The Script – Fabrique, Milano – 12 novembre 2022

The Script – Fabrique, Milano – 12 novembre 2022
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I The Script, band pop-rock irlandese, arrivano a Milano per il Greatest Hits Tour e fanno sold out al Fabrique. Ad aprire per loro c’era Moncrieff

Dopo che Moncrieff ha scaldato il pubblico con le sue canzoni, arriva il momento dei The Script, che salgono sul palco alle 21:00 in punto.

Piccolo excursus, ma sempre in tema: all’entrata del locale sento uno dei membri della sicurezza dire che le persone in sala saranno 3000. Mi preparo psicologicamente. Purtroppo non sarà abbastanza.

La quantità di persone impediva un movimento semplice come tirar fuori il cellulare e mi accorgo presto di essere finito accanto ad alcune fan molto sfegatate che mi urleranno nelle orecchie per tutto il concerto.

Ma torniamo a parlare di cose che interessano a qualcuno.

Si parte!

Danny O’Donoghue sale sul palco con la braccia aperte, per accogliere il pubblico e prendersi tutti gli applausi. I fan sono già scatenato e le urla stanno già iniziando a bussare alle porte dei miei padiglioni auricolari. Ma io non mi scompongo.

L’inizio è subito entusiasmante, con le prime due canzoni legate tra loro, “Superheroes” e “Rain”, proseguendo con “We Cry”, durante la quale abbiamo già i primi tentativi di coro.

Poi le prime parole di Danny rivolte al pubblico, chiedendo quanti fossero di Milano e quanti venissero da fuori. Tutto questo per introdurre la canzone dai forti richiami irlandesi “Paint The Town Green”. Le luci diventano verdi e, verso la fine, si iniziano a suonare percussioni di vario tipo, Danny per esempio prende il tamburello.

“La prossima canzone è molto speciale. Ha cambiato la mia vita. Ci ha fatti conoscere in tutto il mondo e ha contribuito a portarci fino qua. Parla del potere di tornare nell’angolo dove abbiamo incontrato per la prima volta qualcuno di importante.”

Così Danny si siede sul bordo del palco e inizia a cantare “The Man Who Can’t Be Moved”. Al termine della canzone ringrazia il pubblico e fa un inchino.

fonte: Fabrique facebook
Conversazioni col pubblico

Il frontman è molto in vena di conversare e lancia un invito al pubblico.

“Se siete qui stasera e vi piace la nostra musica, c’è un’ottima probabilità che vi piacciano anche le persone intorno a voi, quindi fate amicizia.”

Poi introduce la canzone successiva.

“La prossima canzone l’abbiamo scritta un giorno in cui eravamo molto ubriachi. Ma siamo andati comunque in studio a registrarla e abbiamo pensato fosse magica. Così l’abbiamo proposta all’etichetta che ci ha fatto firmare il contratto, e ora eccoci qui, 15 anni dopo”

E, andando verso la tastiera, introduce Before The Worst.

Ma arriviamo a quello che sarà il momento più bello della serata. Danny e un altro membro della band decidono di scendere in mezzo al pubblico per cantare un paio di canzoni e si posizionano al centro della folla. Tutti provano ad avvicinarsi il più possibile ma, fortunatamente, mantenendo una certa decenza.

Qui il frontman ci descrive il tema della prossima canzone, con un racconto commovente.

“Questa canzone parla di perdere delle persone care. Ho perso mio padre il giorno di San Valentino e, 10 anni dopo, mia madre se n’è andata lo stesso giorno. Perdere qualcuno è dura, ma sappiamo che loro ci guardano dall’alto. Questa canzone è per loro”

La canzone era “If You Could See Me Now”.

“Di solito per la prossima canzone chiamavo la mia ex sul palco. C’è qualcuno così pazzo da passarmi il proprio telefono e farmi chiamare il suo/la sua ex?”

A quanto pare sì. Una ragazza decide di videochiamare il proprio ex, che risponde e si vede davanti la faccia di Danny che gli dice “Ti cantiamo una canzone, rimani con noi“. Così come per la canzone precedente, iniziano a suonare “Nothing” solo con chitarra e voce.

