Eurovision Song Contest 2022 -Pagelle della 2^ semifinale

Eurovision Song Contest 2022 -Pagelle della 2^ semifinale
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San Marino e Achille Lauro fuori dall’Eurovision, The Rasmus tornano in auge (ed è subito 2004). Seconda semifinale più fiacca e con meno colpi di scena rispetto alla precedente.

Diciamolo con tutta franchezza: la prima semifinale è stata di gran lunga più interessante. A livello di buone canzoni, questa seconda serata dell’Eurovision ha regalato una Serbia con annesso tutorial su come lavarsi le mani (Barbara D’Urso sarebbe orgogliosa), a livello di carrozzone, invece, la fiera di paese portata da San Marino, senza contare le crisi d’identità della Romania.

Ma bando alle ciance e ciancio alle bande, ecco le pagelle della seconda semifinale dell’Eurovision 2022

Finland: The Rasmus – Jezebel (in finale)

Lauri Ylönen stile IT a inizio esibizione, palloni neri, stempiatura coraggiosa e un motivetto che è pronto per far urlare “Rock!” ai conduttori di “Uno Mattina”. Momento saliente: Lauri che con sdegno butta via l’impermeabile da maniaco sessuale per sfoggiare un fisico da “Ho superato i 40 ma ancora mi difendo”. Voto: 6,5, out the shadow

Israele: Michael Ben David – I.M

Esteticamente un Francesco Gabbani con il pallino della moda. Musicalmente il reginetto della voce calante. Una dance da aperitivo violento con Bacardi Breezer. Voto: 5, ogni tanto scendi da questo piedistallo

Serbia: Konstrakta – In Corpore Sano (in finale)

Un catino e lavaggio insistente delle mani ed è subito tutorial di Barbara D’Urso 2.0. Però il ha un ritmo malato che prende. Sarà per tutto quel muovere le mani anche stile Regina Elisabetta (ciao ciao). Altro aspetto positivo: Roccacalascio sullo sfondo. Voto: 7, tutorial premium sponsored by Neutro Roberts

“Con le mani, con le mani ciao ciao”
Azerbaijan: Nadir Rustamli – Fade To Black (in finale)

Hanno spaccato in due una tribuna posticcia. Cantare sdraiati sul fianco però non è facile, lo ammettiamo. Però questa “Who wants live forever” dei poveri ha rotto le palle dopo dodici secondi. Peccato per i vocalizzi potenzialmente ottimi, ma sempre in bilico sul filo del vaffanculo. Voto 5, almeno finisce presto

Georgia: Circus Mircus – Lock Me In

Prendete un rif di un brano simil progressive a caso degli anni ’70, prendete Beck, un riff popolarissimo per ritornelo e oplà (cit. ultratrentenne). Il circo ti regala good vibration riciclate. Qualcuno la chiama musica biologica. Voto: 6, ecosostenibili

Malta: Emma Muscat – I Am What I Am

Interessante versione orchestrale di un brano del Disney Channel a caso. Lei bellissima, ce ne siamo innamorati nonostante le Fornarina ai piedi. Poi ha iniziato a cantare la pubblicità del Lines Idea Ultra senza azzeccare una nota nemmeno per sbaglio. Not good. Voto: 4,5, volo Ryanair per il ritorno già pronto

San Marino: Achille Lauro – Stripper

L’Eurovision si tramuta nel Luna Park di periferia durante le celebrazioni della Madonna delle Grazie. Talmente trash, esagerato con quel toro meccanico che compare dal nulla, da farti dire con naturalezza “Dove sono le autoscontro?”. In Europa dicono abbia plagiato i Maneskin, in realtà continua a plagiare se stesso. San Marino ha puntato tantissimo su di lui, ma non va in finale. Sempre detto che avrebbero dovuto puntare sui Nanowar of SteelVoto: 6, inserire gettone

Australia: Sheldon Riley – Not The Same (in finale)

L’uomo lampadario nuovo supereroe dell’Universo Marvel. “Solita” canzone struggente, ma Sheldon (non Cooper) ha una voce davvero impeccabile e, finalmente, la scenografia non è così sborona da distrarre dall’esibizione vera e propria. Colpo di scena finale: quando si toglie la maschera si scopre essere il sosia Peter Parker. Voto: 8, supereroe di riserva

