Calcio e musica: la storia di Ruud Gullit

Calcio e musica: la storia di Ruud Gullit
Condividi su

La storia che raccontiamo oggi parla di Ruud Gullit, centrocampista offensivo e icona del calcio anni 80’ e 90’. Come giocatore è stato capace di segnare caterve di gol e far gioire milioni di tifosi, soprattutto quelli del Milan, dove con Van Basten e Rjickaard ha composto il “trio olandese” del calcio delle meraviglie di Arrigo Sacchi.

Il Palmarès fa impressione, tra Feyenoord, Milan e Chelsea vince 3 campionati olandesi e tre italiani, a cui si aggiungono 3 coppe dei Paesi Bassi, 3 Supercoppe Italiane, 1 Coppa Italia, 1 Coppa d’Inghilterra, 2 Coppe dei Campioni, 2 Supercoppe Uefa e 2 Coppe Intercontinentali. Non è finita qui, Gullit vanta anche 1 Campionato Europeo con la nazionale olandese, 1 Pallone D’Oro e numerosi altri premi individuali.

Insomma stiamo parlando di una vera e propria leggenda del calcio mondiale. Ma che cosa c’entra Gullit con la musica? Per adesso ci basta sapere che il suo nome è stato in terza posizione in Hit Parade dei Paesi Bassi con il suo reggae.

Basta far caso poi ai suoi lunghi dreadlock e i suoi baffi neri per capire perché il personaggio di Ruud Gullit godesse di così tanti estimatori anche fuori dal rettangolo di gioco. 

Ruud Gullit: leggenda del calcio mondiale

Ruud Gullit era un centrocampista offensivo con una progressione ed una prestanza fisica fuori dal comune. L’esordio da professionista arriva nella stagione 1979-1980 all’Harleem, all’età di diciassette anni. Lascia la squadra che lo ha lanciato dopo 3 anni e 32 gol, per difendere i colori del  più blasonato Feyenoord.

Qui l’olandese vince i suoi primi trofei e in tre anni raccoglie 85 presenze e 31 gol. Nell’1985 viene acquistato dal PSV, dove milita per due stagioni. Qui Gullit si fa notare anche in ambito internazionale ed indossa la maglia della nazionale maggiore olandese per le prima volta.
Con gli Oranges segnerà 17 gol in 66 partite.

Il grande passo avviene nell’estate del 1987 quando viene acquistato dal Milan. Il Gullit che indossa la maglia rossonera è un calciatore all’apice delle sue potenzialità, che sono immense. Nel Dicembre dello stesso anno vince il Pallone D’Oro entrando di diritto tra le leggende del calcio europeo. Segna 35 gol e vince di tutto con i Diavoli, fino a quando nel 1993 viene acquistato dalla Sampdoria.

Da qui inizia una serie di operazioni che portano “Il Tulipano Nero” a vedersi rimbalzato tra Milan e Sampdoria per i due anni successivi, sempre da gran protagonista, mettendo nel palmares 56 reti totali nell’esperienza rossonera e 24 con la maglia doriana oltre ai numerosi trofei in nazionali, europei ed intercontinentali.

Chiude la sua esperienza italiana per volare in Inghilterra a difendere i colori del Chelsea. Tra le fila dei Blues vince addirittura un trofeo ricoprendo il doppio ruolo di allenatore-giocatore. Si ritira dal calcio giocato dopo essersi dimesso nel 1998, per proseguire solamente la carriera da allenatore. 

Gullit e l’esperienza da allenatore

Da allenatore Ruud Gullit vince una Coppa d’Inghilterra con il Chelsea e guida le squadre di Newcastle, Feyenoord e Galaxy, senza mai convincere fino in fondo. Viene scelto anche come selezionatore per la nazionale olandese Under-19 e affianca Advocaat come co-allenatore agli Europei della nazionale maggiore in Portogallo nel 2004.

Chiude la carriera da allenatore nel 2018, dimettendosi da vice commissario tecnico del’Olanda di Advocaat dopo aver fallito la qualificazione ai Mondiali. 

Ruud Gullit e la musica

La storia di Gullit fuori dal campo è condita di successi anche discografici. Ebbene si, il centrocampista olandese è stato capace di raggiungere le vette della hit parade dei Paesi Bassi nel 1987 con il suo singolo “South Africa”.

La storia del brano realizzato con gli amici Revelation Time, che ancora oggi ritroviamo in alcune compilation reggae popolari, è legata anche alla volontà di sensibilizzare le masse riguardo al tema della scarcerazione di Nelson Mandela.

L’esordio nel mondo della musica avvenne però nel 1984 con la pubblicazione di “ Not The Dancing Kind”, brano reggae di non troppo successo. Il lato B dello stesso contiene “Free Me”, altra traccia che unisce al reggae qualche percussione elettronica senza però convincere fino in fondo.

Nel 1986, l’anno prima della consacrazione calcistica di Gullit, il calciatore viene inserito insieme ad altri suoi colleghi nell’iniziativa Football Stars. I calciatori incisero un brano “Alleluiadestinato ad una raccolta benefica, ma difficile da ascoltare senza storcere la bocca. 

Un’operazione simile ma di stampo italiano fu quella intitolata The Champions, che vide Gullit insieme a Baggio, Maldini, Baresi e molti altri incidere il brano ”No Morea scopo benefico, anche questo di discutibile gusto musicale. 

Un campione dentro e fuori dal campo, che si è tolto lo sfizio di qualche successo in campo musicale, dopo essersi guadagnato un posto tra le Leggende del calcio. 

a cura di
Matteo Delfino

Seguici anche su Instagram!

LEGGI ANCHE – Addio a Diego Armando Maradona, il dio del calcio
LEGGI ANCHE – L’amore senza glutine di Simone Scrivani

Condividi su
Matteo Delfino

Matteo Delfino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *