Se a pagare l’allargamento della NATO devono essere i curdi

Se a pagare l’allargamento della NATO devono essere i curdi
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Il 28 giugno è stato firmato un accordo tra Turchia, Finlandia e Svezia. Questo significa la fine del veto di Ankara che ha impedito l’entrata nell’Alleanza Atlantica dei due paesi. Ma a che patti sono dovuti scendere?

Il presidente turco Erdogan è riuscito a continuare la sua politica di isolamento e attacco al popolo curdo, sperando di scoraggiare le istanze separatiste portate avanti da anni. Questa volta la strategia coinvolge i futuri membri della NATO.

Recep Tayyip Erdoğan
Le condizioni

Finlandia e Svezia potranno entrare nell’Alleanza Atlantica dato che la Turchia, l’unica ad essersi inizialmente opposta, ha accettato l’allargamento. Ma non senza richieste: l’abbandono del sostegno al popolo curdo e la fine dell’embargo sulle armi turche, in seguito all’attacco del 2019 in Siria del Nord da parte di Ankara. In più la Turchia ha chiesto l’estradizione di 33 terroristi curdi.

I due paesi nordeuropei insieme hanno ospitato e ospitano tutt’ora centinaia di migliaia di rifugiati curdi così integrati che, come nel caso svedese, sono entrati in Parlamento. Militari svedesi e finlandesi hanno addestrato le milizie curde YPG/YPJ (Unità di Protezione Popolare/Unità di difesa delle Donne) le quali hanno avuto un ruolo importantissimo nella lotta all’ISIS, artefici del respingimento dell’assalto alla città di Kobane.

Milizie YPG. Foto da Osservatorio diritti


Anche alcuni membri del PKK, organizzazione terroristica secondo Turchia, Unione Europea e USA, hanno trovato rifugio in Nord Europa.

Così la paura di un allargamento russo fa voltare le spalle a questa comunità; rappresenta circa il 20% della popolazione in Turchia e negli ultimi anni sta sperimentando un innovativo sistema di democrazia confederale, basata sulla parità di genere, lotta al capitalismo e rafforzamento dei diritti civili. Il Kurdistan prende le zone di quattro stati: Turchia, Iraq, Iran e Siria e gli abitanti di quest’area hanno lingua e cultura propria.

Kurdistan

L’eventualità di una guerra intimidisce e così, per mettersi a riparo, si è arrivati all’accettazione delle condizioni imposte da Erdogan; già qualche giorno fa il presidente turco si era preparato ad entrare in Siria con l’esercito per costringere i curdi siriani ad emigrare nascondendosi dietro la causa ucraina.

L’allargamento della NATO non è stato certo ben visto da Putin. Infatti, il Cremlino ha dichiarato che sarà obbligato a rispondere simmetricamente a qualunque trattamento sarà sottoposto.  Citando The Guardian, che riporta le parole del presidente russo: If Finland and Sweden wish to, they can join. That’s up to them. They can join whatever they want.

da ANSA

a cura di
Alice di Domenico

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