L’ex è rimasto fino alle fine.

fonte: Fabrique facebook
Brutti ricordi

Il cantante torna con calma sul palco e decide di raccontarci ancora qualcosa, prima di passare alla canzone successiva.

“Abbiamo passato tutti un brutto periodo. Le nostre case sono diventate prigioni. Pensavamo di dover stare chiusi pochi giorni, poi sono diventati mesi e infine anni. Ho passato un momento molto buio della mia vita, bevevo molto ed ero sempre negativo e depresso. Poi ho deciso di togliere tutta la negatività, eliminando le persone che me la trasmettevano e circondandomi solo di quelle positive. Dicono di trovare quello che ti piace fare nella vita e farlo finché non muori, ed è quello che ho fatto. Perché la vita è breve, siamo qui solo il tempo di un ‘click’, quindi facciamo che sia il click migliore di sempre”

Parole che introducono perfettamente “Something Unreal”.

Al termine della canzone Danny presenta gli altri membri della band e le luci si spengono.

Nel silenzio, si iniziano a sentire delle note che lentamente portano all’inizio di una delle canzoni più famose della band: For The First Time.

I The Script ringraziano e iniziano a uscire dal palco, con Danny che invita il pubblico a continuare a cantare le ultime parole del brano.

“Oh these times are hard
Yeah they’re making us crazy
Don’t give up on me baby”

For The First Time – The Script

Così tutti noi continuiamo a cantare queste parole finché, dopo poco, la band torna sul palco.

fonte: Fabrique facebook
Encore

La prima canzone dell’encore è “No Good In Goodbyes”, dove le luci che illuminano i membri della band provengono solo dai led posizionati alle loro spalle, facendo così che si distinguano solo le loro sagome e non i loro volti.

Poi arriva il momento di un altro grande successo, ovvero “Breakeven”. Anche qui il pubblico impazzisce e inizia a cantare con Danny.

“I’m still alive but I’m barely breathing
Just prayin’ to a God that I don’t believe in
‘Cause I got time while she got freedom
‘Cause when a heart breaks no it don’t break even”

Breakeven – The Script

Infine, il frontman fa un discorso finale per introdurre l’ultima canzone.

“Le serate come questa sono il motivo per cui facciamo tutto questo, chi se ne frega dei soldi. Siamo tutti qui, sotto lo stesso tetto e non importa chi siamo, che aspetto abbiamo, che genere siamo e quale amiamo. Questa canzone è per tutti quelli che stanno affrontando un brutto momento. Guardatevi intorno, stasera siete circondati da soldati, pronti a scendere in battaglia con voi e combattere. Questa è Hall of Fame!”

Il pubblico si scatena e inizia a ballare e cantare le parole della canzone.

Al termine, Danny ringrazia di nuovo tutti i presenti e si congeda dal palco insieme alla propria band, incitando di nuovo tutti a cantare le ultime parole di “For The First Time”.

Conclusioni

I The Script hanno portato una ventata di leggerezza con la loro musica, nonostante i temi trattati nelle loro canzoni non siano quasi mai leggeri.

Credo che il punto sia proprio questo e si trovi anche nelle parole di Danny. L’obiettivo è quello di trasformare il negativo in positivo.

C’è tanto nelle canzoni dei The Script: amore, gioia, lutto, forza di volontà, voglia di cambiare le cose, fiducia nei propri mezzi.

Questo è ciò che li fa amare dal pubblico. Il loro essere umani e raccontare cosa significhi esserlo.

“Oh, sometimes love’s intoxicating
Oh, you’re coming down, your hands are shaking
When you realize, there’s no one waiting”

Nothing – The Script

Di seguito la scaletta del concerto

  1. Superheroes
  2. Rain
  3. We Cry
  4. Paint the Town Green
  5. The Man Who Can’t Be Moved
  6. Before the Worst
  7. Dare You to Doubt Me
  8. If You Could See Me Now
  9. Nothing
  10. Something Unreal
  11. Arms Open
  12. Talk You Down
  13. For the First Time
    Encore
  14. No Good in Goodbye
  15. Breakeven
  16. Hall of Fame

a cura di
Edoardo Iannantuoni

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