“L’avventura” di Giovanni Truppi, ovvero il viaggio come scoperta di se stessi

“L’avventura” di Giovanni Truppi, ovvero il viaggio come scoperta di se stessi
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Il 1 luglio 2021 il cantautore Giovanni Truppi ha pubblicato il suo nuovo singolo: “L’Avventura”

Giovanni Truppi

Giovanni Truppi è nato a Napoli nel 1981. Fin da piccolo si è appassionato alla musica in maniera viscerale, tanto che all’età di 7 anni inizia a prendere lezioni di pianoforte, poi anche di chitarra (da autodidatta). All’età di 23 anni decide di trasferirsi a Roma dove approfondisce lo studio del canto e del Jazz. Come ricorda in una sua canzone “Il mondo è come te lo metti in testa”:

Io sono nato a Napoli e adesso vivo a Roma
A Roma si sta meglio che a Napoli, ma io sto meglio a Napoli
E allora questo che vuol dire?
Che io sto meglio dove non sto meglio?

Ha pubblicato cinque dischi e tra i brani più famosi della sua carriera ricordiamo:

Respiro (2010), brano di cui è stato realizzato il videoclip in collaborazione con Francesco Lettieri, noto regista e sceneggiatore che ha scritto e diretto video di molti artisti, tra cui Calcutta e Liberato.

Conoscersi In Una Situazione Di Difficoltà (2019), brano in featuring con Niccolò Fabi.

Hai Messo Incinta Una Scema (2015), sempre in collaborazione con Francesco Lettieri.

Nel 2019 ha ricevuto il premio PIMI come miglior artista indipendente dell’anno dal MEI. I suoi brani sono stati impiegati nel cinema, nel teatro e nella televisione.

L’avventura

“La scorsa estate abbiamo caricato il mio pianoforte su un camper e siamo partiti per un tour lungo i circa cinquemila chilometri della costa continentale italiana, dal confine con la Francia a quello con la Slovenia passando per la Calabria. Siamo stati via dal 26 luglio al 5 settembre e ogni giorno di viaggio ho annotato via via quello che vedevo e che accadeva tenendo un diario in tempo reale che è stato anche un’ottima scusa per non guidare mai.
Al ritorno mi sono ritrovato con una serie di appunti che inizialmente sono finiti in pillole su @linusrivista e ora sono diventati un libro che si chiama “L’avventura” ed esce oggi per @lanavediteseo.
Il titolo viene da una canzone che ho scritto tempo fa e che da oggi si può ascoltare su tutte le piattaforme di streaming.”

Così scrive Giovanni sulla sua pagina Instagram il 1 luglio, giorno in cui è uscito il suo singolo.

Ascoltando la discografia di Giovanni Truppi si ha subito la percezione di ascoltare un vero cantautore, un talento raro. Non a caso mentre si ascoltano le sue canzoni vengono in mente nomi come: Rino Gaetano, Giorgio Gaber, ma anche Mannarino, Guccini. La canzone raccontata più che cantata, il velo di ironia, la scrittura ponderata, ma aggressiva quando il messaggio bisogna che sia pungente. La varietà di strumenti e di note di voce mette in luce uno studio approfondito della musica da parte del cantante.
L’avventura conferma tutto questo.

Il viaggio

L’avventura restituisce una sensazione. Non descrive un sentimento o un’emozione, ma, appunto, qualcosa di molto più sfuggente e temporaneo: una sensazione. La sensazione di quando si torna a casa dopo un viaggio e cerchiamo in qualcuno o qualcosa il prolungamento di quel viaggio. La sensazione di quando non sappiamo spiegare a parole qualcosa che invece nella nostra mente è chiarissima e perciò riusciamo solo a “sfiorarla”. E spesso ci chiediamo che cosa ci resta di quel viaggio, se abbiamo trovato quello che stavamo cercando o se stavamo davvero cercando qualcosa.

Che cosa c’era?
Che c’era oltre quelle montagne?
Oltre quel mare e quelle stelle?
Che c’era io non lo so raccontare
Lo posso soltanto sfiorare

Romanzi e film sul tema del viaggio ne sono stati realizzati moltissimi nel corso dei secoli. Alla fine il messaggio che quasi sempre emerge è che un viaggio è un viaggio anche dentro se stessi, alla scoperta del proprio io. Per questo è un’avventura, perché molto spesso possiamo trovare dentro di noi cose che non ci saremmo mai aspettati.

Che c’era oltre i miei desideri e i miei pensieri?
Dall’altra parte di quello che conoscevo fino a ieri?

Talvolta queste domande non trovano risposta. Un viaggio ha la capacità di scombussolare le certezze, di rendere l’incredibile credibile e di mettere in discussione l’animo con cui eravamo partiti. Ma, come spesso succede, molte risposte le avevamo già a un passo da noi:

Mentre ci penso guardo i miei amici e mio fratello
Poi arrivi tu
E non ci penso più.

Chissà chi è quest* tu. La persona che riesce a placare ogni tormento, la persona in cui sono custodite le risposte che cerchiamo. La persona senza la quale un ritorno non sarebbe un vero ritorno.

Chissà se anche Odisseo, il viaggiatore per eccellenza, dopo essere tornato a casa dopo dieci lunghi anni di navigazione, dopo aver sofferto e affrontato tante difficoltà, non abbia guardato anche lui la sua Penelope e abbia detto: “E non ci penso più”.

a cura di
Ilaria Mazza

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