Le Dianime sono cambiate e non se ne pentono neanche un po’

Le Dianime sono cambiate e non se ne pentono neanche un po’
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Eccole di nuovo, le Dianime, un trio abruzzese tutto al femminile che ha pubblicato da poco un nuovo singolo dal titolo Non puoi nascondere, un nuovo capitolo che continua verso una via che da rock si fa più pop, e decisamente più intimista.

Ne abbiamo parlato con loro!
Partiamo dalle basi, da dove arriva il nome Dianime?

Volevamo un nome che spiegasse in una parola il nostro modo di vedere e vivere la musica. Un canale attraverso cui esprimere la nostra essenza, la nostra anima. L’anima è tutto ciò di cui siamo fatti, sotto la pelle e nel profondo. Ognuno sceglie la via migliore per esprimere cose che altrimenti non avrebbero la possibilità di venir fuori.

Nel nostro caso, anima e musica si sono scelte. È il nostro conduttore.

Ma in Abruzzo, cosa succede? Siamo nuovi delle zone, dove ci portate?

Ah, bene! Da dove cominciamo? Adoriamo la nostra regione perché mare e montagna sono a pochissimi chilometri di distanza, per cui puoi cambiare completamente scenario nel giro di qualche minuto.

Vi porteremmo sicuramente al mare, ci sono degli scorci meravigliosi sia verso nord (vedi Pineto, ad esempio) che a sud, nel vastese. Proprio nelle zone di Vasto abbiamo girato il video di Oltre, il nostro singolo precedente, perché il mare per noi ha una sorta di sacralità.

E la montagna?

Anche la montagna ha qualcosa di magico. E poi dimenticate la bilancia perché vi porteremmo sicuramente a mangiare di tutto.

Di cosa parla “Non puoi nascondere”? E che cos’è che non possiamo nascondere?

Due persone che creano un mondo parallelo per vivere una relazione e sentirsi meno soli: in sintesi “Non puoi nascondere” racconta questo. Sarà capitato a tutti di rifugiarsi in una specie di isola felice immaginaria. Quello che non si può nascondere è il legame in qualche modo autentico, anche se vissuto in una realtà che di fatto non esiste.

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Chi di voi tre è la leader? Come avvengono le decisioni all’interno del gruppo?

In realtà ci dividiamo i compiti in maniera più o meno equa: Stefania (chitarra) scrive i pezzi e cura le pre-produzioni, Sara (voce) scrive i testi e le melodie, Cristina (basso) corre dietro ai social e alle cose da pianificare, tipo la distribuzione e la promozione. Ci compensiamo.

Rispetto alle cose vecchie, come mai questo cambio di sound?

Non c’è un vero motivo. Le canzoni nascono spontaneamente, non è che ci mettiamo a tavolino e decidiamo “Ok, oggi scriviamo una ballad”. Per questo ci piace pensare che ogni canzone abbia vita propria, la sua storia personale e il suo sound particolare.

Nel tempo ci siamo trasformate e abbiamo cambiato il modo di esprimere certe emozioni. Forse siamo anche cresciute, per cui non senti più il bisogno di urlare certe cose, ma di accoglierle. In questa fase è come se prendessimo per mano quello che sentiamo e lo portassimo a fare un giro al di fuori di noi, mentre prima lo prendevamo a calci in culo!

E adesso? Quali sono i vostri piani per il futuro?

Sicuramente dare a queste canzoni una casetta in cui abitare, sperando di riuscire a farle convivere nelle loro differenze. Sarà un bell’esperimento.

E poi portarle sui palchi il più possibile!

a cura di
Conza Press

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