Murubutu e i mille volti della pioggia

Murubutu e i mille volti della pioggia
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Esce oggi “Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali” il nuovo album di Murubutu ispirato dalle mille sfaccettature che il fenomeno atmosferico può assumere. La tempesta si fonde all’amore e con esso assume diverse accezioni.

Come nei suoi album precedenti, Murubutu si discosta dall’invettiva e dalla retorica tipica dell’hip hop, delle posse e del rap per uno stile più emancipato ed elegante. Utilizza il dito che i suoi colleghi puntano verso un nemico non sempre ben descritto, per indicarci una via alternativa fatta di arte e letteratura. Dona una nuova veste ad un genere musicale ormai fine a sé stesso, perso nella pateticità e nel pedantismo del dissing e dell’auto celebrazione.

Murubutu ha la capacità di catapultare l’ascoltatore in altri luoghi ed epoche rendendolo testimone di incredibili racconti. Dalla storia d’amore di Markus ed Ewa divisi dal muro di Berlino, si passa dal 238 d.C. con “Legio XII fulminata”, fino ad arrivare al mito del diluvio universale. Allo stesso tempo, il rapper emiliano, riesce a coniugare la fantasia alla realtà volgendo lo sguardo ai problemi che affliggono il mondo che lo circonda. Il singolo diviso in due parti, “Black Rain”, che ha anticipato l’uscita dell’album, infatti, affronta il tema del cambiamento climatico mettendo in luce il modo in cui gli umani si trasformano da carnefici a vittime.

Il concept

Il nuovo disco di Murubutu non è fatto di certo per i meteoropatici. Piove, piove sulla mancanza, piove sulla giovane Greta, sulla nostalgia di Clara, piove infinitamente sulla prigionia e sui sogni di Ada. La pioggia, accompagnando scenari diversi, aiuta a trasmettere atmosfere contrapposte. Gran parte dei brani ruotano attorno a storie romantiche funzionali ad evidenziare la correlazione tra il tempo e la memoria, lo spazio, le condizioni umane, politiche e sociali.

Questo nuovo disco è il mio settimo tributo al connubio fra musica rap e letteratura nonché il mio quinto concept album. I brani che lo compongono hanno tutti un comun denominatore: la pioggia. La pioggia come scenario incantevole o temibile, come illusione del tempo sospeso; la pioggia come dono o punizione, paura o speranza ma soprattutto come metafora delle nostre infinite possibilità esistenziali, tutte contenute dentro a innumerevoli gocce che riflettono il mondo ognuna da una propria unica prospettiva.

Murubutu

Murubutu non ha mai nascosto l’intento didascalico del suo lavoro. Una chiara dimostrazione di questa sua intenzione è l’intro dell’album. “Ode alla pioggia”, nato dalla collaborazione con Dj Caster, oltre a presentare e lodare il concept del disco, va a toccare le opere di diversi artisti. Questa volta Murubutu si spinge oltre la letteratura addentrandosi anche nel mondo della pittura. Musicalmente l’album si presenta più evoluto rispetto ai precedenti.

L’evoluzione

Anche se il boom bap rimane uno tra gli elementi centrali dei dischi di Mariani, l’artista si apre ad altri generi. Addentrandosi nel reggae nel brano “Nuvole” e nel pop con la “simil-hit” “Multiverso”, Murubutu dimostra di aver acquisito una maggiore intraprendenza dal punto di vista sonoro. La melodia trascende dalla sua funzione di base (tipica della discografia di Murubutu), di tappeto sonoro funzionale al testo per assumere un ruolo centrale e attrarre su di sé l’attenzione. Pianoforti, archi e chitarre non sono mai stati così evidenti ed eccentrici nella discografia del rapper.

L’involuzione

La struttura dei brani rimane più o meno simile: le parole degli ospiti appartenenti alla scena rap, tra cui Claver Gold, Rancore, En?gma, Moder e Inoki, vengono inserite sempre alla fine dei pezzi, mentre le voci femminili come quella di Dia vengono relegate al ritornello e/o ai vocalizzi iniziali. Una caratteristica limitante per un artista con un enorme potenziale e con tutte le carte in regola per dare una svolta ad un panorama musicale statico e monotono.

Nonostante questo, con Storie d’amore con pioggia e altri racconti di rovesci e temporali”, Murubutu, si riconferma uno tra i più grandi autori che la musica italiana abbia mai avuto. Cosciente della maturazione melodica raggiunta farà i suoi live accompagnato da dei musicisti di ableton, basso, chitarra e tromba.

a cura di
Lucia Tamburello

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