Cipro: Andromache – Ela

Elogio alla bellezza. In redazione, a prescindere dal sesso di ciascuno di noi, siamo innamorati di Andromache. Poi, d’accordo, l’esibizione sembra un film della Disney uscito da una videocassetta tarocca di inizio 2000, l’intonazione è tra il “ora mi stronca le orecchie” e “ok, ci siamo salvati”, ma c’è stato di peggio. Voto: 6, aggiunta nella playlist “Tour Operator – Estate 2022”

Irlanda: Brooke – That’s Rich

L’Irlanda, il folk in tutte le salse. Invece NO. Qualcosa è andato storto. Frozen low budget con musica tamarra da hit youtube degli anni ’10. Ma senza le correzioni di intonazione. Demi Lovato senza fortuna. Male male male. Voto: 4, imbarazzo da YouTube 2010

Macedonia del Nord: Andrea – Circles

Non sono io a cantare, ma la nord macedone. Ma vale il discorso che il sottoscritto fece per la prima semifinale: basta con ‘ste canzoni fintamente emozionali, soprattutto se i vocalizzi non riuscite a gestirli. Bene che vada, disintegrate le gonadi. Voto: 5, mobbastaveramenteperò (cit. Maccio)

Estonia: Stefan – Hope (in finale)

Nei Paesi baltici devono aver scoperto da poco il country-folk. Dopo la Lettonia, anche l’Estonia si presenta con un country-western finto quanto una scenografia di Cinecittà, ma prende. Una versione scarica di Avicii, ma confezionata non così male, solo con 8-10 anni di ritardo. Voto: 6,5, back to the future (iiih-ah *rumore di frusta*)

Romania: WRS – Llámame (in finale)

Non puoi distrarti un attimo che al posto dell’Eurovision parte la nuova edizione di “Ballando con le stelle” versione andalusa. Ma siamo in Romania, non in Spagna. C’è della confusione. Voto: 5,5, Ricky Martin ordinato da Wish

Polonia: Ochman – River (in finale)

Polonia, terra dei Behemoth. E di Ochman, il Justin Timberlake se non si fosse ripreso dopo la rottura con Britney Spears. Chiariamoci, non è una cattiva voce, ma tutto già sentito. Un po’ come alle manifestazioni con Landini. Voto: 5,5 eleganza stantia

Montenegro: Vladana – Breathe

Se Game Of Thrones incontrasse Gossip Girl, questa sarebbe la colonna sonora portante. La parabola attaccata dietro di lei è un chiaro riferimento al potere di Rupert Murdoch e di Sky. Voto: 6,5, serie tv di quasi successo

Belgium: Jérémie Makiese – Miss You (in finale)

Giacca rubata ai Rockets e capello ossigenato degno dei Lunapop, canzone perfetta per adolescenti in esplosione ormonale. Ogni tanto si dimentica di dover cantare e il cigno torna anatroccolo, ma vabbè, il Justin Timberlake di borgata si fa perdonare. Voto: 6-, ormone sobillante

Sweden: Cornelia Jakobs – Hold Me Closer (in finale)

Ammiccamenti e scopiazzamenti a Let Outside Alone se fosse cantata da un’energica Lana Del Rey, forse il rammarico più grande di questa serata dell’Eurovision. Potenzialmente un buon pop, concretamente interessante quanto il prosciutto cotto in sconto all’Eurospin. Voto: 6, Lana Del Rey ha devastato questo Paese (semi-cit.)

Czech Republic: We Are Domi – Lights Off (in finale)

Improvvisamente abbiamo voglia di un Sex on The Beach e di capire perché quel figurante suoni così irrealisticamente il basso con un arco da violoncello. Ma, alla fine, non ci interessa. Vogliamo la discoteca, i free drink, le risse sfiorate perché quel tizio ha una maglietta Disquared molto simile alla tua. Voto 7,5, shottino gratuito d’inizio serata

a cura di
Andrea Mariano

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Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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