Francesca Reggiani, “Gatta Morta”al Teatro Nuovo di Ferrara

Francesca Reggiani, “Gatta Morta”al Teatro Nuovo di Ferrara
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Dalla Tv delle ragazze ad oggi, sono quasi 40 anni di attività per Francesca Reggiani che sabato 5 Marzo ha portato al Teatro Nuovo di Ferrara, lo spettacolo “Gatta Morta”.

Oltre un’ora e trenta di critiche alla società, riflessioni sulla coppia. differenze tra uomini e donne e video.

La gatta morta

Quello che dà il titolo allo spettacolo vuole essere una sorta di critica non tanto sul ruolo della femme fatale quanto sull’uomo; eterno Peter Pan che spesso, raggiunta una certa età, cerca la donna giovane e mediamente stupida con cui accompagnarsi.

“In una società che ha fatto dell’eterna giovinezza un valore morale assoluto, la vecchiaia è mal vista. Soprattutto delle donne. Diciamoci la verità, questo non è un paese per vecchie. Dimostrare i propri anni, dichiarare i propri anni, per una donna molto spesso è una colpa.”

La Reggiani critica aspramente le differenze tra uomo e donna imposte dalla società, del sentirsi perennemente inadeguate, dell’essere marchiate come troppo “pensanti”, troppo chiacchierone.

Il ruolo della donna che ha superato gli anta, diventa un ruolo marginale, quasi scomodo. Un soprammobile lasciato a prendere polvere.

“La donna che ti vuole capire, che vuole scandagliare la tua via e che vuole portare dei miglioramenti nella coppia, che vuole fare autocoscienza è troppo impegnativa per l’uomo. Rispetto ad una donna troppo viva e troppo vivace, l’uomo per i primi tempi preferisce una gatta morta.

Ma cos’è la gatta morta?

“La gatta morta è una che si affila le unghie ed il risultato se lo prende. La gatta morta parla poco, soprattutto alle prime uscite guardando l’uomo come se fosse un premio Nobel”

La donna Vamp quindi non viene solamente criticata ma anche un po’ ammirata per quella capacità di saper manipolare l’uomo conoscendone i lati deboli.

Sempre e comunque la donna, la vera protagonista della serata

La donna virologa, la donna no-vax, il video dell’intervista doppia tra la Reggiani/Concita De Gregorio e Reggiani/Giorgia Meloni, le pubblicità Regresso, l’uso smodato della chirurgia estetica con relativa imitazione di Patty Pravo.

Una comicità, quella di Francesca Reggiani ormai rodata negli anni che conquista ed è dedicata ad un pubblico ormai non più giovanissimo che ride dall’inizio alla fine dello spettacolo.

Noi, generazioni più giovani, abituate alla velocità della stand up comedy, al politically incorrect e al più totale divieto di censura non siamo adatte a questo spettacolo fatto di una comicità ormai troppo distante dalla nostra quotidianità.

È davvero ancora necessario auto censurarsi quando si dice “Cazzo”? Ed è inoltre necessario parlare delle pratiche BDSM e ridicolizzarle come se fossero la cosa più assurda del mondo? Non siamo ormai andati oltre le battute sui SUV e sui siti porno?

La classe della Reggiani sul palco è indiscutibile ma per apprezzarla avrei dovuto avere qualche decina di anni in più.

Scusa Francesca, è proprio il caso di dire che questa volta “Il problema non sei tu, sono io”.

A cura di
Anna Bechis
foto di
Enrico Dal Boni

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