di palchi. Trentadue canzoni imparate, suonate, arrangiate. Due ore di musica ininterrotta. Una serata che, senza quella batteria così sudata, non sarebbe stata la stessa.

LINEUP
Giorni tristi nel backstage del Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

A cominciare sono Giorni Tristi, la perfetta dimostrazione di quel discorso “social vs realtà”. Sono giovani, sono inesperti di palchi, ma sono tantissime le loro canzoni su Spotify e, sotto il palco, tutti le cantano a squarciagola: Non è okay, Sad Boy, Nostalgia, Complicato.

Spidy&Biso live al Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

A proseguire Spidy&Biso. Alessandro e Stefano sono due ragazzi di borgata romana di classe 2003/2004. Hip-hop, trap e non solo. Ti fanno venire voglia di adolescenza, ma la cosa più evidente è l’armonia tra loro mentre cantano: Hotel California, Una X e Quando.

IN6N live al Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

È il momento di IN6N che ci coinvolge subito nel suo viaggio mentale colmo di rabbia. IN6N è un artista dall’attitudine hardcore, mescola punk e trap in modo autentico. Il suo passato da fotografo della scena musicale underground di Roma ha influito enormemente sulla sua capacità di stare bene su un palco. Il suo progetto musicale fonde l’urban, il rock, il metal e la trap. Un mix affascinante dallo sguardo internazionale.

Non mi passa è la prima canzone che suona, una canzone d’amore dedicata alla vita che fa sempre male. Poi Jason e Lui e Lei. Chiude con il suo ultimo singolo, Policlinico, una canzone dalle sonorità indie-punk, energica e triste. “Non sono come mi descrivono”, inizia così per poi urlare e farci urlare la libertà di essere ciò che siamo, senza paura.

Decrow live al Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

Quando tocca a Decrow il livello cambia, e non solo per kilt, petto nudo e attitudine perfetta sul palco. Le luci sembrano essere più cupe. Classe 1995, Decrow è immagini e suoni allo stesso tempo. Nella sua musica si sente l’influenza del rock dagli anni 60 a quello del 2000 unito ai suoni elettronici e sperimentali del nostro-suo tempo. L’atmosfera Goth è forte: nel suo nome d’arte, nel titolo del suo ultimo album (Lilith), nel suo modo buio di presentarsi. Porta sul palco un nuovo punk fatto con l’autotune.

Ci racconta il quartiere romano San Lorenzo come fosse Gotham City. Dell’amore ce ne parla con le urla e le percussioni violente di Cuore Aperto. Il sesso migliore lo rappresenta con le chitarre rumorose di Tatuaggi. Dall’intro sembra iniziare Smell like teen spirit, invece è Lake Placid. Chiudono le vertigini tra rap e rock di Kill me.

Uale live al Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

Uale è un cantante, produttore e compositore. Dopo aver militato nella scena punk/rock italiana ed europea, ha deciso di iniziare il suo progetto solista nel 2018 diventando uno tra i primi esponenti dell’ “emo rap” in Italia. Così come, a seguire, c’è xDiemondx che è cantautore, rapper, produttore e videomaker. Forse sono tutte le loro skills aggiuntive a far percepire subito la loro musica più pronta all’edit, rifinita e commerciale.

xDiamondx nel backstage del Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

Uale canta Shangai, 2020, DIQQUA e Re-Wind. xDiemondx, invece, Nuove Nike vecchie Vans, Andare avanti, Non ci credo che ti penso ancora, Errore 404 ed Oh no.

Chiude la lunghissima serata la Suicide Gvng. Sul palco sono una vera gang, si divertono e si abbracciano. Fanno parte di quei trapper italiani con nuove sonorità che spaziano tra emo, punk e metal

Suicide Gvng live al Wendy Night. Foto di Daniele L. Bianchi

Si sente l’esperienza del freestyle, l’autenticità. Si sente tutta la voglia di esprimere la propria emotività, la voglia di sentirsi capiti, di sentirsi parte di un gruppo di persone che sanno di essere un Disastro, proprio come dice una loro canzone. Ci fanno ascoltare Heartbreaker, 9MM, Paranoia e, per ultima, Hangover. Un titolo che è sempre la parola giusta per descrivere serate di questo tipo.

Per finire c’è il dj set a cura di Yuks: tutte le hit del filone punk-rock-emo classe 2006 e tanta nostalgia.

Era solo la prima volta di Wendy, di quelle prime volte talmente belle che non le dimenticherai. Per le prossime, come si dice a Roma, il consiglio è “siateci!”

a cura di
Lara Melchionda

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