“Prizefighter”: l’album della rinascita dei Mumford & Sons

Dopo ben 7 anni i Mumford and Sons tornano, “RUSHMERE” nel 2025 e quest’anno “Prizefighter” segnano il ritorno definitivo della band.

Dopo essere stati al live il novembre scorso dove si sono riconfermati una band di assoluto livello anche dal vivo, si sentiva però la mancanza di nuovi brani gustosi. “RUSHMERE” ha fatto un po’ da apripista e crediamo sia servito alla band per riprendere il ritmo e tastare il terreno. Si sentiva però che non fossero ancora i “veri” Mumford. In occasione del concerto dai primi “snippet sonori” la band aveva anticipato che questo sarebbe stato il vero ritorno di qualità, della band che tutti conosciamo.

Secondo noi i Mumford sono riusciti a essere ancora più Mumford di quanto li ricordassimo, ovviamente rinnovandosi e mischiandosi anche con sonorità moderne, collaborazioni che aiutano alle canzoni non solo a prendere forma ma ad attualizzarle. È stato abbassato un po’ l’elemento folk, senza eliminarlo definitivamente, per dare spazio più al pop, però questo è un album che ha un senso di essere ascoltato e che rispecchia bene questa band.

Non è facile soprattutto ritornare dopo tanto tempo in un mondo in cui ogni anno bisogna fare uscire musica tra singoli e album per rimanere sulla cresta dell’onda. La gente però gli aspettati e l’attesa è valsa la pena.

Abbiamo individuato sei canzoni IMPERDIBILI sulle 14 dell’album e ci focalizzeremo su quelle, senza discriminare le altre però oggi ci va di raccontare i punti di forza. Ancora comunque non ci capacitiamo come una band di folk sia arrivata a essere così di successo nel mondo, è incredibile. A parte questo le prime quattro canzoni dell’album sono già una “manata” di un animale (ndr, perchè quattro e non cinque).

“Here” è un pezzone che sbatte le porte dell’album tipo saloon tra l’altro collaborando con una leggenda del genere come Chris Stapleton. “Rubber Band Man” con Hozier è un singolo uscito che ascoltiamo già da tempo, ma ogni volta è un colpo al cuore dalla sua bellezza. “The Banjo Song” fa venire voglia di andare a ballare con gli amici a piedi nudi sotto alla pioggia, mentre “Run Together” è l’apoteosi di cosa sono i Mumford & Sons, ti viene voglia di cavalcare in steppe per km senza fermarsi (anche se magari non sei mai andato a cavallo).

Le altre tracce che abbiamo selezionato per definire questo album sono “Begin Again” con un ritornello che ti dà energia per svegliarti alle 5 e andare in palestra anche con 0°, provare per credere. L’ultimo brano è una chicca di tutto rispetto “Badlands” con Gracie Abrams. Al tempo quando abbiamo iniziato ad ascoltare questa band Gracie era una bimba che pensava a giocare con le bambole probabilmente, mentre ora arriva a collaborare e insieme hanno creato un brano di una bellezza importante.

Soprattutto perché le voci sono mischiate per tutta la durata della canzone a differenza della maggior parte delle collaborazioni in circolazione dove si tende a separare e ci si unisce magari nell’ultima strofa/ritornello. In assoluto è il brano migliore del disco.

Siamo veramente lieti che i Mumford & Sons siano tornati con nuova musica degna del loro nome, torneranno presto in Italia e la tentazione di andarli ad ascoltare nuovamente è tanta anche perché la curiosità per le nuove canzoni dal vivo è altrettanto forte. Un album consigliato a grandi per rifarsi le orecchie dalla “robaccia” in giro e ai piccini per cominciare ad ascoltare musica di qualità.

a cura di
Luca Montanari

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