Mahmood – Luce Music Festival, Molfetta – 23 luglio 2022

Mahmood – Luce Music Festival, Molfetta – 23 luglio 2022
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Mahmood porta il suo Ghettolimpo Tour in quel di Molfetta per una delle date del Luce Music Festival in un tripudio di emozioni e risate conquista tutti

La location

Mahmood ha portato il suo Ghettolimpo Tour sul palco del Bataclan di Parigi, ha calpestato il palco di Sanremo, ma scommettiamo che un palco sul porto non lo aveva ancora avuto. Il mare è una tavola, fa caldo, ma nell’aria c’è vento di estate, di relax e pure quell’eccitazione da live che, puntualmente, si percepisce prima che le luci si abbassino e inizi la magia.

La Banchina San Domenico a Molfetta è la piazza perfetta per i concerti estivi, non è al chiuso, l’aria circola e non ci si accalca come avviene nei Palazzetti. Certo la gente ci sta, e non è poca.

In fin dei conti quante volte può capitare di avere il vincitore del Festival di San Remo in Puglia? Poche, ve lo dico io, quindi ne approfittiamo tutti, inclusi quelli che, non hanno il biglietto e provano a spiare, invano dalle piazzette limitrofe.

Le palme della Banchina di San Domenico e i fan
Il tour

Il Ghettolimpo tour prende il nome dall’ultimo EP di Mahmood, un EP in cui la sonorità e la sua voce te lo fanno riconoscere subito. Sai che dietro c’è lui, dalle parole, dalla musica, dalla stessa voce cosi caratteristica e unica.

Mahmood ha un tratto distintivo che lo rende unico e riconoscibile. Quel tratto viene enfatizzato e accompagnato da una band di tutto rispetto: Francesco Fugazza, Marcello Grillo ed Elia Pastori.

Tra note mediorientali, r’n’b e soul indussi sono i “brividi” che crea con queste ultime produzioni in cui Alessandro si racconta senza troppi filtri.

I fan
La neo 18enne

Come ad ogni live provo ad arrivare prima dell’inizio. Mi piace respirare nell’aria l’attesa e l’adrenalina, mi piacciono i cori da stadio che incitano all’ingresso anticipato del musicista. Mi piace ascoltare e chiacchierare.

Tra il pubblico una neo 18enne che sta festeggiando il compleanno in transenna. Ha una candelina. E’ emozionata ed ha scelto, per me, il modo migliore per entrare nell’età adulta: un concerto del suo artista preferito. In questo caso Mahmood.

Poi ci sono le fan quelle che fanno un basso alle groupie degli anni sessanta. Creatrici del fan club di Mahmood, lo seguono in ogni dove e in ogni luogo, emozionate come la prima volta che lo hanno visto.

Coppie di fidanzati, amici con comitive al seguito, mamme che accompagnano le figlie e stanno li da ore sotto una cappa di calore assurda. I fan, ammettiamolo, sono una delle parti belle dei concerti.

Il concerto
Mahmood nell’ombra a inizio live

Le luci si abbassano, sul palco entrano prima i musicisti e infine lui nell’oscurità fa capolino sul palco e inizia il canto in quel vedo e non vedo creato dal fumo e dalla luce tenue che ne illumina solo il contorno. Il resto è un Mahmood che si dona, emozionato con la pelle d’oca nonostante i 37 gradi.

Balla, canta e ringrazia per ogni piccolo o grande cartellone. Ama i suoi fans e lo si denota dall’emozione con cui chiede di cantare con lui Inuyasha. Alessandro è così, ti prende per mano e ti rapisce a suon di parole che vanno dritte al punto di rottura chiamato emozione. E i brividi sono quelli che lui ti crea.

a cura e foto di
Iolanda Pompilio

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