Alice Merton riscopre se stessa con “S.I.D.E.S”

Alice Merton riscopre se stessa con “S.I.D.E.S”
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Dal 17 giugno è fuori il secondo album della cantante tedesca, ormai non più esordiente Alice Merton: 15 brani dal ritmo vario e travolgente

A distanza di tre anni dall’uscita del suo primo album d’inediti Mint (2019), che in quello stesso anno le ha procurato il ruolo di ‘coach’ a The Voice of Germany, la giovane solista di Francoforte Alice Merton riemerge dal silenzio discografico a cui si era lasciata andare a causa della pandemia, proponendo al pubblico un disco dalla sonorità mista, dal pop al rock, più consapevole, matura e anticonvenzionale, simbolo della sua crescita personale e professionale.

Da “Root” a “Easy”, tra audacia e perseveranza

È il 2017 quando Alice Merton manda a diverse etichette discografiche il suo singolo No Roots. Ricevendo solo alzate di spalle e secchi rifiuti, decise così di autoprodursi, vincendo nel 2018 l’European Border Breakers Awards.

La fama è tale da meritarsi l’uscita del suo primo album, pubblicato il 18 gennaio 2019 dalla Paper Planes, composto da 11 tracce. Il titolo deriva dal nome delle foglie di menta e del tè che l’artista usava per fermare gli attacchi di panico. È proprio il racconto dei suoi turbamenti più intimi, infatti, la storyline che unisce le sue canzoni.

Una dichiarazione di debolezza e fragilità in cui si sono riconosciuti migliaia di ragazze e ragazzi, i quali sostenendola l’hanno spinta a continuare la composizione di nuovi brani che sono stati aggiunti successivamente all’album (MINT +4, versione deluxe), tra cui il successo radiofonico Easy, scritto a quattro mani con Nicolas Rebscher, ormai inconfondibile nel panorama musicale tedesco.

Alice Merton all'inizio della sua carriera
Vertigo” e l’inaspettata rinascita interiore

Il pezzo esce nel 2021, in veste anticipatoria dell’intero secondo album S.I.D.E.S che, nonostante fosse fortemente desiderato e sperato dai fan, ha visto la luce solo una settimana fa, uscita che testimonia la vittoria della cantante sui suoi demoni profondi che nei due anni di pandemia l’hanno bloccata a letto, privandole la leggera dolcezza di “vivere”.

L’attesa tuttavia non ha fatto calare l’attenzione sulla cantautrice: il brano, infatti, la cui veste sonora sembra richiamare lontanamente Upsring dei Muse e Riot dei Three Days Grace, nonostante la non eccezionale originalità acustica, travolge e attira l’ascoltatore, così da aver aumentato la curiosità sul disco in uscita.

Curiosità che non è stata delusa.

“Vertigo” di Alice Merton
Secondo album, Alice a nudo

S.I.D.E.S è la perfetta colonna sonora per film incentrati sulla crescita personale o per un viaggio di trasferimento. La sua grinta musicale è il giusto motore per un cambiamento: i timbri sonori non sono mai uno uguale all’altro, si susseguono incessantemente alternando un ritmo, talvolta dinamico, vitale, e talvolta più lento, riflessivo:

“Volevo provare suoni e dimensioni nuove, con le tracce che si collegano a livello di storytelling, ma con produzioni sempre diverse. Ho voluto dimostrare le varie sfumature del mio amore per il songwriting”

Ma la varietà acustica non ha fine stilistico: essa è personificazione della sua lotta contro la depressione. Alice ci trascina nel turbine dei suoi pensieri, attraverso l’alternanza musicale trasmette l’alternanza emotiva dei sentimenti, ora di gioia, ora di dolore, che ha provato in questi anni.

Ascoltarlo d’un fiato, partendo da Loveback e finendo con The Other Side, significa entrare e uscire da una potente spirale trasformativa, a cui segue un’eccepibile evoluzione, evoluzione che ha portato la cantante a soffocare le sue paure.

E, infatti, come la cantante stessa dichiara, questo è l’album della rinascita:

“Soprattutto dagli ultimi due anni, sono cresciuta tanto. Ho realizzato di cosa ho bisogno, che sono più forte di ciò che penso e che la vita è fatta di tanti lati, tutti collegati tra loro. Oggi mi sento più sicura di me, mi amo di più e non cerco la felicità attraverso gli altri”

a cura di
Cristina Peretti

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