Diodato – Auditorium Parco della Musica – 27 luglio 2020

Diodato – Auditorium Parco della Musica – 27 luglio 2020
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L’avevamo lasciato lì Diodato, solo soletto, in mezzo a un’Arena di Verona piena dei colori della bandiera italiana, a cantare Fai Rumore per un pubblico presente solo al di là delle telecamere.

Era il 16 maggio, non dobbiamo nemmeno andare troppo in là coi ricordi. Eurovision: Europe Shine a Light al posto del consueto Eurovision. Esibizioni causa emergenza Covid-19.

Altra giostra, altro giro

Due mesi (e poco più) dopo, Diodato torna a esibirsi davanti a una platea. Questa volta piena di voci che cantano con lui, di mani che applaudono, di gambe che si muovono, di cuori che pulsano. La cavea del Parco Della Musica di Roma è tutta per lui per la terza sera consecutiva, ed è un appuntamento che tutti aspettavano, Diodato compreso.

La fame di concerti non è prerogativa unica dei fan, ma anche degli artisti. Sul palco romano si è visto e si è percepito chiaramente. Non sono mancati sorrisi, ringraziamenti a più riprese per questa, appunto, ripresa (scusate il gioco di parole).

Palco minimale (anche se il sottoscritto non s’aspettava così tanti musicisti a supportare Diodato), giochi di luci semplici ma ben studiati. Non è certo su questi accorgimenti che lo spettacolo del cantautore vincitore di Sanremo 2020 punta. La concentrazione, il fulcro della serata è l’emozione nel senso più ampio del termine.

Outing di un rockettaro

Dal brano più struggente al momento più leggero di interazione col pubblico, Diodato riesce a essere piacevole anche verso chi, come me, ha tutt’altro retaggio musicale. Un’affermazione forte per un rockettaro, ma è così: se riesci ad avere il giusto piglio, la corretta sensibilità artistica, riesci a portare dalla tua parte anche il più insospettabile.

Come direbbero i più giovani di me: bella Diodà. Un unico appunto, che mi permetto di esternare con fare un po’ terra terra, come se lo facessi a un amico: e fattelo un capello un po’ più sbarazzino, me fai soffrì col taglio da ingegnere elettrotecnico. Per il resto, bella Diodà, batti cinque batti il gomito.

articolo di
Andrea Mariano

foto di
Matteo Cassoni

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Matteo Cassoni

Matteo Cassoni

Nato nel 1989 a Latina, vive a Sermoneta e inizia a lavorare nel mondo della fotografia 10 anni fa, inizialmente come fotografo per eventi e nel 2015 in pianta stabile per la vecchia US Latina Calcio.

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