Davide Mangione pubblica il singolo “Come stai”: contro l’indifferenza moderna

Il cantautore descrive la violenza dell’indifferenza moderna nel nuovo singolo e videoclip fuori dal 30 giugno

Il cantautore di Gravina in Puglia torna con un brano acustico/pop dal profondo impatto sociologico: un grido di dolore e una domanda che non trova risposta in un mondo che ha mercificato anche la serenità. Un manifesto di denuncia contro l’anestesia emotiva della società moderna.

 Una domanda semplice, quasi banale, che scava però in un abisso di solitudine e disincanto. Si intitola “Come Stai” il nuovo singolo e videoclip del cantautore pugliese Davide Mangione, disponibile su tutte le piattaforme digitali e su YouTube dal 30 giugno.

“Come stai” Cover

Sotto una veste musicale acustica e pop, intima ma graffiante, “Come Stai” rivela un’anima profondamente narrativa e sociologica. Nella visione lucida e spietata di Mangione il testo è un flusso di coscienza lirico e crudo, che fotografa la società contemporanea e il disagio di chi si ritrova a sopravvivere in una “terra stretta di periferia”, dove la felicità sembra un lusso inaccessibile:

“non ho più credito per pagarmi un angolo di serenità

La violenza di questo sistema si manifesta nel silenzio e nell’indifferenza generale. La tragedia si consuma dietro finestre sbarrate, come nel passaggio neorealista in cui il giovane Mario perde la vita sull’asfalto solo per aver “gridato più forte il suo nome”, in un disperato tentativo di esistere e farsi ascoltare tra l’indifferenza generale. Resta solo un’umanità costretta a

“mettersi in fila al buio e conservare il proprio dolore da mostrare”

quasi come se la sofferenza fosse l’ultima ed estrema merce di scambio per ricevere un briciolo di attenzione.

“La mia vita non è poesia”, canta Davide Mangione, rivendicando la necessità di guardare in faccia la realtà per quella che è, rifiutando le finzioni consolatorie. Un grido d’aiuto lanciato sotto un “cielo di plastica”, simbolo di una contemporaneità artificiale e sorda.

Per dare voce a questo crollo sociale, Mangione sceglie un’interpretazione viscerale dove la voce si fa graffio, respiro strappato e confessione diretta. È la rivendicazione di una musica che rifiuta la finzione e il formalismo estetico offrendo all’ascoltatore un’autenticità sferzante, necessaria per raccontare una realtà che fa male.

Il videoclip ufficiale su YouTube

Il videoclip ufficiale, in uscita in contemporanea con il brano, traduce in immagini questo contrasto emotivo, dando forma visiva a quel “respiro strappato” e alla ricerca di un briciolo di umanità in un contesto che sembra averla smarrita. Non un semplice video musicale, ma una vera e propria performance artistica dall’impatto crudo e cinematografico.

Se il brano si configura come una lucida analisi sociologica sulla perdita di empatia nella società moderna, il videoclip ne diventa il perfetto corrispettivo d’immagine, lontano dai cliché patinati delle produzioni pop contemporanee.

A destra Davide Mangione sul set con Mario Iacovelli
Un controllo creativo assoluto: Davide Mangione regista e scenografo

A confermare l’urgenza espressiva del progetto è il controllo creativo totale esercitato da Davide Mangione. Il cantautore ha infatti curato personalmente ogni singolo aspetto della produzione visiva: sua è l’idea originale, sua la regia, la direzione della fotografia, la scenografia e la scelta dei costumi. Ogni inquadratura, ogni contrasto di luce e ombra e la disposizione degli elementi scenici sono stati studiati da Mangione per dare forma a quel “cielo di plastica” e a quel “respiro strappato” di cui parla il testo. Un lavoro artigianale e rigoroso che si distacca dai formalismi estetici per cercare una verità d’immagine sferzante.

Ad affiancare Mangione in questa impresa visiva, un team tecnico d’eccellenza che vede Domenico Loguercio alla camera, al montaggio e alla color correction, e Nicole Amendolara come fotografa di set.

Il cast: volti e storie di una tragedia quotidiana

Il video vive della straordinaria espressività di un cast corale. Le vicende e i volti di Mario Iacovelli, Katiana Valerio, Arcangela Valerio, Giuseppe Valerio, Fabio Lavecchia e Rosa Paternoster incarnano l’umanità ferita descritta nel brano.
Tra i momenti più simbolici dell’opera spicca la rappresentazione di Mario, disteso a terra con gli occhi al cielo, colpevole solo di aver “gridato più forte il suo nome” in un mondo che preferisce non sentire.

La colonna sonora dell’opera: l’artigianato musicale

La totale indipendenza artistica di Davide Mangione non si ferma dietro la macchina da presa, ma affonda fin dentro le trame sonore che sorreggono il cortometraggio. La colonna sonora visiva di “Come Stai” è infatti il risultato di un lavoro di artigianato musicale puro e solitario: Mangione ha scritto il testo, composto la musica, curato l’intero impianto degli arrangiamenti e assunto il ruolo di produttore musicale dell’opera.

Sua è la voce principale, suoi sono i cori e sua è l’esecuzione di tutti gli strumenti che si intrecciano nel pezzo. Le sessioni di registrazione hanno preso vita presso La Fabbrica Del Suono, per poi essere rifinite dal mixing di Giovanni Gramegna e sigillate dal mastering di Giovanni Versari, restituendo così una cura del dettaglio sonoro pari a quella visiva.

Il risultato è un cortometraggio musicale potente, un viaggio al buio in cui i protagonisti conservano il proprio dolore, costringendo lo spettatore a porsi la domanda più difficile e necessaria di tutte: Come stai?

Crediti del brano

Testo, Musica e Arrangiamenti: Davide Mangione
Voce, Cori, Strumenti ed Esecuzione: Davide Mangione
Produzione Musicale: Davide Mangione
Registrato presso: La Fabbrica Del Suono
Mixing: Giovanni Gramegna
Mastering: Giovanni Versari

Crediti del videoclip

Scritto e Diretto da: Davide Mangione
Regia e Fotografia di: Davide Mangione
Scenografia e costumi di: Davide Mangione
Operatore camera: Domenico Loguercio
Edit e Color di: Domenico Loguercio
Set Photographer: Nicole Amendolara
Protagonisti: Mario Iacovelli, Katiana Valerio, Arcangela Valerio, Giuseppe Valerio, Fabio Lavecchia, Rosa Paternoster

a cura di
Staff

Seguici anche su Instagram!
LEGGI ANCHE – Fulminacci – Sequoie Music Park, Bologna – 2 luglio 2026
LEGGI ANCHE – Litfiba – Fiera del Levante, Bari – 2 luglio 2026

Related Post