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Tra leziosità e momenti emozionanti, questa serata interminabile del Festival di Sanremo 2026 vede la giusta vittoria di Ditonellapiaga e Tonypitony

Carlo Conti cerca in tutti i modi di accelerare i tempi, ma 30 coppie sono veramente tante, dannazione. Il Festival di Sanremo è una maratona, si sa, non bisogna lamentarsi per questo.

Ad ogni modo, ecco le pagelle di tutte le esibizioni.

ATTENZIONE: dato che sono un burlone, questa volta ci saranno voti numerici e voti arzigogolati. Così, perché m’andava.

Elettra Lamborghini con Las Ketchup – “Aserejé”

Elettra passa da karaoke con amiche ad animazione da villaggio turistico così, de botto. È tutto talmente roboante, statico, incasinato, arriva un megafono, poi Elettra va in giro a urlare di muoversi. Abbiamo assistito a un momento memorabile. Forse. Non lo so. Voglio il Festivalbar in un villaggio Alpitur. VOTO: machecazzodivotodevodare

Eddie Brock con Fabrizio Moro  – “Portami via” 

Eddie Brock mette in gran risalto Fabrizio Moro. Questo dovrebbe bastare. Quando devi uscire con una tipa, chiedi al tuo amico di accompagnarti e lei si innamora del tuo amico. VOTO: X

Mara Sattei con Mecna – “L’ultimo bacio” 

Il caso strano della serata. Uno dei casi strani, dai. Una cover scolastica con un innesto di Mecna che spara barre così, a sbuffo. Il paradosso è che il tuo subconscio ti dice “Ehi, non è male. Ammettilo, ci sta bene”. Fa strano dirlo, ma ha davvero dato quel quid in più. Paradossi subconsci. VOTO: 6,5

Patty Pravo con Timofej Andrijashenko – “Ti lascio una canzone” 

Classe ed eleganza. chi avrebbe mai potuto duettare con Patty Pravo a Sanremo? Solo Ornella Vanoni. E così l’amica la omaggia cantando da sola e sullo sfondo il primo ballerino della scala. Onorevolissimo. Faccio cadere la poesia dicendovi che ero ipnotizzato dalle facce e dagli occhi che ogni tanto Patty sgranava a caso. Misticismo in sala VOTO: caro, ho comprato un ballerino per il salotto

Levante con Gaia – “I maschi”

Il campo largo finale della regia è stato strategico. Ah, cara mamma Rai… Fatto sta che la coppia Levante-Gaia funziona ben benino. La coppia che fa tremare la mamma VOTO: 6

Malika Ayane con Claudio Santamaria – “Mi sei scoppiato dentro il cuore” 

Claudio Santamaria ha una voce incredibile, cantante mancato. Partner perfetto per Malika, per l’occasione vestita da serial killer junior in stage da 6 mesi a 2 omicidi a settimana. Cantante per professione, criminale (di classe) per passione VOTO: 7-

Le Bambole di Pezza con Cristina D’Avena – “Occhi di gatto” 

Abbiamo la sigla per la nuova serie di “Occhi di gatto”. Incredibile come Cristina riesca a rubare la scena con una naturalezza incredibile, anche quando parte l’innesto di “Whola Lotta Love” (che splendida idea tamarra, apprezzo). Cri, hai trovato la tua backing band perfetta. Baciami Licia, schitarrami l’anima. VOTO: 95,3333333

Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso – “Su di noi” 

Dargen ha preso Pupo, ha fatto serata con lui e Fabrizio Bosso, l’ha agghindati come dei man in black… ed è uscita la versione ultra impegnata di “Su di noi” con la chicca estremamente raffinata dell’innesto di “Gam gam”. La faccia da coglione e un’intelligenza ingombrante. VOTO: Salmo 33

Tommaso Paradiso con Gli Stadio – “L’ultima luna” 

Vi piace vincere facile? C’è divertimento in scena, Curreri e Paradiso fanno il cazzo che gli pare (nel senso che delle volte uno attacca prima, l’altro dopo… entropia). Però la canzone lo permette. La locura René. VOTO: 6+

Michele Bravi con Fiorella Mannoia – “Domani è un altro giorno” 

