Bruno Falanga firma la colonna sonora di “Per Niente al Mondo”: “una musica che si auto-distrugge”

Bruno Falanga firma la colonna sonora di “Per Niente al Mondo”: “una musica che si auto-distrugge”
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Il maestro Bruno Falanga ci racconta com’è nata la colonna sonora del film “Per Niente al Mondo”, nelle sale cinematografiche dallo scorso 15 settembre. Le musiche del giovane compositore diventano un “personaggio invisibile” che si rispecchia nella storia del protagonista Bernardo

Un incontro presso il conservatorio di Salerno e da lì la nascita di un’amicizia e di un collaudato connubio artistico. Bruno Falanga è il compositore della colonna sonora del film “Per Niente al Mondo”, diretto dall’amico regista Ciro D’Emilio per il quale in passato ha già firmato le musiche della pellicola d’esordio “Un giorno all’improvviso”. L’opera di Falanga accompagna Bernardo, il protagonista impersonato da Guido Caprino, nel suo viaggio verso la disgregazione, nel film drammatico recentemente nelle sale.

Quella di Bruno Falanga è una colonna sonora appassionata, cucita sulla pelle e le emozioni del soggetto cinematografico e disponibile in una raccolta dall’omonimo titolo, disponibile sugli store digitali. In occasione di questa uscita, il giovane compositore ci ha raccontato com’è andato quest’ultimo lavoro e ci ha parlato dei suoi progetti futuri.

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Ciao Bruno, come stai? Da qualche giorno la tua colonna sonora sta accompagnando al cinema il film “Per Niente Al Mondo”. Come hai vissuto questi ultimi giorni?

Molto bene grazie, sono stati giorni molto importanti per il mio lavoro, ho ricevuto attestati di stima da persone che hanno visto il Film e che hanno ascoltato la colonna sonora.

Il regista del film è Ciro D’Emilio, con il quale ti sei ritrovato dopo aver collaborato in passato. Che valore dai a questo connubio artistico?

Ho conosciuto Ciro D’Emilio nel 2011 quando il conservatorio dove studiavo organizzò per gli allievi del mio corso una collaborazione con i giovani registi del Giffoni Film Festival, da lì nacque il nostro connubio artistico che ha visto poi la realizzazione di cortometraggi e della sua opera prima “Un giorno all’improvviso” selezionata alla sezione “Orizzonti” della “Mostra del Cinema di Venezia 75”.

Lavorare con lui è sempre molto stimolante, soprattutto perché iniziamo a confrontarci fin da subito, praticamente dal soggetto. Tra noi oltre la stima, c’è una vera amicizia. Credo che il successo di un film sia dato dal lavoro di squadra.

La trama che “Per Niente Al Mondo” evoca sentimenti come angoscia per la privazione della libertà o anche la paura in una situazione inaspettata che si evolve improvvisamente, sino ad arrivare quasi allo smarrimento del sé.
Com’è stato per te reinterpretare questa storia in musica e trovare una connessione con le emozioni del protagonista?

Ho iniziato a pensare e scrivere la musica dal soggetto cercando e ricercando strumenti e suoni che potessero diventare il personaggio invisibile del film. Il mio intento era quello di scrivere una musica che, come il personaggio Bernardo (Guido Caprino) si potesse “auto-distruggere”.

Soprattutto dare quel senso di angoscia e malinconia che la contraddistinguono. Tutte le musiche come un unico personaggio del film sono scritte per stare insieme, infatti nel finale tutte le emozioni; quindi, anche tutti i temi e i suoni si fondono.

La colonna sonora trascina lo spettatore nel vivo del racconto con uno stile probabilmente frutto di una ricerca artistica. Il risultato finale è quello che avevi in mente quando hai cominciato a comporre questo lavoro oppure ha subito delle influenze man mano, durante la fase di scrittura?

L’idea di partenza era quella di utilizzare strumenti reali, sia convenzionali (archi, pianoforte, chitarra) che non convenzionali (Nickelharpa, Ghironda) e letteralmente “distruggere” e “rimodellare” i suoni con l’utilizzo dell’elettronica. Insieme ad Emilio De Virgilio, che ha curato il mix e co-prodotto la colonna sonora, abbiamo cercato di dare una sensazione “visiva” ai suoni utilizzati, in modo che completassero il quadro emotivo espresso sullo schermo. Abbiamo utilizzato molto il reamping, facendo passare il segnale degli strumenti attraverso amplificatori, pedali per chitarra, e sintetizzatori.

In modo particolare abbiamo utilizzato un saturatore di un brand nostrano, costruito proprio a Roma, e  un riverbero a molla “ottico” che utilizza sensori a infrarossi per raccogliere il segnale audio che si decide di inviargli. Un suono in particolare, che a mio parere restituisce perfettamente allo spettatore la complessità delle sensazioni vissute dal protagonista Bernardo (Guido Caprino), è nato proprio grazie all’utilizzo di questo pedale.

Tu sei un compositore giovane, sebbene sappiamo che il tuo amore per la musica nasca sin da bambino. Quali sono i modelli che hanno ispirato il tuo percorso artistico?

È molto difficile stabilire i modelli che mi hanno ispirato perché sono una persona di natura curiosa e quindi ho sempre cercato di esplorare i vari linguaggi musicali. Ho iniziato il mio percorso da musicista come chitarrista elettrico con riferimenti come Hendrix, Stevie Ray Vaughan, Pink Floyd, ecc…

Quando mi sono iscritto al conservatorio ho iniziato con l’ascoltare e studiare i compositori tradizionali con una particolare attenzione a quelli impressionisti come Debussy e Ravel sino ad arrivare a quelli di avanguardia come Ligedi e Berio

 Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

In questo momento sto lavorando ad un Film Horror indipendente americano e al mio primo Film commedia, ci sono in programma altri lavori a cui sto lavorando partendo dalla sceneggiatura ma ancora in fase embrionale.

a cura di
Onofrio Di Lorenzo

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