Il vergognoso episodio di razzismo allo Stadio Olimpico in Lazio-Verona

Il vergognoso episodio di razzismo allo Stadio Olimpico in Lazio-Verona
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L’orrore del razzismo ritorna a colpire i nostri stadi 

Ci troviamo allo stadio olimpico di Roma. É una calda serata di maggio e si è appena finita di disputare l’ultima partita di campionato per la Lazio, che vincendo sul Verona si classifica quinta. A bordo campo c’è un ragazzino, sta lavorando come steward.

Probabilmente è uno sportivo, ama il calcio ed è felice di fare quel lavoro per assistere dal vivo alle giocate dei suoi campioni preferiti.

Poco dopo il 90esimo però, qualche tifoso della Lazio dal settore nord inizia ad insultarlo.

Il motivo? il colore della sua pelle.

Nel video che testimonia l’accaduto e che ha fatto il giro del web il “tifoso” in questione inizia a gridare al ragazzo: “Pezzo di m***a” “te rimandiamo a casa col gommone”. Il ragazzo all’inizio rimane impietrito ad ascoltare gli insulti gratuiti che sta ricevendo, ad un certo punto però la pazienza viene meno e reagisce indicando l’aggressore.

A quel punto si avvicina un altro steward che gli parla convincendolo ad abbandonare il campo, come se il problema fosse lui, o come se nascondendolo si risolvesse la questione.

Abbiamo un problema razzismo nel nostro calcio 

Quante volte abbiamo sentito questa frase? Nel nostro calcio ogni stagione non mancano mai episodi incresciosi analoghi a questo. Episodi che ledono la dignità umana e che fanno venire il voltastomaco a chi ama il calcio e non.

Sono state tante le campagne contro il razzismo promosse dalla serie A e dalla Uefa negli ultimi anni, peccato che poi il problema si ripresenti costantemente, a discapito degli slogan.

Possibile che in ambienti controllati come gli stadi (si accede con biglietti nominali) non esista un sistema in grado di isolare e perseguire legalmente chi commette questi crimini?

Possibile che la politica e le istituzioni non siano capaci di creare un sistema in grado di salvare il nostro calcio da questo scempio?

Il commento politico 

Il ministro Di Maio ha commentato con un lungo post su Facebook l’accaduto:

“C’è chi lo chiama tifo e li definisce tifosi. No, gli autori di questi insulti razzisti, rivolti a un ragazzo a bordo campo allo stadio Olimpico, sono solo vigliacchi. Vigliacchi, ecco cosa siete. In Italia non c’è spazio per queste discriminazioni e per quest’odio. Non è tollerabile alcuna forma di razzismo, serve la ferma condanna di tutti, senza esitazioni. Massima solidarietà. Lo sport, il calcio, è un’altra cosa!”.

Frasi fatte, già sentite, e troppo banali per poter veramente cambiare le cose.

Troppo poco per un sistema calcio vittima ogni anno di episodi analoghi a quello appena raccontato, dove gli stadi si trasformano in luoghi dove spesso tutto è concesso e dove questi comportamenti rimangono tristemente impuniti.

La risposta della società

La società biancoceleste ha nel frattempo preso le distanze e formalizzato una denuncia che partirà non appena i responsabili verranno identificati.

Chi scrive spera che finalmente lo sport nostrano venga ripulito da comportamenti disumani e che finalmente gli stadi italiani inizino ad essere posti dove ammirare con passione uno degli sport più seguiti ed amati al mondo: il calcio.

A cura di
Nicolò Mangano

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Nicolò Mangano

Nicolò Mangano

Un pensiero su “Il vergognoso episodio di razzismo allo Stadio Olimpico in Lazio-Verona

  1. Analisi ben fatta e lucida. Purtroppo l’incitamento all’odio avviene fin dai primi calci, soprattutto da parte di figure centrali come genitori e allenatori.
    On top c’è chi nel 2022 va ancora allo stadio (con gruppi ultras dichiaratamente fascisti) per insultare gli steward di colore e a cui andrebbe chiesta la daspo dalla civiltà e non solo dagli stadi.

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