Chi ti credi di essere?

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Il romanzo di formazione di Alice Munro che racconta la vita vera

Premio Nobel per la letteratura 2013, Chi ti credi di essere? di Alice Munro, racconta la vita di Rose, ragazza cresciuta in Ontario, Canada. Precisamente a West Hanratty, un paesino di provincia dove vive gente povera: operai, manovali e famiglie numerose di contrabbandieri occasionali.

Rose vive assieme al padre, uomo burbero che la educa a suon di botte, al suo fratellastro e Flo, la compagna di lui, con la quale ha, da sempre, un rapporto burrascoso

La famiglia vive in un retrobottega e Flo gestisce il negozio che Rose ha ereditato dai suoi genitori. La madre di Rose è morta, e sembra che suo padre abbia buttato via qualsiasi ricordo legato a lei. In realtà, gli unici momenti in cui viene ricordata sono quando si racconta della sua morte. Il padre di Rose lavora in un capanno dietro al negozio, dove ristruttura mobili. L’uomo è perennemente ammalato a causa dell’inalazione di gas tossici durante la guerra.

Rose vive la sua infanzia nella miseria, attorniata da un’umanità disperata e con poche prospettive per il futuro. Nelle stesse aule scolastiche, vige un profondo segregazionismo: da una parte i figli dei contadini, che fanno colazione con pane e melassa, tè e porridge; dall’altra, i figli della gente di città, che si gustano pane tostato, marmellata, uova e pancetta.

Tutti a West Hanratty vorrebbero andarsene. Infatti, saranno proprio una borsa di studio e la sua innata intelligenza, a salvare Rose da questa miseria.

Il romanzo si divide in 10 capitoli, ed ognuno racconta un episodio fondamentale dell’esistenza della ragazza.

Episodi che fanno parte della sua crescita: da bambina ribelle a studentessa brillante, da moglie di un marito che non ama più a madre, amante e, infine, donna indipendente.

L’opera si concentra in particolare sul rapporto ambiguo tra la ragazza e la matrigna Flo ( il titolo dell’edizione americana sarebbe The beggar maid. Stories of Flo and Rose). La donna ha infatti, una grande influenza sulla sua crescita e sulle sue relazioni sentimentali.

Flo è la classica donna di campagna, con una scarsa educazione e i modi bruschi, ed è merito suo se Rose non si sente mai completamente accettata dagli altri.

La matrigna, rappresenta anche il filo conduttore della vita di Rose.

Punto fermo da cui tornerà, una volta adulta, per dare una risposta alla fatidica domanda postale quando era ancora una bambina:

 “Chi ti credi di essere?”, “Chi è davvero Rose?”.

Il romanzo narra tutte le sfaccettature di Rose.

Racconta del difficile matrimonio con Patrick Blatchford, dottorando in storia, che viene da una famiglia molto ricca. Il ragazzo, sebbene per Rose sia parecchio affascinante, si comporta da snob e prende in giro le sue amiche e la sua famiglia.

Patrick è follemente innamorato di lei, ma si fa un’idea del tutto sbagliata di chi sia Rose.

Arriva a paragonarla alla Vergine Mendicante, una donna candida e remissiva, raffigurata in un’opera d’arte. Immagine con la quale la protagonista non si identifica per nulla. Il matrimonio, infatti, va presto alla deriva.

Racconta di una donna innamorata dell’uomo “sbagliato”, un violinista sposato con una sua amica. Rose diventerà la sua amante, e si imbarcherà in un lungo viaggio attraverso il paese, per poi essere brutalmente scaricata.

Racconta di una donna che insegna recitazione all’università, poiché il lavoro da attrice non le permette di mantenersi, e che ad una festa rimane ammaliata da un affascinante e arguto insegnante di lettere classiche. Per lui andrà a stare in campagna ma, anche in questo caso, il destino si rivelerà crudele per entrambi.

Lo stile della Munro, specializzata in raccolte di racconti che spesso hanno come protagoniste delle donne, ha la peculiarità di essere molto semplice e di descrivere esistenze comuni di gente normale. Storie di persone che potremmo incontrare tutti i giorni, e non di eroi dalla vita straordinaria. Le pagine scorrono velocemente e, al lettore, sembra di essere dentro alla vita di Rose, assieme ai suoi familiari e ai suoi amanti.

Questo grazie anche alla grande cura nei dettagli che l’autrice mette nel descrivere le piccole realtà di provincia, e i personaggi che le popolano.

Inoltre, un’altra caratteristica della Munro, è che mette in scena storie di donne dai caratteri forti ma, allo stesso tempo, molto fragili.

Il romanzo, tradotto da Susanna Basso, è stato pubblicato da Einaudi, dopo oltre trent’anni dall’uscita in patria. Sempre per Einaudi, l’autrice ha pubblicato anche Il sogno di mia madre (2001), Nemico, amico amante…(2003), In fuga (2004), Il percorso dell’amore (2005), La vista da Castle Rock ( 2007), Segreti svelati (2008), Lasciarsi andare (2014), La danza delle ombre felici (2013) e Uscirne vivi (2014).

a cura di
Silvia Ruffaldi

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Silvia Ruffaldi

Silvia ha studiato Scienze della Comunicazione a Reggio Emilia con il preciso scopo di seguire la strada del giornalismo, passione che l’ha “contagiata” alle superiori, quando, adolescente e ancora insicura non aveva idea di cosa avrebbe voluto fare nella vita. Il primo impatto con questo mondo l’ha avuto leggendo per caso i racconti/reportage di guerra di Oriana Fallaci e Tiziano Terzani. Da lì in poi è stato amore vero, e ha capito che se c’era una cosa che voleva fare nella vita (e che le veniva anche discretamente bene), questa doveva avere a che fare in qualche modo con la scrittura. La penna le permette di esprimere se stessa, molto più di mille parole. Ma dato che il mestiere dell’inviato di guerra può risultare un tantino pericoloso, ha deciso di perseguire il suo sogno, rimanendo coi piedi ben piantati a terra e nel 2019 ha preso la laurea Magistrale in Giornalismo e cultura editoriale all’Università di Parma. Delle sue letture adolescenziali le è rimasto un profondo senso di giustizia, e il desiderio utopico di salvare il mondo ( progetto poco ambizioso, voi che dite ?).

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