Dal calcio alla musica: John Paul Gascoigne

Dal calcio alla musica: John Paul Gascoigne
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Torna la rubrica che ci racconta cosa succede quando calcio e musica finiscono per mescolarsi, dando vita a storie bizzarre e affascinanti.  

Dopo aver visto quella di Pablo Daniel Osvaldo, oggi scopriamo qualcosa in più su Paul John Gascoigne, calciatore inglese classe 1967.
I due hanno in comune un talento indiscusso, ma anche un carattere estroso ed eccentrico, dentro e fuori dal campo.

La storia di Paul John Gascoigne

Considerato come uno dei giocatori più talentuosi della sua generazione, Gascoigne non è probabilmente mai riuscito ad esprimersi con continuità a massimi livelli. La causa? I numerosi infortuni e l’amore per una vita sregolata fuori dal rettangolo di gioco. 

Gascoigne nasce in Inghilterra nel 1967 ed inizia a giocare a calcio nel Newcastle nel 1985, collezionando 104 presenze e 25 reti fino al 1988. In Inghilterra vince anche una FA Cup.

Il mondo ha ammirato il centrocampista all’apice della sua carriera nel periodo immediatamente successivo, con il passaggio al Tottenham, dove segna 19 reti alla prima stagione.
Purtroppo a fine anno è costretto ad un lunghissimo stop per un infortunio al ginocchio.

Nel 1995, all’età di 25 anni, Paul viene acquistato dalla Lazio e il suo talento brilla anche nella nostra Serie A. Celebre il gol del pareggio nel derby contro la Roma segnato quasi al 90’ che lo emoziona tanto da arrivare alle lacrime.

Purtroppo gli infortuni rappresentano una costante della carriera del giocatore inglese, che nel 1994, in seguito ad un contrasto in allenamento con Alessandro Nesta, riporta la rottura del perone e della tibia ed è costretto a fermarsi per più di un anno. 

Per ritrovare continuità di gioco e di risultati, passa ai Rangers nel 1995, e colleziona ben due campionati, una Scottish League Cup e una Scottish Cup.

Anche in Scozia non mancano gli episodi stravaganti, tipici della sua sregolatezza, come quando raccolse da terra il cartellino giallo per ammonire letteralmente l’arbitro nella gara contro l’Hibernian
Tra la fine degli anni 1990 e l’inizio degli anni 2000 gioca in varie squadre inglesi, tra cui Middlesbrough, Everton e Burnley.

Dopo aver tentato l’avventura anche nella seconda serie cinese con il Gansa Tianmu, chiude la carriera in Nordamerica con il Boston United e si ritira nel 2004.

L’infanzia complicata e la dipendenza dall’alcool

La storia di Gascoigne fuori dal campo è ricca di aneddoti bizzarri e di episodi celebri, ma anche poco felici. Le difficoltà di Paul iniziano sin da piccolo, con un’infanzia ricca di instabilità.

La sua famiglia viveva in una stanza singola con un unico bagno e suo padre, quando il ragazzo aveva 10 anni, cominciò a soffrire di crisi epilettiche e Gascoigne finì in terapia per alcuni disturbi psicologici, tra cui la dipendenza da slot machine.

Sin dai primissimi allenamenti al Newcastle, venne soprannominato “George Best senza cervello”, a causa del suo continuo sovrappeso. 
Dopo il ritiro entra in una spirale buia, abbandonandosi all’alcool, da cui svilupperà una tremenda dipendenza, che lo porta a collezionare diversi episodi da dimenticare, tra cui il tentativo di suicidio nel 2008 a Londra.

Sempre in quel periodo, si disintossica dalla Red Bull (dichiarò di riuscire a berne anche 60 al giorno), ma gli viene diagnosticata una situazione patologica dovuta all’alcool e in quel periodo venne arrestato per danneggiamento quando ruppe il telefonino di un fan che chiedeva un autografo.

Nel 2010 ammette di aver sperperato il patrimonio di 26 milioni di euro accumulato in carriera, finendo per diventare un senzatetto. Nello stesso anno venne arrestato per possesso di droga. 

Nel 2013, dopo una crisi respiratoria e l’ennesimo percorso di riabilitazione, viene arrestato per aver aggredito l’ex moglie e rilasciato su cauzione. In seguito viene trovato a terra ubriaco fradicio, dopo essere stato buttato fuori per molestia dall’albergo dove alloggiava.

il 21 agosto 2014 l’ex centrocampista della Lazio e dell’Inghilterra è stato trovato accasciato vicino al suo appartamento e con una bottiglia di gin in mano.

Gascoigne e la musica

Le passioni di Gascoigne per il calcio e per l’alcool non sono però le uniche della sua vita. Anche la musica ha fatto parte della sua vita e gli aneddoti sul calciatore inglese sono numerosissimi. Il suo flirt con la musica ha inizio da giovane e non mancano le occasioni per mettere in luce le sue doti canore.

Ma vediamo meglio cosa ha significato la musica nella vita del fuoriclasse inglese. Nel 1990 viene pubblicata “Fog on the Tyne (rivisited)” con i Lindsifarne, brano che scihzza al secondo posto nelle chart UK vantando un ottimo successo commerciale.

Tuttavia viene definita dalla stampa come “una delle canzone peggiori di tutti i tempi”, così come la successiva “Jersey Boys”, dello stesso anno.

Fog on the Tyne

Inoltre nel periodo in cui militava ai Rangers la sua esultanza era caratterizzata dal gesto di suonare uno strumento, in particolare il flauto.

Genio e sregolatezza anche in questa parte della sua vita, conta nel curriculum varie risse e scazzottate, da quella con Liam Gallagher al Grooucho Club a quella con il rapper Leo Ihenacho, membro dei “The Streets”. Precedentemente era stato cacciato in Ungheria da un concerto degli Iron Maiden perché troppo ubriaco.

Ll’ammirazione per il suo talento e la sua sregolatezza gli hanno valso molte dediche dal mondo della musica.
Ricordiamo “Better Call Paul” di Jake la Furia, dedica all’ex centrocampista della Lazio da parte dei Club Dogo.

Calcio, musica e alcool. Possiamo riassumere così la vita di Gascoigne. Ma invece per concludere scegliamo di cantare, come Achille Lauro “non è un drink è Paul Gascoigne”.

a cura di
Matteo Delfino

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