Bestemmie e lacrima che da maschio alfa maschiamente fatico a trattenere. Se qualcuno ha da ridire su questa versione, se qualcuno ha da ridire su Fiorella, lo colga un cornetto alla crema acida. Acidella, dai. Inchino VOTO: 7,5

Tredici Pietro con Galeffi, Fidasca & Band – “Vita” 

Omaggia il padre… che poi si palesa. Tipo Dio che a un certo punto scende per aiutare Gesù (ci sarà sicuramente un racconto del genere nei Vangeli di San Remo). L’intervento di Galeffi è incisivo quanto quello di un difensore che spazza la palla in curva all’89simo quando la sua squadra sta vincendo 45-0. Quando si invoca l’altissimo VOTO: dieci comandamenti

Maria Antonietta & Colombre con Brunori Sas – “Il mondo” 

Speravo nel colpo di scena, in Brunori che a un certo punto dà un calcio a uno della prima fila mentre inizia a suonare “Roots Bloody Roots” dei Sepultura. Invece rimaniamo nel profumo di tempi lontani, eleganti e con una voglia di ficcare improponibile. Ma di classe. Metallaro sotto copertura. VOTO: 7

Fulminacci con Francesca Fagnani – “Parole Parole” 

Se dovessi immaginare una versione canora di Belve, sarebbe esattamente questa esibizione. Non so che belva io mi senta. VOTO: 7

LDA & Aka 7even con Tullio De Piscopo – “Andamento lento” 

Voglio arrivare a 80 anni come il buon Tullio. Fatto sta che inaspettatamente questo particolare trittico se l’è cavata bene, meglio delle aspettative. ‘a cazzimma. VOTO: 7+

Raf con The Kolors – “The Riddle” 

Scelta strana. Non meno strana del fatto che Raf sembra il fratello maggiore di Stash. Ora ho voglia di suonare Over the Hills and Far Away di Gary Moore. La marcia degli immortali. VOTO: 5,5

J-Ax con Ligera County Fam – “E la vita, la vita” 

Sermone iniziale e poi rimpatriata con gli amici dello zio durante la rimpatriata di Natale dopo tre limoncelli, sedici zibibbi e un paio di damigiane di genziana. Il tutto sotto lo sguardo torvo della Madunina. Mi sento milanese, mamma. VOTO: 6+

Ditonellapiag con Tonypitony – “The lady is a tramp” 

Un quadro di arte pop, con innesti dadaisti e una spennellata di LSD alla fragola. Tonypitoni che canta come un crooner americano e ditonellapiaga è quella coppia che funziona da dio e non ci avresti nemmeno pensato. Che bello non drogarsi e vedere lo stesso i draghi. VOTO: 7

Enrico Nigiotti con Alfa – “En e Xanax” 

Danno giustizia a una canzone impegnativa. Tra le migliori della serata, senza scherzi (madonna quanto sto diventando pesante). Bellezza inaspettata. VOTO: 9 + 4 bollini Coop

Serena Brancale con Gregory Porter e Delia – “Besame Mucho” 

Faccio il cagacazzi da subito: nell’armonizzazione finale qualcuno è andato leggermente fuori tono. Questo giusto per fare il cagacazzi, altrimenti performance suadente e fascinosa, col signor Porter elegante quanto un jazzista in un museo della storia del cricket e Delia comprimaria d’eccellenza. In questo Sanremo 2026 questa versione di Serena Brancale mi piace molto. Besame mucho. VOTO: 7,89 

Sayf con Alex Britti e Mario Biondi – “Hit the road Jack” 

‘Sto ragazzo continua a sorprendermi. Trasforma il Festival di Sanremo nel revival dei Blues Brothers ed è convincente. Sto controllando e no, nella tazza accanto a me non c’è grappa, bensì acqua. Ho visto la luce, voglio riformare la banda. VOTO: 126 miglia, serbatoio pieno e mezzo pacchetto di sigarette

Francesco Renga con Giusy Ferreri – “Ragazzo solo, ragazza sola” 

Ogni tanto Francesco lancia occhiate verso Giusy, non so se della serie “stai andando per la tangente” o che. Sguardo sornione. VOTO: 6-

Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma – “Quello che le donne non dicono” 

