Benvenuti nella “Harry’s House”

Benvenuti nella “Harry’s House”
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É uscito da due settimane l’ultimo album di Harry Styles, “Harry’s House”. L’artista britannico torna dopo 3 anni con un nuovo lavoro pronto a far innamorare ulteriormente il proprio pubblico.

Harry Styles è stato il componente di maggior successo dell’ex boy band One Direction da quando è stata decisa la pausa del progetto per seguire i rispettivi percorsi da solisti. Harry ha raggiunto un numero di ascolti importante, ha vinto diversi premi ed è diventato una vera propria icona nel mondo del pop, oltre che diventare una figura di riferimento del gender fluid.

L’album precedente a “Harry’s House” è stato “Fine Line“, un disco difficile da dimenticare e rimasto impresso nella memoria collettiva. “Golden“, “Watermelon Sugar” e “Falling” sono delle vere proprie hit cantate nel mondo milioni di volte e lo stesso “Fine Line” ha significato molto per lo stesso artista e per il suo pubblico.

Il nuovo disco

È sempre difficile far accogliere a braccia aperte un nuovo disco rispetto a uno precedente di ottima qualità e di successo. “Harry’s House” segna però l’ennesima mattonella di un percorso di grosse soddisfazioni per Harry Styles.

Il nuovo album riprende e ricorda diverse sonorità del lavoro precedente. L’artista ha deciso però di sperimentare ulteriormente, cercando di dare un nuovo taglio alla sua musica. Il genere è sempre riconducibile al pop seppur ogni traccia presenti influenze da vari generi.

L’utilizzo di molteplici strumenti e suoni campionati “insoliti” hanno sicuramente contribuito a dare “freschezza” a queste nuove tracce. È presente anche una forte influenza delle sonorità degli anni ’80 prese, rinnovate e adattate al pop moderno.

Harry Styles in tour (fonte: ig – harrystyles)
Track by track pt.1

La prima traccia “Music for a Sushi Restaurant” è una intro azzeccata. I fiati e le percussioni, oltre al coro di voci costanti nel ritornello sembrano emulare un annuncio di una vera propria entrata nel mondo di Harry Styles. Anche il giro di basso presente in buona parte della canzone ti rapisce risultando molto catchy e accattivante, provocandoti un movimento di testa prima ancora tu possa accorgertene. Il testo in questo caso non è nulla di significativo, ma è pur sempre una intro. Sushi and Chill.

Late Night Talking” è il primo di tanti brani d’amore del disco, ma il motivetto che lo caratterizza lo rende uno dei brani più iconici dell’album. È molto facile rispecchiarsi in questo brano dato che si riferisce principalmente a quel momento della notte dove le conversazioni con il proprio partner sul tutto e sul nulla sono le protagoniste. Bla BlAmore.

Grapejuice” sfrutta molto l’effetto “voce radiofonica” e anche questo brano ha come tema principale l’amore, in particolare il godersi gli attimi passati insieme. La traccia risulta molto romantica, ma a livello di suono forse risulta una delle più difficili da “accettare”. “Desidera del bianco? No, rosso.

As It Was” è il brano hit dell’album. La scelta di farlo uscire come singolo è stata un’ottima trovata, è il brano giusto arrivato nel periodo giusto. Risulta inoltre uno dei brani più profondi e introspettivi del disco. Il cambiamento è sicuramente uno dei temi più calcati all’interno di questa canzone, così come in “Harry’s House“. Meritano infine una menzione d’onore anche le campane utilizzate nella parte strumentale nell’outro. Suonan le campane din-don-dan.

Anche “Daylight” è un pezzo d’amore e calza perfettamente come un motivetto da ascoltarsi di prima mattina, appena svegli, per prepararsi una buona colazione. Il testo sembra raccontare di una coppia distante ed Harry non accetti questa situazione. Consigliamo per il vostro benessere le percussioni del brano, piuttosto che un trattamento termale. Una colazione amara.

