1 agosto 2021: il giorno d’oro dell’atletica italiana, grazie Jacobs e Tamberi

1 agosto 2021: il giorno d’oro dell’atletica italiana, grazie Jacobs e Tamberi
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Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, due atleti diversi con due storie diverse ma uniti dal successo nella giornata che di diritto porta l’atletica storia dello sport italiano.

Quello assistito alle Olimpiadi di Tokyo 2020 è qualcosa di magico, surreale, come uno di quei sogni favolosi ma stavolta non è un sogno, è tutto vero. Non solo per l’atletica ma per tutto lo sport italiano. L’Italia conquista due preziosi ori in due discipline pesanti in pochi minuti, i 100 metri maschili ed il salto in alto maschile grazie ai nostri due fenomeni, Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi.

Lamont Marcell Jacobs e i 100 metri per la storia

Nato in El Paso, Texas ventisei anni fa, si è trasferito molto presto in Italia e ha da subito dimostrato passione per questo sport.

Ragazzo dal fisico possente ma dal carattere molto timido e impacciato, ha fatto del lavoro e della costanza negli anni il suo punto forte, tanto da migliorare a tal punto da cambiare specialità, passando ai 100m. Tutto così ben preciso e calibrato, come la sua playlist che ascolta durante le pause, da Sfera Ebbasta a Pop Smoke, da Myers a Tyga.

E’ arrivato a questa olimpiade con tanti buoni auspici e gran voglia di stupire, di imporsi sebbene non fosse tra i più favoriti, sebbene i risultati degli ultimi tempi sono stati più che soddisfacenti, come il 9’95’’ sui cento metri realizzato nel mese di maggio.

Chi è Marcell Jacobs

Già dalla prima fase di qualificazione ha dimostrato di essere uno capace di poter sorprendere, qualificandosi per la semifinale con un ottimo 9’94’’

Nella semifinale si qualifica col tempo di ripescaggio, visto che ha concluso in terza posizione nella sua batteria, di 9’84’’ che vale il glorioso record italiano ed anche il record europeo, imponendosi come vero outsider per la finale che si sarebbe svolta qualche ora dopo.

Prima dell’inizio della finale, merita una menzione d’onore una bella scenografia editata dagli organizzatori per quello che è l’evento più adrenalinico dell’Olimpiade, probabilmente superando il fascino che ha la maratona, che dai tempi della prima olimpiade moderna venne eletta la competizione per gli uomini forti, per il mito di Achille piè veloce, dotato di una resistenza pressoché infinita.

La finale dura meno di 10 secondi, anzi 9’80’’ con l’esattezza, col passaggio sul traguardo di Marcell Jacobs che parte non benissimo ma con la sua progressione fulminea e una potenza straripante brucia gli avversari tagliando per il primo il traguardo. E’ il primo italiano in finale dei 100m, il primo italiano a vincere l’oro in tale disciplina, il detentore del record di velocità su tale distanza in Italia ed in Europa e ad ora è il più veloce del mondo.

Gianmarco “Gimbo ” Tamberi: oltre ogni avversità

Sul tetto del mondo in questo momento c’è anche un altro italiano, un’atleta che sembra essere il protagonista di una favola ed ora ha riconquistato tutto ciò che ha sempre desiderato, stiamo parlando di Gianmarco Tamberi.

Nato nel 1992 e cresciuto nella sua Civitanova Marche, personaggio coriaceo e dal carisma infinito, è diventato il protagonista della sua incredibile storia da sogno.

L’infortunio nel 2016…

L’infortunio nel meeting di Montecarlo nel 2016, nel forzare un salto magari non propriamente alla sua portata, atterra male; la prognosi dice lesione al legamento deltoideo della caviglia sinistra. Questo infortunio gli costa l’Olimpiade di Rio de Janeiro, che lo vedeva tra i protagonisti della sua disciplina, il salto in alto.

Il dolore, probabilmente più sentimentale che fisico, è lacerante, quella che sembra essere la possibilità di una vita sembra essere sfumata. Resta fermo per diverso tempo, circa quattro mesi ma promette a se stesso di rifarsi alla prossima Olimpiade, scrivendo sul gesso ormai tolto dalla caviglia “Road to Tokyo 2020”, come obiettivo per il quale lottare.

Tamberi a Tokyo 2020

Superate le prime altezze, si ritrova a “duellare” principalmente con l’atleta qatariota Barshim, molto esile, longilineo e leggiadro nei suoi spettacolari salti, all’altezza di 2 metri e 37 centimetri.

L’atleta qatariota fallisce entrambi i tre tentativi di salto, così come successivamente non riuscirà a superare quest’altezza Tamberi ed in caso di pareggio ci sono due strade da percorrere: o lo spareggio o l’ex-equo.

Entrambi gli atleti concordano per l’ex-equo e Gimbo ottiene la sua agognata medaglia d’oro!

E’ un vero e proprio tripudio, i sacrifici, il tanto dolore patito ed il lavoro costante di preparazione durati ben cinque anni vengono ripagati da un primo posto superlativo, che ha emozionato non solo l’atleta ma anche chi ha guardato la sua finale e tutto il suo staff, in primis il papà.

La gioia per il risultato conseguito

Con orgoglio e fierezza esulta verso il suo staff brandendo, oltre alla nostra bandiera, proprio quel gesso che lo ha tenuto fermo per così tanto tempo.

Gesso simbolo di rivincita e di un traguardo raggiunto, perché probabilmente la medaglia che oggi porta al collo l’ha guadagnata proprio quel giorno in cui ha tolto quel gesso ed ha iniziato a volare oltre l’asticella, oltre i propri limiti.

Jacobs e Tamberi, due amici, due atleti diversi ma oggi uniti creando una fantastica pagina per la storia sportiva italiana, che resterà negli annali e nelle menti di tutti noi, in un olimpiade già di per sé atipica.

Jacobs e Tamberi, nella storia

E’ un giorno meraviglioso questo dell’Italia sportiva oggi, è uno di quei momenti che resteranno nella storia, avvenuto in un caldo e soleggiato pomeriggio di inizio agosto.

Dove il cielo è sempre più azzurro grazie a chi ci regala ancora emozioni forti, emozioni che ci permettono di commuoverci ancora, grazie a due eroi che invitano a credere sempre nei nostri sogni, avvolti in un iconico abbraccio.

a cura di
Fortunato Coppola



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