Un duetto col coro. Bell’epicità e delicatezza. E brava Arisa. E bravo coro. Regia eleganza. VOTO: 7,5

Samuray Jay con Belén Rodriguez e Roy Paci – “Baila Morena” 

La parte migliore è l’inizio. Quando il microfono ha smesso di funzionare anzitempo. Belen riesce a stonare anche con l’autotune attivo. Altissimo il momento Belen sembra terrorizzata da Roy Paci, così preso durante l’assolo di tromba. Checazzostasuccedendosulpalco. VOTO: 87 decibel di urla richardbensoniane

Sal Da Vinci con Michele Zarrillo – “Cinque giorni” 

Sembrava andare tutto discretamente, fino a quando non hanno iniziato una gara di gorgheggi senza senso. Sembrava di ascoltare due lavandini dopo l’azione del disgorgante. Un buon disgorgante, per carità, però… Idraulico gel. VOTO: 5-, 5+ se senza fattura

Fedez & Masini con Stjepan Hauser – “Meravigliosa creatura” 

Masini è quel gargoyle che incute timore, eppure ce la mette tutta a far trasparire un po’ di malinconica dolcezza. Ci riesce alla grande. Fedez continua la terapia d’urto di cantare un certo malessere. Almeno continua a confermare che, se vuole, è una penna più che discreta. Hauser impreziosisce il tutto. Terapia d’urto morbido. VOTO: 7+

Ermal Meta con Dardust – “Golden Hour” 

Dove c’è Dardust, c’è qualità. Non lo dico da fan (non lo sono, d’altronde). Ermal non sbaglia un colpo. Tante piccole cose che permettono di andare oltre il compitino. Maestra, voglio imparare da loro. VOTO: 7+

Nayt con Joan Thiele – “La canzone dell’amore perduto” 

Poteva essere qualcosa di magico, ma c’è un qualcosa che mi turba. Non Joan, forse Nayt che si lancia a un certo punto in un gorgheggio che mal si sposa con la canzone. Peccato. Guarda maestra quanto sono bravo, mi mette un voto alto?. VOTO: 5,5

Luchè con Gianluca Grignani – “Falco a metà” 

Non era scontato che andasse tutto liscio, e invece… Luchè molto a suo agio sul pezzo, il Grigno rimane composto, concentrato. Mi sono quasi emozionato. Sorpreso dalla normalità. VOTO: 6,5

Chiello con Saverio Cigarini – “Mi sono innamorato di te”

Pezzo difficoltoso, per nulla facile, con lo scazzo/abbandono/nograziemegliodino con Morgan che ci si mette in mezzo. Chiello, sono fiero di te, nonostante le storture o proprio anche per quelle. Rocky Joe. VOTO: abbraccio e pacche sulla spalla

Leo Gassmann con Aiello – “Era già tutto previsto” 

“Ma che cazzo vi urlate” ho urlato. La vicina, giustamente, si è risentita, dato l’orario non consono per esternazioni di stupore iracondo di tal portata. Aiello che alla fine fa i ringraziamenti come se fosse un capo di Stato mi ha steso. O forse era solo il sonno e il fastido. Ma che cazzo vi urlate. VOTO: 5

a cura di
Andrea Mariano

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di Andrea Mariano

Andrea nasce in un non meglio precisato giorno di febbraio, in una non meglio precisata seconda metà degli Anni ’80. È stata l’unica volta che è arrivato con estremo anticipo a un appuntamento. Sin da piccolo ha avuto il pallino per la scrittura e la musica. Pallino che nel corso degli anni è diventato un pallone aerostatico di dimensioni ragguardevoli. Da qualche tempo ha creato e cura (almeno, cerca) Perle ai Porci, un podcast dove parla a vanvera di dischi e artisti da riscoprire. La musica non è tuttavia il suo unico interesse: si definisce nerd voyeur, nel senso che è appassionato di tecnologia e videogiochi, rimane aggiornato su tutto, ma le ultime console che ha avuto sono il Super Nintendo nel 1995 e il GameBoy pocket nel 1996. Ogni tanto si ricorda di essere serio. Ma tranquilli, capita di rado. Note particolari: crede di vivere ancora negli Anni ’90.

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