In “Little Freak” la relazione precedente sembra essere arrivata a una conclusione con il protagonista ancora preso dalla storia e incapace di poter intervenire, rimanendo solamente a pensare intensamente a quella persona. Molto interessante l’uso di più voci nel brano come quasi impersonassero quelle nella propria testa quando si hanno mille pensieri, soprattutto nel campo dell’amore. L’amore rende ciechi (e pazzi).

Ascolta “Harry’s House” su Spotify.
Track by track pt.2

Matilda” è il brano spezzacuori del disco (ndr, finalmente niente amore). Con un giro di chitarra acustica, Harry narra di questa persona indefinita con un rapporto familiare difficile e che lo stesso invita a ribellarsi, a crearsi una nuova vita e la incoraggia a non farsene una colpa. *Il corpo umano è fatto del 30% d’acqua.

Cinema” ritorna al tema dell’amore con un Harry Styles ancora perdutamente innamorato di questa persona a cui si sta rivolgendo. Anche questo brano fa l’occhiolino agli anni ’80, ma rispetto a “As It Was” risulta 10 spanne sotto. Al “Cinema” per un cinepanettone.

Al contrario delle precedenti “Daydreaming” fa scatenare Harry che parla di come questo amore fosse un sogno a occhi aperti. Il brano risulta energico, dance e con una velocità di bpm superiore agli altri pezzi “amorosi”. Un brano per prendersela bene e celebrare l’amore in tutte le sue forme. Ahhhh l’amour

In “Keep Driving” la relazione di cui si parla tanto nel disco viene paragonata a un viaggio in auto ordinario con minime preoccupazioni. Al ritornello però

A small concern with how the engine sounds
[…]
I would ask, “Should we just keep driving?”

ci si accorge forse che non sta andando tutto bene, e non è davvero tutto rose e fiori. Il ritmo della canzone sembra rispecchiare quasi quello di un viaggio giustappunto, interrompendosi solo durante il ritornello quando viene maturata l’amara verità. La macchina del capo ha un buco nella gomma.

L’undicesima traccia “Satellite” risulta una delle canzoni più leggere a livello di sonorità. In molte canzoni dell’album sembra che il mood sia felice, ma analizzando bene il testo risulta poi invece l’opposto. Il protagonista del pezzo si sente un satellite, presente ma distante dalla persona interessata. Qui non prende…

Boyfriends” è l’altra traccia dove l’artista sembra riferirsi a terzi più che a un’esperienza autobiografica. In questo caso Harry racconta delle relazioni tossiche vissute da persone vicine a lui, narrando di come i rapporti non siano sempre positivi e le persone vicine a noi non vogliano sempre il nostro bene. La chitarra acustica si adatta bene con la narrazione di questa tematica. Meglio soli che mal accompagnati.

Il disco termina allo stesso modo con cui termina l’amore di cui Harry ha manifestato l’esistenza durante tutto l’album. “Love Of My Life” è infatti una dedica finale alla persona che pensava rispecchiasse l’amore della sua vita, di cui è ancora certo, convinto di aver finalmente trovato “quella giusta”. I finali tristi sono i migliori.

Come è andato il tour in casa di Harry?

Il disco è molto self-explanatory, non fa giri strani o si inventa particolari scenari. Harry Styles nella maggior parte delle canzoni narra di proprie esperienze, in particolare il soggetto principale di diverse canzoni è una relazione amorosa travagliata, ma per cui ci stava mettendo anima e corpo. Il modo in cui viene però narrato di queste vicende personali è magico, Harry riesce a raccontarlo in modo da rendere tutto poetico e come pochi altri sanno fare.

L’album non ha avuto troppe pretese, l’hype celatosi dietro è stato tanto, ma Harry stesso sembra non aver voluto giocare troppo al nuovo gioco nella musica del “devi esagerare per riscuotere successo“.

È un album di tutto rispetto con un mood molto rilassato finché lo si ascolta superficialmente. I testi infatti celano sentimenti più negativi di quello che prospettano le varie melodie. È un album a multi uso, può servire per farci sfogare da relazioni finite ma potrebbe anche essere sfruttato negli ascensori per sostituire quei motivetti che ormai ci hanno rotto le *alle.

a cura di
Luca Montanari

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