Jacopo Et ci porta nel nostro passato, presente e futuro

Jacopo Et ci porta nel nostro passato, presente e futuro
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Jacopo Et si presenta definitivamente sulla scena musicale italiana con il suo nuovo album “Siamo sicuri di essere giovani?”. Dopo anni passati come autore per altri, Jacopo Et crea un proprio progetto mostrando le proprie capacità.

Qualche giorno fa siamo stati al release party di Jacopo Et e le prime sensazioni espresse nel mini live acustico sono state positive, suscitandoci sin da subito curiosità per l’ascolto dell’album da lì a poco in uscita. Jacopo, dopo anni autoriali per diversi artisti italiani e altre esperienze musicali, ha deciso di scendere sul palco come frontman del proprio progetto solista. Ha firmato con Garrincha Dischi e ora ha rilasciato il suo primo album “Siamo sicuri di essere giovani?

Jacopo lo si riconosce molto nello stile dei vari pezzi presenti nell’album. Seppur nel pezzo “Post-genere” non si voglia far attribuire nessuna etichetta di genere musicale, lo si può generalmente ricondurre a quell’indie-pop in voga oggi. Il timbro della sua voce, la cura per le parole e i ritornelli liberatori, presenti in diverse canzoni, lo rendono però estremamente riconoscibile in un panorama saturo.

La pecca principale dell’album è riconducibile alla durata. Nel periodo storico attuale sembra si sia affermato il principio: “Veloce è meglio“. La release di un album è un grande evento e l’opera deve presentare un mix tra qualità e quantità. Dare ai possibili ascoltatori una mezz’ora scarsa di riproduzione, anche se ben eseguita, potrebbe far storcere il naso. È invece apprezzabile l’ordine della tracklist proponendo i vari mood equidistribuiti pezzo dopo pezzo.

Te che ti piace il popolo
E non sai cos’è una molotov

La tracklist di “Siamo sicuri di essere giovani?“.

“Che non è mai per sempre
Ed è meglio quando non capisci niente”

I pochi partecipanti risaltano il lavoro

I featuring non sono molti, ma funzionano nell’arricchimento del disco. Jake La Furia, presente nel pezzo “La vecchia guardia“, è un’ancora per Jacopo date le sue origini musicali nel rap. Lo Stato Sociale, con la partecipazione delle voci di Lodo Guenzi e Alberto Cazzola, dà a “Gli racconteremo” idea del genere attuale dell’artista bolognese e dona quell’autoironia solita dei “regaz“. L’ultimo featuring si trova in “Post-genere” con Fresh Mula, un rapper emergente in cui forse Jacopo si rivede e l’apporto fornito è a pari livello degli altri.

Un mix di amore, rabbia, passato e futuro

L’album contiene diversi messaggi al suo interno. Il sentimento principale sembra sia un mix tra la nostalgia per il tempo passato e il pensiero del futuro incerto, da affrontare con grinta, specialmente nei pezzi “La vecchia guardia“, “Gli racconteremo” e “Motociclette“. Nonostante la nostalgia si manifesti chiaramente, i pezzi sono comunque energici e movimentati, pronti a farvi cantare.

Ascolta l’album su Spotify.

Diversa” rimane sempre in tema con Jacopo che confronta la sua vecchia vita da avvocato e quella odierna nel mondo della musica. La canzone è molto attuale dato che affronta il dilemma che attanaglia tanti giovani. Scegliere tra una vita piena di sicurezza economica ma non soddisfacente per l’animo o una vita piena di incertezze ma seguendo le proprie passioni e sogni? Jacopo ha fatto la sua scelta nonostante tutto e tutti, urlandolo a gran voce nel pezzo.

Atri temi sono l’amore e le relazioni. “My Old Friend” è una ballata e un inno agli amici di vecchia data con cui ha passato le esperienze più disparate. “Il buio delle montagne” parla di scappare dalla vita routinaria per rifugiarsi tra le montagne, per stare a stretto contatto con la natura e la sua amata. “Bellissima“, il brano più riuscito, è un’ode alla sua amata a 360° mentre l’outro del disco è “Ma tu?“, un pezzo molto intimo in cui vi si scorgono delle difficoltà nella relazione intrapresa ma anche voglia di perseverare e di coltivare il rapporto.

Infine una menzione d’onore va fatta anche allo skit “Jacopo Et“, dove lo stesso artista ragiona un po’ ad alta voce sul processo creativo, sulla quotidianità passata e attuale, oltre che mettere in chiaro la propria filosofia di vita. Jacopo rappresenta le generazioni che non vedono più un futuro roseo all’orizzonte, guardano al passato rimpiangendolo ma provano a scrivere un nuovo futuro nell’incertezza più totale con combattività e amore.

“Ma dicono che indietro non si torna più
Allora impareremo ad andare avanti”

a cura di
Luca Montanari

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