Dopo una pausa di eoni i Mumford & Sons tornano in tour supportati dai The Vaccines per far vedere che esistono ancora, ed eccome se vivono.
Avevamo già assistito ai The Vaccines nel gennaio del 2024 e quando li abbiamo visti riaccoppiati per il tour dei Mumford non potevamo che esserne lieti. Non avevamo mai pensato di vedere le due band affiancate in un live, ma nell’effettivo ha poi avuto il suo senso. Hanno settato il giusto mood per “affrontare” i Mumford con le loro canzoni “tranquille” e molto orecchiabili, The Vaccines sono capaci di metterti di buon umore molto facilmente. Un set semplice ed efficace.
La scaletta dei The Vaccines
- Love to Walk Away
- Wreckin’ Bar (Ra Ra Ra)
- Post Break-Up Sex
- Wetsuit
- Your Love Is My Favourite Band
- Discount de Kooning (Last One Standing)
- Headphones Baby
- The Dreamer
- Heartbreak Kid
- I Always Knew
- If You Wanna
- All My Friends Are Falling in Love
Il turno dei Mumford
Uscendo dal ruolo di giornalista per una riga, non vedevo un concerto di questa band da DIECI ANNI quando suonarono al Pistoia Blues nel 2015 e loro non tornavano a Bologna da 15 anni, quando suonarono al Covo Club nel 2010. È una delle band che in adolescenza mi hanno segnato tra gli ascolti musicali e che poi ho trascurato successivamente, ma ieri mi sono ricordato perché mi ci fossi avvicinato.
I Mumford non rilasciavano un album dal 2018, quindi facendo i conti sono passati sette anni, il periodo di stop si è allungato anche a causa dell’abbandono di uno dei membri fondatori quando ha lasciato la band nel 2021 per visione differenti sulla politicizzazione della musica.
I Mumford però esistono ancora, ed eccome se vivono; hanno dimostrato di essere attualmente la band più forte a livello di folk a livello mondiale. Un palco semplice in cui le luci hanno fatto da padrone assieme alla musica; una menzione speciale va fatta alle luminarie sopra al palco a modo di fiera e i fili di lampadine sul parterre.
Golden Moments
Come spesso capita per questi concerti più grandi ci piace individuare dei momenti “golden” del concerto per dare una miglior rappresentazione di cosa sia stato.
Il primo e forse il migliore è stato il trasferimento per tre brani “Where It Belongs”, “Ghosts That We Knew” e “Caroline” in un palco in fondo al parterre. Ormai è una pratica sempre più diffusa e l’apprezziamo ogni volta perché sfrutta tutto lo spazio dell’arena e soprattutto è molto “democratico” perché anche gli sfigati in fondo possono godersi gli artisti da vicino. Tralasciando che un set acustico loro è comunque oro, c’è stata un’altra motivazione per cui lo inseriamo qui.
Marcus Mumford, il cantante, ha chiesto se tra il pubblico ci fosse un “interprete” italiano-inglese per poter raccontare un aneddoto sulla sua prima volta a Bologna. Ci limiteremo a delle parole chiave per farvi capire: alcool – Fontana del Nettuno – polizia – strada. Un momento estremamente divertente che ha ribadito l’amore della band per l’Italia e ha creato uno spezzone comico. Follia.

Per confermare ulteriormente la pazzia di Mumford, “Ditmas” si preannunciava come un brano tranquillo eseguito sul palco dopo che la band era comunque appena risalita e invece colpo di scena. Il cantante prende e inizia a spostarsi per tutta l’arena con la sicurezza a inseguirlo per evitare che la gente lo placcasse. Inutile dire che sui drop ha percorso il parterre ballando e scontrandosi con i fan. Bellissimo.
Per riportare la band su un tono più calmo abbiamo selezionato la performance di “Timshel” in cui i tre componenti della band si sono radunati a un unico microfono in acustico con l’intera arena ad ascoltare in rigoroso silenzio la bellezza canora espressa dal canto mischiato delle tre voci. Magia.
A presto
Potremmo parlare della parentesi rock con “Truth” in cui si sono andati andare al rock o a “Lover of the Light” in cui il cantante si è messo alla batteria o l’inedito “Run Together” in apertura che preannuncia un album succoso. Le loro canzoni hanno queste strofe che creano davvero un crescendo che si riversa in ritornelli di esplosioni canore e sonore, in ogni canzoni lo percepisci cristallinamente.
La band ha già promesso di ritornare in Italia l’anno prossimo per il nuovo album in uscita a febbraio di cui abbiamo già ascoltato dal vivo “Run Together”, “Here” e “Conversation With My Son (Gangster & Angels)” promettendo molto bene. Ieri possiamo dirlo è stato uno dei migliori concerti a cui siamo stati quest’anno; una band e dei turnisti fortissimi e canzoni sinceramente belle. Due ore di ottima musica, una giusta dose di pazzia, intimità per mettere in piedi una festa collettiva coi controfiocchi. All’anno prossimo.
La scaletta dei Mumford & Sons
- Run Together
- Babel
- Rubber Band Man
- Little Lion Man
- Hopeless Wanderer
- Lover of the Light
- Believe
- Truth
- Here
- Where It Belongs
- Ghosts That We Knew
- Caroline
- White Blank Page
- Ditmas
- The Cave
- Roll Away Your Stone
- Delta
- The Wolf
- Timshel
- Rushmere
- Awake My Soul
- I Will Wait
- Conversation With My Son (Gangsters & Angels)
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foto di
Ilary Terenzi
a cura di
Luca Montanari

