Deep Purple – Mediolanum Forum, Milano – 17 ottobre 2022

Deep Purple – Mediolanum Forum, Milano – 17 ottobre 2022
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I Deep Purple, storica e leggendaria band hard rock inglese composta da Ian Gillan (voce), Don Airey (tastiera), Roger Glover (basso), Ian Paice (batteria) e Simon McBride (chitarra), arrivano al Mediolanum Forum di Milano per scuoterne le fondamenta. In apertura i Jefferson Starship, band californiana nata nel 1974 dallo scioglimento dei Jefferson Airplaines

Mentre i Jefferson Starship scaldano il pubblico con alcune delle loro canzoni più famose come White Rabbit e Somebody to Love (in verità rese celebri dalla prima emanazione della band, i Jefferson Airplane, ndr), mi dirigo con non poche difficoltà al mio post, pronto a godermi lo spettacolo dei Deep Purple.

Il primo concerto finisce e la scritta Jefferson Starship sullo schermo viene sostituita con una foto di un ghiacciaio con le facce dei membri della band scolpite sopra, stile monte Rushmore.

E, dopo un’attesa di circa mezz’ora, alle 21:15 arrivano finalmente i Deep Purple sul palco. Inizia lo show!

Gioia per le orecchie, ma anche per gli occhi!

Il concerto inizia subito col botto, con il chitarrista Simon che si scatena in un assolo per introdurre Highway Star.
Nel frattempo sullo schermo si stagliano le immagini dei vari membri della band, alternate con altre in cui si vede un tunnel psichedelico illuminato con luci di ogni colore.

Non fa in tempo a finire la prima canzone che subito si parte con la seconda, Pictures of Home, anche qui con un bellissimo assolo di chitarra ma anche tanta tastiera e un basso spinto al massimo, con ogni nota che faceva tremare il pavimento del palazzetto.

Dopo No Need to Shout arriva finalmente il momento di sentire parlare, seppur poco, Ian, che saluta e ringrazia il pubblico per le “great vibes” e introduce Nothing at All descrivendola come una canzone su madre natura.

Commozione e divertimento

Mantenendo la linea del “poche parole e tanta musica”, Ian introduce Uncommon Man dedicandola all’amico e membro fondatore dei Deep Purple Jon Lord, tastierista e compositore della band, scomparso nel 2012.

L’atmosfera è pregna di commozione e tutti ascoltano in rigoroso silenzio Simon, che si lascia andare in un lungo assolo di chitarra, in cui tiene ogni singola nota, facendole stridere, come se fossero sofferte.

Dopo questo momento triste ed emozionante ne arriva uno più leggero, infatti il tastierista Don Airey diventa protagonista con un assolo di Hammond durante il quale, a un certo punto, mantiene un accordo, abbandona la tastiera e si beve un sorso di birra.
Poi torna di nuovo a far scorrere le proprie dita sui tasti e introduce Lazy.

Durante questa canzone abbiamo anche potuto ascoltare Ian suonare l’armonica.

Omaggio all’Italia

Subito dopo Lazy, Ian decide di concedersi qualche altra parolina per introdurre la canzone successiva:

“Nella vita, a volte, tutto quello di cui abbiamo bisogno è un po’ di dolcezza, qualche amico e magari un lavoro, e stiamo piuttosto bene così.
Eppure, quello che sentiamo dire da quella sezione della società non sono altro che lamenti sul fatto che non hanno abbastanza.
Dall’altro lato ci sono persone meno fortunate, come i disabili, o persone con altri problemi, che spesso sono più stoici e non si lamentano mai, nonostante tutto.
Questa canzone è dedicata a loro e si chiama When a Blind Man Cries.”

In questa canzone Ian dimostra che alla sua veneranda età è ancora perfettamente in grado di raggiungere note alte e tenerle come se nulla fosse.

Passando per la bellissima canzone Anya arriviamo a un altro bel momento in cui Don Airey sfoggia tutto il suo talento con l’Hammond, facendo un lunghissimo assolo introduttivo a Perfect Strangers in cui si sbizzarrisce inserendo diverse ‘arie’ storiche italiane come “La donna è mobile” (dal Rigoletto di Verdi) e “All’alba vincerò” (dal Turandot di Puccini).

Omaggio molto apprezzato da tutto il pubblico che ha applaudito la performance del tastierista.

Smoke on The Water

Ed eccoci al momento più atteso della serata, alla canzone leggendaria che dal 1972 ad oggi, passando di generazione in generazione, non ha mai smesso di darci la carica ogni volta che ne abbiamo avuto bisogno, senza invecchiare mai. Smoke On The Water!

Dopo una breve intro Simon si dirige verso il centro del palco e inizia a suonare gli accordi che ogni chitarrista che si rispetti conosce e che fanno infiammare tutto il pubblico.

Tutti quanti cantavano in coro il ritornello e speravano che la canzone non finisse mai e, per fortuna, è durata ben 7 minuti! Quando Ian ha lasciato cantare il pubblico, però, l’energia è stata meno di quanto mi aspettassi. Sarà stata l’età media alquanto alta.

Nonostante questo è stato comunque uno spettacolo unico assistere all’esibizione di questo capolavoro dal vivo.
Mi brillavano gli occhi dall’emozione. Ma questo in realtà è successo per quasi tutto il concerto.

Encore

Dopo una breve pausa in cui hanno lasciato il palco, i Deep Purple sono tornati per altre due canzoni.

La prima è stata una lunghissima versione di Hush, in cui c’è stata anche una jam session poco prima della conclusione.

La seconda è stata Black Night, durante la quale il chitarrista Simon si è portato al centro del palco e ha incitato il pubblico a cantare le note che lui suonava con la chitarra.
Di solito è una cosa che fanno i cantanti, ma probabilmente Ian ha pensato di non avere più l’età per queste cose e l’ha lasciato fare al membro più giovane della band.

Conclusioni molto a caldo

Devo ammettere che, per quanto io abbia sempre apprezzato i Deep Purple, non mi sarei mai aspettato uno spettacolo di questo tipo. Non perché dubitassi della qualità della band ma per via dell’età avanzata.

Mi chiedevo “quanto potranno mai spaccare dei tizi che stanno per raggiungere gli 80 anni?”. Beh, la risposta è: parecchio. Vi posso assicurare che a vederli sembrano ancora dei giovanotti con l’energia di una bomba nucleare.

Inoltre mi ha fatto molto piacere vedere che, in un concerto in cui l’età media del pubblico era “signora che fa la videochiamata alla figlia e inquadra sé stessa invece del palco”, c’erano anche dei giovani che si godevano entusiasti lo spettacolo.

Finché ci saranno band come i Deep Purple e giovani che vengono ad ascoltarli il rock non morirà mai!

Smoke on the water
And fire in the sky!

Cari Deep Purple, questa volta il fuoco lo avete portato anche sulla terra!

Di seguito la scaletta del concerto:

  1. Highway Star
  2. Pictures of Home
  3. No Need to Shout
  4. Nothing at All
  5. Uncommon Man
  6. Lazy
  7. When a Blind Man Cries
  8. Anya
  9. Keyboard Solo
  10. Perfect Strangers
  11. Space Truckin’
  12. Smoke on the Water
    Encore
  13. Hush (Joe South cover)
  14. Black Night

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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