Zerocalcare tra punk e gelati (SPOILER!)

Zerocalcare tra punk e gelati (SPOILER!)
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Il 17 novembre, arriva “strappare lungo i bordi” la serie animata tragicomica di Zerocalcare

Che sia un cartone su Netflix o una chiacchierata in un centro sociale di Rebibbia il linguaggio del fumettista romano rimane sempre lo stesso. Ha mantenuto lo stesso taglio satirico, gli stessi riferimenti culturali, la stessa velocità, il punk.

Sarebbe inutile preannunciare che ci saranno degli spoiler: avranno già fatto tutto i vostri amici nelle loro maledette storie di Instagram!

Partiamo bene: troviamo la colonna sonora firmata da Giancane, il cantautore romano per cui aveva collaborato precedentemente per il videoclip di “Ipocondria”.

La narrazione si sviluppa su due piani. Da un lato troviamo un viaggio con gli amici storici Sarah e Secco che i lettori dei fumetti di Zerocalcare conoscono già bene, la cui destinazione rimarrà sconosciuta fino agli ultimi episodi. L’unica cosa chiara sin dall’inizio è la scritta sulla porta del bagno in cui Calcare dovrà cambiarsi “Don Matteo amico delle guardie”. La gita iniziata con gli Ultimi alla radio, una ruota bucata e Secco in ritardo li condurrà a Biella, città natale della amata amica Alice.

Dall’altro lato troviamo i ricordi accompagnati dalle riflessioni, dalla paranoia, dalle rivelazioni. Dall’infanzia caratterizzata dalla presunta delusione data alla maestra Mazzetti, all’adolescenza trascorsa con la cresta rossa tra Manu Chao e Tiziano Ferro, fino ad arrivare al precariato post diploma con le ripetizioni ai ragazzini dalle sembianze animali. Non manca nessun elemento per i/le fan di Calcare: le pizze della forestale al G8 di Genova, gli ormoni der Cinghiale, il poker online di Secco e il bimbo lucertola con il DVD dell’”Odio”.

L’armadillo

Neanche in questa sede manca l’ingombrante e ironica figura dell’armadillo. Doppiato da Valerio Mastrandrea, rappresenta la coscienza del protagonista che ricorda continuamente la verità dei fatti allontanando le illusioni e le attenuanti. È l’unico a esser doppiato sin dall’inizio da un’altra persona. Le voci di tutti gli altri personaggi verranno imitate dall’autore fino alle ultime tragiche scene: le parole dette in quella circostanza sono talmente scolpite nella memoria di Zerocalcare che vale la pena doppiarle.

Suicidio

Il mio armadillo mi ricorda che sto girando attorno alla tematica principale senza affrontarla per l’incapacità di descrivere le emozioni trasmesse dalla serie. Ha ragione, l’evento principale è il suicidio di Alice. Vengono mostrate le vicissitudini nel tentativo invano di trovare una spiegazione al comportamento dell’amica al suo atto estremo. Zero si sentirà prima abbandonato e poi carnefice.

Zero e Alice hanno provato dei forti e reciproci sentimenti senza mai dichiararli.  Viene dimostrato che non vi è alcuna certezza che strappare lentamente lungo i bordi tratteggiati, ci porti ad avere una sagoma ben definita. Spiega come non agire per paura dell’errore, aspettando che ciò che deve accadere accada, non è la soluzione.

Foto di Zerocalcare
Tra riso e pianto

Un continuo susseguirsi di pianti, pippe mentali e pianti: questo è “Strappare lungo i bordi”. Un racconto esistenzialista e drammatico raccontato con semplicità e scherno. Basta la scelta di un film o di una pizza, un confronto tra “cessi dei maschi” e “cessi delle femmine”, una ruota da cambiare per scatenare una profonda riflessione su sé stessi, sulle azioni fatte, ma soprattutto su quelle che non abbiamo mai avuto il coraggio di fare.

Caro Michele, è stata inutile la fuga in Francia annunciata sui social: la serie è un successo. Ormai è chiaro che non vedremo mai Zerocalcare in giacca e cravatta e che la dieta a base di plumcake e yogurt non nuoce alla creatività. Ogni suo lavoro ha un intento filantropico. Il fumettista si batte con tutte le sue armi letali fatte di inchiostro e cellulosa per le cause in cui crede in qualsiasi occasione. “Mo annamo a pijà er gelato?”

a cura di
Lucia Tamburello

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