Kekko Giugno e il suo esordio nel mondo della musica

Kekko Giugno e il suo esordio nel mondo della musica
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Una notte a danzare è il secondo singolo di Kekko Giugno, un giovanissimo artista emergente barese che, dopo aver collezionato premi e gare di ballo, ha deciso di muovere i suoi “passi” anche nel mondo della musica, scoprendo la passione per il canto e l’amore per la chitarra.

Francesco è un ragazzo determinato, con le idee molto chiare su ciò che vorrebbe fare “da grande” e ce la sta mettendo tutta per riuscire a realizzare i suoi sogni, investendo tempo ed energie in un progetto appena nato ma che sta già dando i suoi piccoli frutti.

Ecco cosa ci ha raccontato…

Ciao Kekko! Dalle piste da ballo all’esordio nel mondo della musica, iniziando con delle cover fino all’uscita di un singolo tutto tuo. Ci racconti un po’ com’è nata questa tua passione e del momento in cui hai deciso di metterti in gioco in questo campo?

Ciao, come hai detto sono passato dalle piste da ballo all’esordio nel mondo della musica. Questa passione è nata circa 5 anni fa, vedendo il mio professore di musica suonare la chitarra, trasmettendomi il suo amore per questo strumento e così ho deciso di chiederla come regalo di Natale. La cosa che mi rende più orgoglioso è quella di aver imparato a suonare da solo, da autodidatta.

Ho iniziato a mettermi in gioco un paio d’anni fa, vedendo i percorsi musicali di vari artisti. Ho iniziato con delle cover cercando di essere sempre creativo e di portare sui miei profili social qualcosa di originale. Con il passare del tempo, la qualità delle mie cover è migliorata e gli ascolti crescevano sempre più. Io ed il mio produttore abbiamo iniziato a lavorare al primo singolo estivo Balla Con Me, portando a termine il lavoro poco prima che iniziasse la stagione estiva.

All’uscita del brano, abbiamo lanciato una sfida: se la canzone avesse raggiunto i 15.000 ascolti su Spotify in 3 settimane avremmo fatto uscire un secondo singolo estivo con videoclip. L’obiettivo è stato raggiunto e così ci siamo messi subito a lavoro per l’uscita del secondo singolo “Una notte a danzare.”

Il tuo nuovo singolo “Una notte a danzare” ha tutte le carte in regola per essere una canzone estiva da cantare in riva al mare, location tra l’altro del video. Com’è nata l’idea del testo e del videoclip?

Ho scritto questa canzone in pochissimo tempo, mentre ero in spiaggia ad aspettare che “Balla Con Me” raggiungesse i 15.000 ascolti. Il videoclip è stato girato in base al testo, avevamo voglia di creare una hit estiva che raccontasse tutto ciò che fanno i ragazzi durante le vacanze estive con i loro amici. Avevamo voglia di girare delle scene che portassero lo spettatore a vivere davvero quello che descrive la canzone.

Sempre a proposito di “Una notte a danzare”, in pochissimi giorni hai raggiunto un numero importante di ascolti, dimostrazione di seguito e supporto, come ti fa sentire questo piccolo traguardo e quale pensi sia il segreto per “arrivare” alle persone con ciò che si fa?

Una Notte a Danzare ha raggiunto molti ascolti e visualizzazioni sulle piattaforme digitali e su Youtube, ma ad essere sincero non mi sarei mai aspettato tutto questo in pochissimo tempo. È tutto merito delle persone che mi seguono e che mi supportano da anni ormai, proprio da quando ho iniziato a lavorare sulle prime cover. All’inizio ero davvero incredulo per i risultati, poi pian piano ho iniziato a realizzare, soprattutto grazie ai messaggi ricevuti con i quali le persone si complimentavano con me e grazie alle stories su Instagram con la mia canzone in sottofondo.

Per arrivare al cuore delle persone bisogna scrivere delle canzoni con un significato importante ed usare parole vere, dato che al mondo d’oggi i testi sono basati solo su alcool e droga. Io personalmente scrivo ispirandomi a ciò che vivo, alle mie storie personali come ad esempio gli amori finiti e tutti i sentimenti e gli stati d’animo che ruotano intorno ad ogni storia. Per arrivare al cuore di una persona secondo me è necessario parlare e fare le cose con il cuore, ed è quello che cerco di fare attraverso la mia musica.

Un anno fa la tua partecipazione all’evento Double Tap2019, che ricordi hai e quante-quali cose sono cambiate a distanza di un anno?

Un anno fa ho partecipato all’evento Double Tap come ballerino, dopo aver vinto nella tappa di Bari sono andato in semifinale a Napoli. Lo scopo della partecipazione non era quella di vincere, ma di divertirmi facendo ciò che amo e farmi conoscere un po’ meglio di persona dal pubblico. Ho avuto la fortuna di incontrare molti fan, scattare una foto con loro e scambiare due chiacchiere. A distanza di un anno le cose sono decisamente cambiate in meglio.

Qual è il tuo sogno nel cassetto?

Il mio sogno è quello di poter continuare con la musica perché per me è tutto. In questo periodo della mia vita sto dedicando molto tempo al mio progetto artistico, a volte trascurando anche le persone che mi circondano e che mi vogliono bene. Sto cercando di sfruttare al meglio tutte le possibilità che mi vengono offerte in modo da poter continuare a seguire questa strada, che per me è quella giusta.

Pensando al futuro, cosa ti auguri e soprattutto quali sono i tuoi progetti?

Mi auguro di poter continuare a fare musica e il primo progetto sarà quello di far uscire un album il prossimo anno e magari di poter partecipare a qualche Talent show.

a cura di
Claudia Venuti

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Claudia Venuti

Claudia Venuti

Claudia Venuti nasce ad Avellino nel 1987, a 14 anni si trasferisce a Rimini, dove attualmente vive e lavora. Oltre ad essere il responsabile editoriale della sezione musica di TheSoundcheck, è responsabile dell’area letteratura dell’ufficio stampa Sound Communication. Studia presso la Scuola Superiore Europea di Counseling professionale. Inguaribile romantica e sognatrice cronica, ama la musica, i viaggi senza meta, scovare nuovi talenti e sottolineare frasi nei libri. Sempre alla ricerca di nuovi stimoli, la sua più grande passione è la scrittura. Dopo il successo della trilogia #passidimia, ha pubblicato il suo quarto romanzo: “Ho trovato un cuore a terra ma non era il mio” con la casa editrice Sperling & Kupfen del Gruppo Mondadori.

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